• Foto di 2012-04-09 Campi-Rif. Padre Rino-Fossa dell'Êuio-Lerca-Campi
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Tempo  3 ore 39 minuti

Coordinate 7642

Uploaded 10 aprile 2012

Recorded aprile 2012

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936 m
74 m
0
3,7
7,3
14,62 km

Visto 1869 volte, scaricato 22 volte

vicino Cogoleto, Liguria (Italia)

Lasciata l’auto al termine della strada che passa per Campi, in località Case Soprane si imbocca a destra una rampa in cemento chiusa da una sbarra che prosegue su sterrata con segnavia Triangolo Rosso. Salendo ripidamente per una zona di pini ed erica arborea, dopo alcuni tornanti si raggiunge un bivio dove si continua a destra.
Si raggiunge il Rio Botte con la fonte e continuando tra i pini si arriva al Pian delle Segage, antico luogo di fienagione dove alla base delle rocce si può assistere ad una eccezionale fioritura di narciso trombone. La zona è dominata dalla rocciosa Punta Querzola e dalla soprastante Punta Tuschetti dove nidificano i rapaci. Nei pressi, inoltre, si trova il caratteristico ricovero Casa Segage. (446 m)
Oltrepassando il Rio Segage con la sua fonte e poco dopo il Rio Giordan con un’altra fonte ci si inoltra in un bosco misto con vista eccezionale del Monte Rama. Si entra ora in una faggeta in lieve salita sino al passo del Fo (687 m) e continuando lungo un ampia mulattiera tra noccioli e roveri si arriva al rifugio Padre Rino o Casa Leveasso. (900 m) Costruito alla fine del 1800 veniva utilizzato in estate, quando le famiglie di Campo e di Lerca si recavano sui monti per la fienagione fino al 1950 quando venne abbandonato. All’inizio degli anni ’80, grazie all’interessamento di volontari e della Comunità Montana Argentea, furono iniziati i lavori di ripristino. Il riparo composto da due piani permette a gruppi abbastanza numerosi di sostarvi anche di notte con sacchi a pelo. Di fronte alla casa vi è una bella fontana di acqua sorgiva.
Da qui si prende un sentiero orizzontale in direzione Ovest verso il Monte Rama contrassegnato da una A Rossa in Campo Bianco che attraversa boschetti di roveri e spettacolari accumuli di massi. La zona è caratterizzata dalla presenza di numerose fonti poste poco sotto la linea di crinale dovute alla condensazione dell’aria umida marina. Si raggiunge così Fonte Spinsu evidente zona umida con presenza di canneti e giunchi. Da qui si svolta a sinistra in discesa, direzione Est e successivamente in direzione Sud, seguendo il contrassegno Due Linee Rosse. Ci troviamo nella fossa dell’Êuio costituito da un "fiume di pietre", tra il Rama e l'Argentea. Qui, durante il Quaternario, le glaciazioni non hanno dato origine ai grandi ghiacciai dei quali sono visibili le tracce nelle vallate alpine e sulle montagne più alte dell'Appennino. Tuttavia brevi o lunghe alternanze di gelo e disgelo hanno lasciato questi fiumi di pietre (block streams). L'azione di disgregazione del gelo ha infatti prodotto grossi massi che si sono poi trovati adagiati sul terreno gelato (permafrost) che, agendo da lubrificante, li ha trasportati per brevi tratti convogliandoli in distese simili a fiumi.
Si segue il sentiero indicato che tramite stretti tornanti scende sul lato sinistro orografico del Rio, fino a raggiungere l’opera di presa posta a monte del greto del rio Lerca sulla destra orografica. Il tracciato segue il percorso dell’ acquedotto, passando sotto il Bric Camula per proseguire, sempre a mezzacosta fino ad incrociare a destra la via diretta al monte Rama con cerchio Rosso Pieno. (295 m)
Si continua a scendere in una bella pineta e ripidamente ci si porta su una strada asfaltata presso un serbatoio dell’acquedotto. Da qui procedendo nella stessa direzione di marcia si giunge alla cappella di S.Anna di Lerca (161 m); la si supera e, dopo circa 100 m, si svolta a sinistra imboccando il sentiero botanico che scende al suggestivo Ponte de Ratte e risale poco dopo a Campo

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