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vicino Voltri, Liguria (Italia)

Tra le tante vie di penetrazione verso la pianura padana, vi è quella denominata Strada Superiore dei Giovi o della “Canellona” che da Voltri conduceva a Masone nella Valle Stura.
L’originale tracciato inizia da piazzetta Santa Limbania, alle spalle del capolinea AMT all’ estremo ponente di Voltri, posta al livello del mare. (7 m)
Dopo una breve salita a lato della chiesa, una scala introduce in Via Enrico Morselli dove procedendo fino ad un largo tornante sotto il colle del Castello, poco dopo si nota una deviazione sulla sinistra che passa sopra alla galleria dell’autostrada A26 con l’indicazione di Via Superiore dei Giovi. (44 m) La strada, molto stretta, prosegue in salita con bei panorami sulla sottostante valle del Cerusa. Tralasciando il bivio sulla destra per il santuario di N.S. delle Grazie, si raggiunge una vecchia casa colonica detta “Cà de Anime”, ora riconvertita a residenza. Su questa casa, un tempo destinata a locanda dove i viandanti potevano riposare e rifocillarsi, ci sono alcune interessanti leggende. Si narra infatti che quando qualcuno giungeva in questo “albergo”, veniva fatto accomodare e, a seconda della sua disponibilità finanziaria, gli veniva assegnata un stanza. I ricchi solitamente finivano nella stanza più appartata e durante la notte venivano assassinati e derubati ed i cadaveri gettati in una fossa. Superata la “Cà de Anime”, dopo aver aggirato il Bric Ghigermasso, si arriva alla piccola frazione di Cà Voltino, (523 m) il cui toponimo la presenza di un edificio commerciale sotto le cui volte si teneva un mercato di strada.
Il gruppo di casette campestri, disposto ai lati della carrozzabile, è caratterizzato da un minuscolo oratorio dedicato a S. Giovanni Battista (1672)
Proseguendo verso Nord la strada s’imposta sulla linea di crinale, sulla destra scende il versante della Valle Leira, segnato dalla rotabile e dalla ferrovia del Turchino, sulla sinistra si vede la testata del Val Cerusa con il varco del Passo del Faiallo, posto fra il M. Reixa e il Bric del Dente.
La salita si stempera un poco e si avvicina alla Costa Ribattaiola, per arrivare alla località Canellona, (558 m) dove si incrocia il sentiero F.I.E. tre bolli rossi che collega Fiorino con la stazione di Mele. Il piccolo nucleo della Canellona, è caratterizzato da una imponente costruzione un tempo destinata ad albergo di sosta. Adiacente a quello che era la locanda ora riconvertita a locali annessi ad un maneggio, vi è la piccola chiesa dedicata a Santi Pietro e Anna, (1771) sul cui fronte principale rimane ancora una vecchia targa con l’indicazione della strada dei Giovi.
Il percorso della strada dei Giovi prosegue sul versante della valle del Leiro, si supera Ca’ Mostaci (640 m) un altro stallaggio con ricovero notturno ormai irriconoscibile per via del suo quasi totale deperimento, fino ad incrociare la strada che porta al Passo del Faiallo poche centinaia di metri a monte del Sacrario dei Martiri del Turchino, terminando di fatto il tracciato sul versante appenninico. (676 m) Scollinato in questo punto la catena dell’Appennino, la strada inizia la sua discesa verso la Cappelletta di Masone e successivamente a Masone. Di fronte, attraversando la SP 73, si incrocia il sentiero dell’ AVML e svoltando ad Ovest abbiamo proseguito in leggera salita per la mulattiera che porta al Forte Geremia.
Il forte è situato sulla cima del monte Bric Geremia, sullo spartiacque appenninico che separa le valli di Voltri e Masone. (806 m)
Il forte è di dimensioni ragguardevoli e poteva ospitare una guarnigione di un centinaio di uomini. E' costituito da due parti: una grande caserma di forma rettangolare e un ampio terrapieno dove erano ospitate le artiglierie. Il terrapieno è circondato da un profondo fossato e le batterie sono collegate alla caserma da un camminamento completamente interrato. In una posizione particolarmente protetta, ricavata nel cuore del monte, si trovava la polveriera, raggiungibile con una galleria.
Il forte è stato costruito poco prima del 1890 in un punto strategico per la difesa del valico del Turchino, importante punto di passaggio tra la costa e la valle Stura. Questo complesso fortificato venne utilizzato fino alla prima guerra mondiale, ma nel primo dopoguerra l'Amministrazione Militare ne dichiarò decaduto l'interesse strategico.
Insieme al Forte Geremia, a pochi chilometri di distanza ad Est, nello stesso periodo venne costruita anche un'altra fortificazione, forte Aresci, di cui oggi rimangono solo pochi resti. Proseguendo per sentiero si scende alla sella Pràa du Sambüghettu, (774 m) si procede per pochi metri lungo la SP 73, fino a svoltare alla prima deviazione a destra, contrassegnata da due Rombi Gialli, che porta a Masone. Il sentiero scende tra boschi di faggio fino al bivio Pian D’ Ravera (740 m) dove si prosegue per Masone. Poco dopo si passa per un altro bivio Pian del Colle (720 m) dove sempre scendendo per Masone si raggiunge una cascina dopo la quale la strada diventa asfaltata. Proseguendo in discesa per la rotabile verso il fondo valle appena passato il ponte del Rio Pestummu si raggiungono i ruderi della Cartiera Savòi. Proseguendo su asfalto in leggera salita si raggiunge la Chiesa di Masone.

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