Coordinate 1963

Caricato 2 gennaio 2016

Recorded gennaio 2016

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965 m
402 m
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3,9
7,8
15,64 km

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vicino Masone, Liguria (Italia)

Si parte dalla chiesa parrocchiale di Masone (433 m) e per ripida salita asfaltata si passa sotto la zona Cimitero per raggiungere la Località Cappelletta. La ridente località, residenza estiva di molte famiglie genovesi si caratterizza per la presenza del Santuario della Madonna della Cappelletta. (632 m) L'origine del santuario non è certa; secondo una leggenda tramandata sino ai nostri giorni, un certo Macciò venne assalito dai briganti mentre viaggiava da Masone a Genova. Si nascose tra i cespugli e sfuggi alla morte dopo aver promesso che avrebbe collocato un'immagine sacra sul posto. Il santuario è citato per la prima volta in un documento del 1633. La devozione alla Madonna della Cappelletta aumentò in occasione dell'epidemia di peste dal 1656 al 1657 che, diffusasi lungo la Riviera Ligure, risparmiò gli abitanti di Masone che fecero la solenne promessa di recarsi in pellegrinaggio alla Cappelletta il 2 Luglio di ogni anno (Festa della Visitazione). Superate le case e mantenendo la destra dopo una breve salita si incontra l’Alta Via e si prosegue a Sud Sud-Ovest seguendone il percorso. Si prosegue all'interno del bosco, in leggera salita, fino ad incrociare a sinistra la strada che conduce al Forte Geremia. Il forte Geremia è una fortezza militare dell'Appennino Ligure occidentale, che sorge, ad un'altitudine di 806 m, sul crinale appenninico principale, a brevissima distanza dalla costa e nel punto in cui convergono le valle del Cerusa, quella del Leiro e la valle Stura. Il forte fu costruito dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo, sull'ampia anticima orientale del Bric Geremia (819 m) dal quale prende il nome, formava un complesso di fortificazioni che, assieme alla vicina Batteria Aresci, ora semidistrutta, aveva lo scopo di controllare il passo del Turchino e le valli adiacenti. La decisione della sua edificazione fu voluta per un maggior controllo del valico appenninico che, a partire dalla fine del XIX secolo, assunse grande importanza storica e commerciale per le vallate del Ponente genovese e per la stessa Genova. Le due costruzioni difensive, circondate da un notevole fossato, furono dotate di un telegrafo e di una strada militare. Presidiata fino alla prima guerra mondiale la Batteria Aresci fu interessata il 28 gennaio del 1914 da un'esplosione della polveriera che, oltre a causare la morte di alcuni soldati, danneggiò alcune parti della batteria. Successivamente abbandonata, principalmente per mancanza di utilizzo bellico, della batteria rimangono ancora oggi visibili il corpo di guardia e l'antistante piazzale dove, a fianco, sorgevano le postazioni di fuoco e la caserma. Il forte Geremia si presenta invece come una caserma in pietra su due piani e in discrete condizioni strutturali nonostante l'abbandono dopo la seconda guerra mondiale. Secondo studi approfonditi la caserma poteva contenere più di cento unità di truppa e l'armamento era composto da due cannoni da 9 BR/Ret e da sei cannoni da 12 BR/Ret controllando così il vallone del Turchino e le alture dello Stura e Vezzola. La polveriera, isolata da un'intercapedine ad anello, fu ricavata all'interno del monte Geremia e ancora oggi una galleria-corridoio permette di raggiungerla dalla caserma. In un'estremità della caserma è presente una caponiera avente lo scopo di controllo dell'ingresso, del piazzale antistante e soprattutto della strada di accesso al forte. Dal forte, per un sentiero a sinistra si raggiunge il “Přàa du Sambüghettu” (Prato del Sambughetto) (801 m) in corrispondenza della SP73. Questo è il tratto più bello e panoramico Proseguendo su quest’ultima per un breve tratto, si ritrova l’AVML che, passando per il “Ciàn deř Bařche (843 m) a Sud del Monte Giallo, (920 m) dopo una breve discesa arriva alla Sella del Barnè. (894 m) Con una brevissima deviazione per prati ho voluto raggiungere anche questa vetta, sicuramente meno affascinante del Bric del Dente ma comunque molto panoramica. (970 m) Alla Sella del Barnè, di nuovo a un passo dalla provinciale, si prende il sentiero del Rombo Giallo per Rossiglione. L’idea è quella di fare un anello intorno al Dente che contorna lungo le pendici Nord Est. Si sale in leggera pendenza in un rado boschetto fino a qualche tornante che porta poi alla la Porta del Dente. Il sentiero proseguendo in un fitto bosco, poco dopo si congiunge con quello proveniente da Campoligure, contrassegnato da un Triangolo Giallo Vuoto. (920 m) Si svolta a destra e si prosegue in direzione Nord aggirando a Est il Bric Dentino, si compie un tratto in leggera discesa nel bosco, fino a raggiungere il sentiero contrassegnato da Tre Pallini Gialli che scende a Cascina Troia. (870 m) Svoltando a destra in direzione Est il sentiero scende molto ripidamente per una foresta demaniale fino alla Cascina Troia o Tröa, (619 m) per proseguire poi su di una strada interpoderale fino a dei casolari. Poco più a valle, in una profonda gola scavata dalle acque del Rio Masone, si può ammirare la Cascata del Serpente. Scendendo ancora si passa nei pressi della località Savoi dove si incontrano i resti di una cartiera i cui ruderi molto antichi sono stati riportati alla luce recentemente. La cartiera era una costruzione del sec. XVII e apparteneva agli Spinola, insediata alla confluenza nel rio Masone del rio Pestúmo, affluente di destra, le cui acque abbondanti sono oggi usate per alimentare l'acquedotto di Masone. Superato il viadotto autostradale si arriva a Masone.
Rovine

Antica Cartiera Savoi Ruins

Cascata

Cascata Del Serpente

rifugio non gestito

Cascina Troia oTröa

619 m
Waypoint

Chiesa Del Cristo Re

Waypoint

Forte Geremia

819 m
picco

Monte Giallo

970 m
Waypoint

Porta Del Dente

Waypoint

Prato Del Sambughetto

Intersezione

Sella del Barnè

894 m

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