Coordinate 5812

Caricato 5 agosto 2016

Registrato agosto 2016

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1.671 m
743 m
0
5,9
12
23,5 km

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vicino a Capannette di Pey, Emilia-Romagna (Italia)

Questo itinerario escursionistico si snoda nella prima parte lungo il confine tra le provincie di Piacenza ed Alessandria e poi tra Piacenza e Genova. Percorso molto lungo e abbastanza faticoso ma molto interessante, che si sviluppa quasi completamente sui crinali concedendo splendide vedute sulla Val Borbera e Val Boreca. Si inizia da Capanne di Cosola, (1500 m) si raggiungono diverse cime quali, il M.te Cavalmurone (1667 m), il M.te Legnà (1671 m), il Poggio Rondino (1627 m) e il M.te Carmo (1641 m)
L’itinerario è tutto ben tracciato e ben segnato, e quindi l’orientamento risulta abbastanza agevole.
Attenzione che lungo il percorso non c’è la possibilità di approvvigionarsi di acqua fino all’abitato di Suzzi e quindi riempire le borracce alla fonte di fronte all’Abergo di Capanne di Cosola.
Dall'albergo imboccare la sottostante stradina asfaltata in direzione Artana e Bogli che taglia in leggera discesa, dopo qualche centinaio di metri la si abbandona per prendere, sulla destra, un sentiero che per prati e boschetti si eleva gradatamente fino ad uscire allo scoperto sulle pendici del M.te Cavalmurone, (1667 m) che si raggiunge seguendo il sentiero N. 101 con i segnavia Bianco-Rossi. Dopo altro ripido saliscendi in breve, con piccola deviazione a destra, si raggiunge la vetta del M.te Legnà (1669 m) per poi proseguire con una ripida discesa che, costeggiando una recinzione metallica, conduce alla sella del passo Legnà e subito dopo continua in un bosco di faggi.
Il sentiero passa sul versante Est e risale, con un tratto a tornanti, fino ad incontrare sulla sinistra un sentierino che per prati sale direttamente al Poggio Rondino. (1630 m) Volendo evitare la deviazione, si prosegue per l’itinerario principale, che prosegue a Ovest (destra) del Poggio Rondino, con bel percorso semi-pianeggiante. Proseguendo si arriva sotto la rampa terminale del Monte Carmo che in breve tempo per ripida traccia su cresta erbosa si raggiunge la vetta. (1641 m) Volendo trascurare la cima il sentiero con segno Bianco-Rosso taglia il monte sul versante Est, nel bosco, con percorso a saliscendi.
Il panorama dal monte Carmo è molto ampio, in giornate di media visibilità si gode comunque di un’ottima vista sullo spartiacque Cosola-Carrega, con tutte le vette principali, dall’Ebro all’Antola la vista abbraccia l’inconfondibile monte Lesima, nonché l’Alfeo.
Dalla vetta del Carmo si scende per la rampa erbosa fino al bivio per Capanne di Carrega e qui ritornando indietro in direzione Nord per qualche decina di metri, si imbocca il sentiero per l’Alfeo in direzione Est, che in ripida discesa, stacca dalle dirupate pendici orientali del Carmo. Segnavia Bianco Rosso N.119 oppure Due Triangoli Gialli.
Il percorso segue abbastanza fedelmente il crinale, con tratti nel bosco, perdendo inizialmente quota poi con saliscendi si passa a Sud del Monte Pecoraia (1384 m) fino a risalire per breve tratto nei pressi del monte Carmine (1390 m) dove il sentiero incontra una strada a fondo naturale al Passo della Maddalena. (1407 m) Dal passo, svoltando a sinistra, si continua scendendo per la strada sterrata e poi asfaltata che collega Suzzi al resto del mondo. Continuando a scendere, “tagliando” alcuni tornanti, si raggiunge l’incrocio per Pizzonero e, proseguendo a sinistra, si raggiunge l’abitato di Suzzi. (970 m) Dopo una ricarica di acqua si prosegue passando accanto al piccolo cimitero da dove incomincia la discesa, in direzione Nord, verso il torrente Boreca. Il sentiero ripidamente scende per ambiente umido, successivamente costeggia un lastrone a cielo aperto, per poi continuare nel bosco e raggiungere, con una brevissima deviazione, un bellissimo laghetto alimentato da una cascata, di fianco al quale si vedono i ruderi di un mulino, uno dei tanti che in passato sorgevano lungo il corso del torrente. L'edificio è molto rovinato, ma si riconoscono ancora la chiusa e la canalina che convogliava l'acqua a monte della cascata. Si tratta in questo caso del mulino di Suzzi, dove si narra che il più leggendario tra i pifferai, il Draghin, si desse appuntamento con un compagno di Bogli, suonatore di musa. Passato su un ponte piatto in cemento armato (900 m), un tratto in quota porta, dopo una svolta in discesa, nella valletta del Rio Bogli. (800 m) Dopo averlo attraversato, inizia la mulattiera che sale ripidamente con tracciato un po’ rovinato. Continuando si incrocia a destra la deviazione per il Sentiero delle Carbonaie e, dopo una ripidissima salita tra sfasciumi vari, si raggiunge il sentiero che arriva da Artana e subito dopo l’abitato di Bogli. (1070 m) Attraversato il paese con la mulattiera che, in direzione Nord, porta alla Chiesa di San Marziano, al primo tornante nei pressi di una vasca dell’acqua, inizia la vecchia mulattiera che sale subito ripidamente. Pulita nel primo tratto, man mano che si sale diventa più nascosta, ma con occhi attenti se ne intuisce il percorso fino a raggiungere la strada asfaltata per capanne di Cosola a quota 1410 m circa. Proseguendo sempre verso Nord sulla strada asfaltata che arriva da Bogli, dopo qualche chilometro si raggiunge Capanne di Cosola. (1500 m)
Waypoint

Bogli

parcheggio

Capanne di Cosola

picco

Monte Carmine

Monte Carmine 1390m
picco

Monte Carmo

Monte Carmo 1642m
picco

Monte Cavalmurone

1670m
picco

Monte Legnà

Monte Legnà 1669m
picco

Monte Pecoraia

1384m
Rovine

Mulino Di Suzzi Rovine

Mulino Di Suzzi Ruins
Passo di montagna

Passo Legnà

Passo di montagna

Passo Maddalena

picco

Poggio Rondino

Poggio Rondino 1630m
Waypoint

Rio Di Bogli

Waypoint

Suzzi

Commenti

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