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104,34 km

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vicino a Santa Caterina, Veneto (Italia)

Lasciamo l'auto poco prima di Auronzo, in un parcheggio da cui già si vede il Rifugio Auronzo, sotte le Tre Cime.
I primi chilometri sono quasi pianeggianti, dopo 15 km le pendenze iniziano ad aumentare e gli ultimi cinque, prima di arrivare a misurina, inizano già ad essere oltre il 10%. A Misurina qualche chilometro di pianura ci fa riposare prima d'imboccare la salita verso le Tre Cime.
Superato il casello inizia subito una rampa molto impegnativa di un chilometro con pendenze oltre il 15%, per fortuna poi c'è un po' di discesa, si rifiata, per poi iniziare i veri 4 km (11% medio) delle Tre Cime. Le pendenze sono davvero impegnative, nel primo tratto a tornanti si riesce a rifiatare ma segue un rettilineo (di circa un chilometro) interminabile in cui la pendenza è sempre oltre il 10%. Poi iniziano di nuovo i tornanti e si riesce a recuperare un po'.
Al rifugio foto, ci si riveste e giù di nuovo a Misurina quindi a destra verso Dobbiaco.
Almeno qui un lunga discesa (ripida solo fino a Carbonin) ci porta in valle, a Dobbiaco e subito a San Candido da cui "inizia" il passo Monte Croce Comelico. Il passo in realtà è un lungo falsopiano che per nove chilometri, da San Candido fino a Moso, è a meno del 2%. Superato Moso (in cui c'è una fontanella sulla destra) inizia la salita. Rimangono 6 km, subito dopo l'abitato s'incontrano 2 km al 7% medio, poi si scende al 5% fino al valico.
Altri 10 km di discesa ci portano a Padola (ci sono diverse fontanelle in paese) dove inizia l'ultimo passo, il passo Zovo (o Sant'Antonio).
La salita è piuttosto corta, 4.5 km piuttosto discontinui, si alternano tratti pedalabili a rampe oltre il 10%.
Finalmente di scollina e poi giù direttamente ad Auronzo.
Non è facile stimare la difficoltà del percorso, il dislivello totale non è estremo e solo le Tre Cime sono davvero dure ma comunque piuttosto brevi (visto l'allenamento precario con cui ho fatto questo giro ritengo che non sono un ostacolo insormontabile per un medio amatore). Una valida alternativa, se non si è molto allenati, è evitare le Tre Cime e scendere direttamente a Dobbiaco, risparmiando così mille metri di dislivello.

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