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19,26 km

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vicino Montaldo di Cosola, Piemonte (Italia)

Lo scopo dell’escursione è di ritrovare la vecchia mulattiera che dal Passo Legnà conduce a Cartasegna. Il percorso non presenta difficoltà di rilievo, ma richiede buon allenamento alla marcia in montagna, a causa della totale assenza di segnaletica dal Passo Legnà fino a Daglio. Da Capanne di Cosola si inizia con un sentiero che partendo sul lato Ovest, dell’Albergo prosegue attraversando un breve tratto di pineta per sbucare in un prato che costeggia la strada per Bogli/Artana. Proseguendo per un boschetto di faggi si raggiunge la mulattiera che sale per il Cavalmurone. Entriamo nella parte più selvaggia e affascinante dell’Appennino Pavese-Ligure. Intorno a noi si rincorrono le cime più alte, in un susseguirsi di creste che sfumano all'orizzonte: il Cavalmurone, il Legnà, il Carmo, il Lesima e l’Alfeo e salendo sulla destra l’Ebro. Il percorso col numero 101 si svolge lungo un evidente tratturo quasi sempre sulla linea spartiacque, salendo lungo il crinale erboso e, superato un colletto secondario (1454 m), si giunge ai piedi delle due ampie cime prive di croce o segnale di vetta del monte Cavalmurone, di cui ci si accorge di aver raggiunto la sommità (1670 m) solo quando si intravede la ripida discesa verso la sella con il monte Legnà. Si risale quest'ultimo e, giunti al culmine, per toccare la vetta vera e propria (1669 m), sormontata da una croce, occorre procedere per qualche decina di metri ancora verso Ovest.
Tornati sul crinale, scendiamo rapidamente ad una spianata erbosa affacciata sulla Val Boreca all'altezza di Bogli, per poi entrare in un faggeta, da cui si esce in corrispondenza di un bivio. Mantenendo la sinistra raggiungiamo in breve il Passo del Legnà (1466 m), valico tra Val Borbera e val Boreca dove si incrocia l'antica via che collega Bogli a Cartasegna.
Si svolta a destra in direzione Ovest attraverso un prato si passa per un bosco di faggi per uscire nuovamente in un altro prato più piccolo che si estende in direzione nord fino a rientrare nel bosco. Qui inizia la parte più difficile per la difficoltà a trovare il vecchio percorso della strada vicinale. Cammino a caso per un centinaio di metri finché riesco a trovare la vecchia traccia in discesa del percorso “appena visibile”.
Con qualche dubbio continuo la discesa nel bosco dapprima in direzione Nord per poi continuare in direzione Ovest fino ad incontrare la vecchia Cascina del Pedone.(1141 m) A quel punto ero convinto di aver trovato la strada giusta. Proseguendo e mantenendo la destra ad un incrocio si attraversa il Rio Ghiaian per raggiungere poco dopo Cartasegna. (935 m) Nella frazione risiedono 7 abitanti!
Da Cartasegna si segue la carrozzabile per breve tratto fino alla chiesa campestre di San Rocco, in corrispondenza della quale una bella mulattiera priva di segnavia sale a destra. Il sentiero in ottimo stato salendo passa per la Boschine di Daglio dove ci sono i resti della Cascina dei Freighe (952 m) fino a raggiungere, all'improvviso, un caseggiato abitato da una comunità di stranieri per lo più Francesi e Belgi. Proseguendo per carrareccia, si perviene all'abitato di Daglio, ("Daju" in ligure) situata alle falde del monte Porreio. (944 m) Il paese vanta una prestigiosa tradizione di canterini ed è ricordato per lo spirito di convivialità che ancora oggi lo anima.
Proseguendo per la parte alta del paese, all'uscita, ci si incammina per una carrareccia che passa per la Fontana del Fossà (996 m) e iniziando a salire ci si inoltra per folti castagneti. Raggiungendo il bivio per Daglio/Cosola (1008 m) e ignorando la deviazioni verso la cresta del Monte Porreio, si abbandona il sentiero N.229 per proseguire diritto nel bel tracciato attraverso il bosco misto di castagni e faggi. Si incontrano altri due deviazioni, naturalmente non segnate, dove in ogni caso si continua tenendo la strada che scende. Dopo circa un'ora di cammino si attraversa il ponte del Rio Casorella e dopo una breve salita si raggiunge Montaldo di Cosola.

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