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vicino Masone, Liguria (Italia)

Si parte dalla piazza del Municipio (390 m) e per ripida salita asfaltata si passa sotto la zona Cimitero per raggiungere la Località Cappelletta. La ridente località, residenza estiva di molte famiglie genovesi si caratterizza per la presenza del Santuario della Madonna della Cappelletta.(632 m) L'origine del santuario non è certa; secondo una leggenda tramandata sino ai nostri giorni, un certo Macciò venne assalito dai briganti mentre viaggiava da Masone a Genova. Si nascose tra i cespugli e sfuggi alla morte dopo aver promesso che avrebbe collocato un'immagine sacra sul posto. Il santuario è citato per la prima volta in un documento del 1633. La devozione alla Madonna della Cappelletta aumentò in occasione dell'epidemia di peste dal 1656 al 1657 che, diffusasi lungo la Riviera Ligure, risparmiò gli abitanti di Masone che fecero la solenne promessa di recarsi in pellegrinaggio alla Cappelletta il 2 Luglio di ogni anno (Festa della Visitazione). Proseguendo per la strada asfaltata, poco prima d’incontrare la SP73, sulla sinistra si prende per l’Alta Via in direzione Est che attraverso un bosco misto di conifere e latifoglie sbocca sula strada asfaltata Via Giutte. Proseguendo a destra per una salita, dopo circa 400 metri, sulla sinistra si prende per una carrareccia chiusa da una sbarra.(583 m) In questa zona affacciata sulla valle Stura attraverso l’Alta Via dei Monti Liguri, procedendo verso Est, attraverso un bosco misto di conifere e latifoglie si raggiunge un’ampia prateria in corrispondenza del Colle Veleno (643 m) ampio pianoro segnato da fossati scavati dalle acque meteoriche che qui si raccolgono e si canalizzano scendendo a valle. Nelle porzioni pianeggianti l’acqua tende a raccogliersi e a impregnare il fondo, creando un esteso prato acquitrinoso. Si procede in salita in una zona prativa, lungo lo spartiacque con vista a Sud su Punta Martin e il Bric Castello mentre a nord si può osservare invece la valle Stura.
Superato Bric Marino (779 m) il percorso si sviluppa su un versante aspro, caratterizzato da affioramenti di roccia e da vegetazione più rada, caratterizzata da pini neri bassi e contorti per l’azione del vento, mentre al di sotto del sentiero, con una notevole differenza di quota si apre il Fosso del Morto, da cui nasce il Rio Martino.
Salendo ancora tra di giovani faggi, passando nei pressi di un’antica costruzione in pietra con una fonte, si raggiunge il Colle Gandolfi. (936 m) Con una breve deviazione a destra si può salire sulla vetta del Monte Pennello (995 m) dove è stato attrezzato da parte del Gruppo Escursionistico Pegliese il bivacco “Zucchelli”, sempre aperto. Si prosegue in direzione nord-est, mantenendosi in falso piano, percorrendo uno scenario selvaggio e deserto, con rocce scure, fratturate e spoglie dove lo sguardo può spaziare verso il promontorio di Portofino, il monte Leco, (945 m) il monte Figogna (806 m) e, sullo sfondo, il Monte Ántola (1597 m).
Si arriva così alla Colla del Proratado (890 m) dove proseguendo a sinistra sempre per l’Alta Via si raggiunge la Colla di Praglia sulla SP 4. (860 m) Svoltando a sinistra e percorsi alcune centinaia di metri si raggiunge la Trattoria Chelin-a. (835 m) Una piccola sosta è di dovere, per proseguire poi, per un circa un chilometro di SP4 fino all’incrocio a sinistra con una sterrata. (863 m) Contrassegno Pallino Giallo. Si scende per una vecchia e disastrata mulattiera che scendendo per la Valle Stura, con vari tornanti attraversa il rio l’Orso e arriva, dopo aver aggirato a Nord il Bric del Terma, ai Piani. (679 m) Una curiosità, questo tratto di mulattiera si svolge fino a poco prima dei Piani, in Regione Piemonte. Ancora un breve tratto di sentiero e si arriva a Case Grignolo (618 m) per proseguire su strada asfaltata fino a Masone.

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