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24,49 km

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vicino Montaldo di Cosola, Piemonte (Italia)

Questo itinerario escursionistico si snoda nella prima parte lungo il confine tra le provincie di Piacenza ed Alessandria e poi tra Piacenza e Genova. Percorso molto lungo e abbastanza faticoso ma molto interessante, che si sviluppa quasi completamente sui crinali concedendo splendide vedute sulla Val Borbera e Val Boreca. Si inizia da Capanne di Cosola, (1500 m) si raggiungono diverse cime quali, il M.te Cavalmurone ( 1667 m), il M.te Legnà (1671 m), il Poggio Rondino (1627 m) , il M.te Carmo (1641 m) e, prima dell'arrivo ad Ottone, ancora un ulteriore sforzo per raggiungere la vetta del M.te Alfeo.(1651 m)
L’itinerario è tutto ben tracciato e ben segnato, e quindi l’orientamento risulta abbastanza agevole.
Attenzione che lungo il percorso non c’è la possibilità di approvvigionarsi di acqua e quindi riempire le borracce alla fonte sulla sinistra di Capanne di Cosola.
Dall'albergo imboccare la sottostante stradina asfaltata in direzione Artana e Bogli che taglia in leggera discesa, dopo qualche centinaio di metri la si abbandona per prendere, sulla destra, un sentiero che per prati e boschetti si eleva gradatamente fino ad uscire allo scoperto sulle pendici del M.te Cavalmurone,(1667 m) che si raggiunge seguendo il sentiero N. 101 con i segnavia Bianco-Rossi. Dopo altro ripido saliscendi in breve, con piccola deviazione a destra, si raggiunge la vetta del M.te Legnà (1669 m) per poi proseguire con una ripida discesa che, costeggiando una recinzione metallica, conduce ad una sella e quindi in un bosco.
Il sentiero passa nel bosco sul versante Est e risale, con un tratto a tornanti, fino ad incontrare sulla sinistra un sentierino che per prati sale direttamente al Poggio Rondino. (1630 m) Volendo evitare la deviazione, si prosegue per l’itinerario principale, che prosegue a Ovest (destra) del Poggio Rondino, con bel percorso semi-pianeggiante. Proseguendo si arriva sotto la rampa terminale del monte Carmo che in breve tempo per ripida traccia su cresta erbosa si raggiunge la vetta. (1641 m) Volendo trascurare la cima il sentiero con segno Bianco-Rosso taglia il monte sul versante Est, nel bosco, con percorso a saliscendi.
Il panorama dal monte Carmo è molto ampio, in giornate di media visibilità si gode comunque di un’ottima vista sullo spartiacque Cosola-Carrega, con tutte le vette principali, dall’Ebro all’Antola la vista abbraccia l’inconfondibile monte Lesima, nonché l’Alfeo, che appare ancora distante.
Dalla vetta del Carmo si scende per la rampa erbosa fino al bivio per Capanne di Carrega e qui ritornando indietro in direzione Nord per qualche decina di metri, si imbocca il sentiero per l’Alfeo in direzione Est, che in ripida discesa, stacca dalle dirupate pendici orientali del Carmo. Segnavia Bianco Rosso N.119 oppure Due Triangoli Gialli.
Il percorso segue abbastanza fedelmente il crinale, con tratti nel bosco, perdendo inizialmente quota poi con saliscendi fino a risalire per breve tratto nei pressi del monte Zorallo dove il sentiero incontra una strada a fondo naturale al Passo della Maddalena. (1407 m) Si prosegue per la strada in piano per alcune decine di metri lungo il recinto del pascolo fino ad incontrare a sinistra una palina che indica il sentiero per l’Alfeo sempre col N. 119. Si sale per un panoramico pendio erboso che porta ai piedi del monte Busasca (1536 m), la cui vetta si aggira prendendo a sinistra, fino a raggiungere, con tratto quasi pianeggiante, un colletto (1515 m ) dove si può osservare il monte Alfeo ed il suo ripidissimo crinale da salire successivamente. Proseguendo in direzione Nord, per un tratto quasi pianeggiante, si giunge ad una radura (1505 m), dalla quale il sentiero inizia a scendere decisamente nel bosco fino ad una selletta dove, nei pressi di una palina con le indicazioni di altri sentieri, si prosegue svoltando a destra, scendendo ancora sul versante sud fino ad un’edicola votiva in pietra. Poco dopo abbandonando il sentiero più largo che scende, si deve prendere, al bivio, per un sentierino che sale a sinistra, seguendo sempre il segnavia Bianco Rosso. (1345 m) Da qui per un breve percorso in costa, si arriva ai piedi della rampa erbosa che “molto” ripidamente raggiunge la vetta dell’Alfeo (1420 m).
Si risale la ripidissima china erbosa su facile sentiero, ma faticoso, giungendo alla vetta del monte Alfeo (1650 m), sormontato da statua votiva. L'Alfeo è un’elegante montagna dell’Appennino piacentino, dalla forma piramidale e dagli scoscesi fianchi boscosi, la vetta è panoramicissima, a Nord il M.te Lesima, a Ovest la dorsale da Capanne di Cosola al M.te Carmo appena percorsa, verso Sud la Val Trebbia. Scendendo a Sud per traccia segnalate si raggiunge, nei pressi di un cancello del pascolo, una palina con l’indicazione dei sentieri. Svoltando a sinistra in direzione contraria si prende il sentiero per Campi N. 115 che per un tratto scoperto e pianeggiante a mezza costa, arriva in un boschetto dove svoltando a destra inizia a scendere ripidamente ben segnato da strisce Bianche e Rosse. Tra prati e boschetti di faggi e castagni il sentiero svoltando a destra raggiunge una conca prativa denominata Pra di Cò. Continuando a scendere per bosco misto su di un sentiero a tratti rovinato dalle piogge, dove verso la fine si taglia, con scorciatoie, una strada sterrata, si arriva alla strada asfaltata dove svoltando a destra si raggiunge un’edicola votiva alla frazione La Costa. Svoltando a sinistra per un sentiero con segnavia N. 113 si raggiunge la chiesa di san Lorenzo e proseguendo all’abitato di Truzzi. Scendendo per la strada asfaltata e tagliando con scorciatoie contrassegnate, si passa sotto alla statale SS 45 e in prossimità della “spiaggia” di Ottone si cavalca il fiume Trebbia su di un ponte pedonale di ferro e si raggiunge il paese di Ottone.(510 m)

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