Tempo  5 ore 42 minuti

Coordinate 2184

Uploaded 21 giugno 2015

Recorded giugno 2015

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275 m
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9,3
18,7 km

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vicino Camogli, Liguria (Italia)

Partendo da Camogli, in un'ideale passeggiata si arriva alla Piazzetta di Portofino passando da San Fruttuoso. Non è la via più breve e neanche la più facile, ma è senz'altro quella più bella dal punto di vista paesaggistico. Se si è stanchi, dal porticciolo di San Fruttuoso partono anche i battelli per il ritorno, che fanno una fermata intermedia a Punta Chiappa.
A Camogli si imbocca Via S. Bartolomeo, in fondo al parcheggio, che costeggia il torrente Gentile. Proseguendo il percorso si trasforma in una interminabile serie di scalini (circa 900) che si inerpicano tra i muri a secco delle abitazioni. Tralasciando l’unica deviazione a sinistra dopo un po’ di fatica si arriva sotto il sagrato della Chiesa di San Rocco di Camogli. (219 m) Il percorso per le “Batterie” parte a destra della chiesa passando di fronte a un rubinetto di acqua potabile. Durante tutto il percorso non ci sono fontane per l’acqua. Si passa la scalinata che porta a Punta Chiappa e si raggiunge La Mortola, caratteristico piccolo nucleo di case. Passando per il bosco, il sentiero arriva al bivio in località Fornelli dal quale si può seguire il sentiero contrassegnato con il doppio triangolo sino a salire al Semaforo Nuovo, oppure proseguire per le Batterie seguendo il sentiero con il Doppio Pallino Rosso. Inizia il passaggio più alto del tratto che da San Rocco porta alle Batterie, un tragitto dapprima in falso piano a cui seguono alcuni saliscendi su scalini di roccia irregolari fino ad affacciarsi su Punta Chiappa e Camogli. Si arriva così alla località Batterie (246 m) dove si possono visitare i bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Giunti al Passo del Bacio, in taluni brevi passaggi a strapiombo, occorre aggrapparsi alla catene. Ottimo panorama su cala dell’Oro e Punta Torretta. Avanzando per un tratto sconnesso con sali scendi su roccia, si attraversa un ruscello in secca dove fi sono delle catene per la presenza di acqua in alcuni periodi dell’anno. Facendo attenzione ai contrassegni si inizia a salire per un ripido sentierino soleggiato che poi si inoltra nel bosco per raggiungere il passo in prossimità di Punta Torretta. Da qui, attraverso alberi secolari, si scende per terminare di fronte all’Abazia di San Fruttuoso. La costruzione dell'eremo sarebbe attribuibile a cinque monaci spagnoli, provenienti da Tarragona, che approdarono in questa insenatura (località Capodimonte) per portarvi le reliquie del Vescovo Fruttuoso. Rispetto alla costruzione originale, il chiostro fu rialzato di un piano nel XVI secolo, epoca in cui furono anche aggiunte le arcate fronte mare e il portico della chiesa. La spiaggia si formò nel 1915 in seguito ad un movimento franoso che con un'alluvione portò a valle i detriti del torrente in piena. La torre, disposta su tre pani, fu costruita nella seconda metà del cinquecento dagli eredi dell' Ammiraglio Andrea Doria per proteggere il luogo dalle incursioni dei pirati. Il sentiero per Portofino ha inizio dietro all’Abazia, passa sotto alla Torre, segnato da due cerchi rossi, e si svolge interamente sui suggestivi versanti marittimi del promontorio. Dopo gli ultimi sguardi alla baia di S. Fruttuoso, si percorrono una serie di tornanti che salgono a Base 0 (220 m) che mette in comunicazione con la parte orientale del promontorio. Superata questa zona, il tracciato diventa pianeggiante ed attraversa in quota tutto il versante Sud. Il sentiero penetra in una folta macchia mediterranea per contornare il tratto di Piano del Capo, Punta Carega, attraverso il vallone del Ruffinale sopra a Cala degli Inglesi e Cala del Prato. Al termine di questa zona ombrosa ed umida, si arriva in località Case del Prato (239 m) dove sopravvive ancora l’antica tradizione agricola della coltura di orti, frutteti e vigneti vicini alle abitazioni, mentre l’oliveto ricopre ampie zone del versante della collina di Portofino. Da questa località si dipartono diversi sentieri che conducono a Portofino, noi seguiamo a destra un lastricato che, sempre contrassegnato dai due Bolli Rossi, scende in modo graduale verso il paese. Tralasciando la discesa verso Cala degli Inglesi, si superano le località Vessinaro, Cappelletta, Palara e Fondaco per raggiungere, percorrendo una scalinata che termina nei pressi della fermata del bus di linea, l’abitato di Portofino. Ritornando alla scalinata di arrivo, una palina indica il Sentiero Verde Azzurro che introduce alla strada pedonale Portofino- Paraggi, segnalata con
diversi cartelli e il segnavia Tre Pallini Rossi disposti a triangolo. Questo percorso in piano transita dietro alcune stupende ville, ornate con giardini affacciati su Portofino e il suo mare. Superata l’insenatura del Cannone, si sbuca sulla strada d’accesso di un hotel, ma quasi subito si riprende un viottolo che idealmente
continua il tracciato fin qui percorso. Accostata Villa Beatrice il percorso procede tra muri e siepi che limitano il panorama verso la costa, fino a sbucare in un bosco di lecci. Si attraversa un rivo per giungere sopra la baia di Paraggi, racchiusa come un gioiello tra le colline boscose del promontorio di Portofino e il
mare limpidissimo. Evitata una prima discesa verso mare, si scende definitivamente in direzione di Paraggi. Da qui, invece di risalire per la Madonna delle Gave (184 m) si è preferito proseguire per il lungo mare fino a Santa Margherita. Proseguendo per la passeggiata a mare nella prima parte si affianca il porticciolo turistico, mentre il tratto più orientale torna ad affacciarsi sulla spiaggia con le barche tirate in secco.
Al termine della passeggiata mare, in corrispondenza di una rotonda, vi è la fermata degli autobus per il ritorno a Camogli.

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