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Coordinate 2474

Uploaded 31 marzo 2015

Recorded marzo 2015

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1.240 m
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4,7
9,3
18,64 km

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vicino Bargone, Liguria (Italia)

Spettacolare percorso lungo il roccioso crinale del Monte Treggin, una delle più belle e singolari montagne dell’immediato entroterra di Sestri Levante; una breve salita alla sommità rocciosa del Monte Roccagrande, un passaggio sulla cima del Montre Capra e finalmente, dal Passo Broccheie, iniziamo l’ultima salita alla cima del Monte Porcile. Il percorso da noi scelto non passa nelle vicinanze dei laghetti del Bocco di Bargone che, secondo gli studiosi, hanno un’origine glaciale e rivestono una notevole importanza per i ritrovamenti di pollini fossili. L'escursione, a parte un brevissimo tratto di roccia in cresta al Monte Treggin, (T3) non presenta difficoltà tecniche. Nel primo tratto di discesa dal Passo del Bocco verso Bargone bisogna però prestare la massima attenzione ai segnavia per non perdersi.
Il percorso inizia da Bargone dove si posteggia nel piazzale antistante il paese. (300 m)
Subito a sinistra inizia una stradina cementata dove sono evidenti i segnavia (una X Rossa) e le indicazioni per il Monte Treggin. In breve ci si immette su una ripida scalinata e quindi su uno stretto sentiero che sale nell'ombrosissimo bosco. Procedendo sul fondovalle del rio Figallo, il sentiero continua tra grandi massi per poi iniziare a salire su un aperto costone roccioso con rada vegetazione e dopo un ultimo tratto nel bosco fattosi nuovamente fitto, si raggiunge il Colle Lencisa, (647 m) dove si incontra un bivio e si svolta a destra verso il Tregin. Il panorama, essendo sbucati sul crinale, si estende ora anche sulle vallate dell'entroterra ligure fino al Monte Ramaceto e allo Zatta, che spunta in lontananza. Si risale un breve tratto tra le tipiche rocce rosse dove occorre prestare qualche attenzione a seguire il percorso, sino ad arrivare ad un piccolo gruppo di alberi. Qui in sentiero devia dapprima a destra, raggiunge una zona aperta, quindi devia a sinistra su roccette, raggiungendo la cima del Monte Treggin. (870 m)
Lasciata la vetta si prosegue con direzione Nord affrontando ora un tratto un po’ più impegnativo, una discesa di pochi metri tra le rocce, che offrono comunque comodi appoggi per scendere senza troppe difficoltà. Poco dopo il sentiero abbandona la cresta e, tenendosi sul versante orientale di questa, rientra nel bosco e, in leggera discesa, raggiunge nuovamente il crinale in corrispondenza del Colle Aietta. (792 m)
Da qui si ricomincia a salire e si sbuca in breve sulla stradina sterrata che porta fino al Passo del Bocco di Bargone. Si continua verso destra effettuando un paio di tornanti, dopo di che si giunge al bivio, a sinistra, per il Monte Roccagrande. Il segnavia X Rossa in questo tratto è poco evidente e spesso si perde tra i cespugli ma facendo attenzione si rintraccia il percorso più agevole e con poca fatica, e senza alcuna difficoltà, si superano alcune balze rocciose.
La vetta spoglia e tondeggiante è segnata da un ometto di pietre di Diaspro, caratteristica roccia rossa con cui sono formate queste due montagne. (971 m) Proseguendo a Nord per una prativa discesa e deviando a Est si ritorna sulla strada sterrata abbandonata in precedenza. In questo tratto di discesa non ci sono contrassegni. Proseguendo in discesa per la sterrata nei pressi della curva a destra, invece di proseguire fino al Passo, abbiamo voluto fare una “scorciatoia” prendendo un sentiero a sinistra che aggira a Nord il monte. Abbiamo avuto qualche difficoltà a seguire le tracce in questo tratto poco evidenti e spesso si sono perse tra gli arbusti di bosso. Facendo attenzione si rintraccia il percorso più agevole e non con poca fatica, seguendo l’antica mulattiera rovinata dall’acqua, siamo giunti nuovamente a Nord del Passo del Bocco alla sella del Colle Arena. Questa variante non è consigliabile se non seguendo la traccia con il GPS.
Proseguendo invece per la sterrata, il giro continua verso il famoso e preistorico Lago di Bargone. Il Lago è oggetto di studi, in quanto, i depositi di torba sono una fonte importantissima per ricostruire l’evoluzione ambientale nel corso dei secoli: le indagini stratigrafiche hanno evidenziato un riempimento di sei metri e le fasi più antiche risalgono a 10.000 anni fa. Questo conferisce al Lago il deposito più antico della Liguria orientale nell’ambito del post-glaciale.
Dal Colle Arena si prosegue su sentiero risalendo le pendici orientali del Monte Capra (1030 m) dominanti la boscosa Val di Vara.
Scendendo al Passo Broccheie, (970 m) inizia la salita al M. Porcile dove si evidenziano subito i resti di una miniera abbandonata di manganese. A circa metà salita s'incontra la strada sterrata proveniente dal Passo del Biscia, la si segue a destra fino al primo ripetitore e si continua a salire lungo un sentierino sulla cresta Sud, zigzagando fra le rocce fino a raggiungere il secondo ripetitore dove si sale ancora sulla sommità erbosa del Monte Porcile. (1249 m) Il panorama spazia sulle vette circostanti, tutte di spiccata individualità: Monte Zatta, Ramaceto, Chiappozzo, Verruga, Treggin, Roccagrande e sullo sfondo il mare.
La discesa dal monte avviene sempre verso Sud in direzione dei ripetitori, seguendo il Triangolo Rosso che dovrebbe fare da segnavia, ma non sempre, e quindi per alcuni tratti siamo scesi a vista verso la sottostante sterrata dove, dopo poco, abbiamo rincontrato il segnavia 5T che taglia alcuni tornanti e porta sulla sterrata diretta al Passo del Bocco. (953 m) Proseguendo diritti in direzione Sud, ci si immette sul sentiero segnato dal Triangolo Rosso poco evidente.
Nel primo tratto di discesa bisogna prestare la massima attenzione ai segnavia spesso scoloriti in quanto la traccia si fa spesso molto esile e si confonde con i mille sentierini secondari che si separano da essa.
Il sentiero si fa quindi più evidente, ma tutt'altro che comodo in quanto spesso bisogna fare acrobazie per evitare gli arbusti e i rovi che lo circondano.
A quota 620 m circa si sbuca nuovamente sulla sterrata, che seguita per un breve tratto in discesa, la si abbandona a per riprendere di nuovo il sentiero che si stacca sulla sinistra con segnavia sempre il Triangolo Rosso. La sterrata la si incrocia ancora per due volte fino a sfociare in una stradina dove si prosegue a destra.
Finalmente si arriva alla frazione di Costa di Bargone, da cui in poco tempo si raggiunge la piazza di Bargone, a conclusione di questo spettacolare anello.
FEB-07
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