karbur

Coordinate 1115

Caricato 1 novembre 2020

Registrato giugno 2020

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256 m
6 m
0
1,2
2,4
4,79 km

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vicino a Riomaggiore, Liguria (Italia)

Possaitara,Punta del Cavo.
Siamo nelle Cinque Terre minori ovvero terre verticali.
Qui prima coltivavano l'uva, ma adesso in gran parte la vite è stata soppiantata da erica, ginestra, leccio e lentisco.
Vi sono ancora mulattiere sentieri e scale. Alcuni di questi percorsi li definisco “percorsi irripetibili” per vari motivi: perché sono in abbandono e sommersi dalla vegetazione o perché franati, o perché (peggio ancora) chiusi con “barriere artificiali”
Con pantaloni lunghi e a volte con qualche corda si riesce comunque ancora a gestirsi e a trovare i passaggi fino a raggiungere il mare
Sul sito “luoghidasogno” si trova una dettagliata descrizione di alcuni percorsi e della zona in generale.
Waypoint

a mare(scogli)

Waypoint

C (note)

con C si individuano piccoli cancelli fatti con rete elettrosaldata da aprire e chiudere, come indicato dai cartelli che vi sono appesi. Il passaggio è libero come spicificato anche dai propietari in data 19.06.2020. I cancelli sono messi per i cinghiali che altrimenti mangiano l'uva! Da questo punto prosegue il "vecchio sentiero per Canneto" proveniente da Possaitara ma interrotto per frana
Waypoint

C6

Waypoint

C7

Waypoint

Cala di Montenero

Waypoint

cancello

Waypoint

casa

Waypoint

casa1

Waypoint

casa2

Waypoint

cavo acciaio(vecchio sent.per Canneto)

Waypoint

nuovo sentiero per Canneto ( note)

In questa zona il sentiero è molto infrascato per circa 20m fino al Waypoin C5. Vi sono cavi d'acciaio e segni rossi molto frequenti. è il "Nuovo sentiero del Canneto". Adesso si percorre male fino al waypoint C5 e in questo punto prendiamo a sinistra la traccia qui un po’ infrascata e poco evidente. Altri 60 metri e troviamo prima un cancelletto da aprire e, subito dopo, un bivio, i segni rossi scendono su una scaletta in pietra a sinistra, ma noi dobbiamo invece proseguire in piano, per arrivare in breve al secondo cancelletto, sempre da aprire e chiudere; giungiamo quindi in un punto in cui il sentiero sembra terminare in un punto franato; occorre invece salire qualche metro sulla sinistra, seguendo una traccetta appena accennata, per ritrovare poi il sentiero, i cavi e i bolli rossi che ci aiutano ad identificarlo. Giungiamo quindi a costeggiare un recinto presso cui si trovano due serbatoi e altre infrastrutture abbandonate. Da qui in poi i cavi metallici sono continui e occorre seguirli e attaccarcisi scrupolosamente. Arriviamo quindi in vista di una grande rete metallica antifrana, dove finiscono i cavi. Passiamo quindi a fianco ed a monte della grande rete e, quindi, ci troviamo su una chiara traccia di sentiero, che va seguito però solo per pochi metri perché finisce in una frana intransitabile, per prendere quindi a destra un ripido e instabile pendio che porta alla spiaggia con l’ausilio di una corda che, però, nell’occasione, ho trovato divelta; utilizzando comunque una mia corda sono sceso comunque; Dopo una cinquantina di metri si giunge ad un albero e, qui, il terreno diventa ancora più difficile ed è assolutamente consigliabile avere una corda per superare almeno questo punto, comunque di pochi metri, dopo il quale si può anche proseguire senza, fino a trovare poi l’ultima corda che consente di effettuare un breve traverso e quindi scendere, sempre con attenzione, gli ultimi metri verso la spiaggia (fonte:Luoghi da sogno)
Waypoint

P.del Cavo(P.Vagno su CTR)

