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vicino Montaldo di Cosola, Piemonte (Italia)

Prima della costruzione delle strade carrozzabili, i vecchi tracciati delle mulattiere, in generale, si tenevano distanti dal fiume, evitando le strettoie della valle e i terreni che si allagavano durante le piene.
collegata al fondovalle da nessuna strada. Gli spostamenti avvenivano a piedi, a dorso di mulo attraversando più volte i torrenti, oppure con le lese, le slitte trainate dai buoi. L'apertura delle strade carrozzabili, paradossalmente, hanno accelerato il processo di spopolamento da un territorio che non offriva risorse economiche rilevanti ed era caratterizzato da una poverissima agricoltura di sussistenza.
Ancora oggi è possibile percorrere i sentieri che collegavano i paesi, toccando frazioni escluse dalla strada asfaltata e vecchi casoni, in un ambiente che ci aiuta a capire i ritmi di una vita oggi scomparsa.
La testata della val Boréca si trova in mezzo alle Quattro Province, ma ne è uno dei luoghi più nascosti e affascinanti. Sui suoi fianchi, ricoperti ormai completamente da fitti boschi prevalentemente di faggio, sono sorti piccoli paesi, collegati fra loro soltanto da mulattiere a mezza costa. Molti degli abitanti infatti, prima di trasferirsi in città, erano esperti mulattieri o taglialegna (rezgoti)
Da Capanne di Cosola (1500 m) si inizia percorrendo un tratto della SP140 fino all’imbocco della discesa per il condominio Tre Valli. Continuando a scendere per i prati in prossimità del bosco si ripiega a Nord fino ad incontrare un tratturo (largo sentiero erboso, pietroso o in terra battuta, sempre a fondo naturale) che dopo una breve discesa porta ad uno spiazzo. Proseguendo a sinistra in salita dopo circa 200 metri, si svolta stretto a destra dove inizia la vecchia mulattiera che porta a Pey. Volendo si può proseguire fino alla Chiesa della Madonna della Salute e degli Alpini, dove un altro sentiero contrassegnato Bianco-Rosso, conduce allo stesso luogo.
Scendendo per il bosco di faggi tra piccole radure la vecchia mulattiera si congiunge col sentiero proveniente da Capannette di Pej e poco dopo raggiunge l’abitato di Pey o Pej. (1199 m)
Dal centro di Pej, una strada in discesa raggiunge in breve il cimitero di fronte al quale, a destra una strada asfaltata in discesa e poi pianeggiante conduce al nucleo di Case Torre.(1122 m) Continuando nella stessa direzione si imbocca il sentiero 121, che si inoltra in un'ampia zona boscata. In questo tratto il sentiero a causa di alberi caduti, fa qualche deviazione improvvisata ma i contrassegni Bianco-Rossi sono ben evidenziati. Dopo quota 1250 m, circa, il percorso riprende a scendere agevolmente passando, nel tratto finale vicino ad una cappelletta, fino ad Artana dal toponimo ligure "ar tana". (luogo ricco di acque correnti) (1125 m) Oltre la chiesa con il cimitero, costruiti in posizione staccata, si entra in paese dalla parte alta, incontrando un'importante fontana-lavatoio.
Oltrepassata una breve altura, si arriva in vista di una cascina con annessi orti e campi, chiamata Cascina Borgonovo ma nota localmente come Bucalon. Vi ha abitato da solo fino all'età di 98 anni il Signor Nito, un personaggio noto in tutte le Quattro Province. Più avanti, la bella mulattiera oltrepassa una cappella dedicata a San Rocco, e arriva in vista di Bogli, il nucleo più grosso dell'alta val Boreca. (1102 m) Proseguendo per la strada asfaltata, superata la Chiesa di San Marziano, al primo tornante nei pressi di una vasca dell’acqua , inizia la vecchia mulattiera che sale subito ripidamente. Pulita nel primo tratto, man mano che si sale diventa più nascosta, ma con occhi attenti se ne intuisce il percorso fino a raggiungere la strada asfaltata per capanne di Cosola a quota 1400 m circa. Proseguendo verso Est sulla strada dopo pochi chilometri si raggiunge Capanne di Cosola.

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