Parcheggio

park1

Parcheggio

park2

Waypoint

ponticino

Waypoint

Punta del Cavo

Intersezione

salire a nord-est (note)

a Est continua il "vecchio sentiero per Canneto" fino a raggiungere il Waypoint "C (note)". Adesso la vegetazione ed una grossa frana ne impediscono il passaggio. Dal Waypoint "C (note)", che si raggiunge quindi passando da un sentiero più in alto, prosegue il vecchio sentiero per Canneto fino alla spiaggia del Canneto.
Waypoint

scogliera Possaitara

Waypoint

sent.senza prosecuzione

Waypoint

sent.x Punta del Cavo e Canneto

Waypoint

sent.x Punta del Cavo e Canneto

Waypoint

sentiero per Canneto

Waypoint

sentiero per Possaitara(note)

è un sentiero con 600 scalini, molto ripido, che porta sul mare. Attraversa campi privati coltivati a viigneti, con diversi cancelli che tuttavia non sono chiusi con lucchetti. Un cartello comunque segnala il divieto di accesso per sentiero pericoloso. E' una zona splendita per varia vegetazione: viti, aranci, limoni, nespole, fichi d'india e altri frutti. Questi campi terrazzati precipitano ripidamente verso il mare. E' un esempio significativo di come vivevano e di cosa erano capaci i contadini per realizzare campi da coltivare. Adesso sono aiutati da mezzi motorizzati che viaggiano su monorotaie sospese da terra. Questo sentiero porta sul mare in loc.Possaitara. http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/Tramonti/Possaitara.htm
Waypoint

spiaggia del Canneto

Waypoint

valle di Possaitara(note)

In tutti i suoi 800 anni di storia, la produzione vinicola delle Cinque Terre è sempre stata rinomata soprattutto per il vino passito, che negli anni ha assunto denominazioni diverse. Nel XIII secolo è nato come Vernaccia, nel XVI viene citato come vino Amabile, nome che conserva fino XVIII secolo; successivamente nel XIX secolo il nome Amabile diventa sempre più raro a favore dell’appellativo Rinforzato. L’ultimo appellativo che compare e viene usato tutt’ora è il termine Sciacchetrà, che ha sostituito il termine rinforzato solo nella seconda meta del XX secolo. Per capire meglio i cambiamenti di tale termine, da Amabile a Rinforzato a Sciacchetrà dobbiamo fare più attenzione alle tecniche di vinificazione utilizzate alle Cinque Terre nel XIX secolo. Infatti, come si capisce anche dagli stessi nomi, si passa da un nome più legato al gusto e alla qualità (Amabile) a nomi che fanno riferimento alle procedure seguite durante la vinificazione. Entrambe le descrizioni evidenziano due caratteristiche, cioè che, appena schiacciate le uve, il mosto viene posto nella botte e la botte viene chiusa ermeticamente fino a primavera. Anche in dialetto Genovese il vin rinforzou equivale a vino sforzato, ovvero quello che si fa in un vaso fortemente chiuso. Dopo il termine rinforzato, il vino passito delle Cinque Terre è stato chiamato Sciacchetrà. Sull’origine di questo termine si discute molto. Uno dei suoi interpreti maggiori, Walter de Batté, lo fa risalire al semitico Shekar, che designa le bevande fermentate. Forse, più verosimilmente, il termine Sciacchetrà, parola del dialetto Genovese, significa: “Vino vergine, vino che non ha ancora avuto la sua perfezione, che non ha finito di bollire; dal Ligure “sciaca”, schiacciare, pigiare e “tra”, trai ovvero svinatura veloce”. La prima volta dove viene riportato il termine Sciacchetrà è in una poesia nel XIX secolo del poeta genovese Martin Piaggio intitolata Olea Romantica, da dove emerge che si intende di un vino con gradazione alcolica abbastanza elevata. Dal 1920 in poi il nome Sciacchetrà diverrà sempre più diffuso. (dal sito: https://www.ilvigneto5terre.com/blog/il-passito-delle-cinque-terre-da-rinforzato-a-sciacchetra/)

Commenti

    Puoi o a questo percorso