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1.755 m
549 m
0
28
56
111,41 km

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vicino a Lozzo di Cadore, Veneto (Italia)

Il giro parte da Lozzo di Cadore, lasciamo la macchina in un piccolo parcheggio poco prima del campo sportivo e ci dirigiamo verso Auronzo. Svoltiamo a destra in una curva molto stretta per iniziare il passo Zovo (o sant'Antonio), circa 8 km alla pendenza media di 7.5, i più impegnativi sono i primi 4 km, che sono quasi al 10% medio, poi spiana un po' (ma neanche tanto) fino alla fine.
Giungiamo al cartello, foto, e ritorniamo indietro per qualche decina di metri per scendere verso Sappada (a destra in salita, a sinistra scendendo dal passo). Discesa a tornanti non bellissima in qualche punto, ma c'è di peggio, bellissima la veduta verso le dolomiti e la valle. Scendiamo fino a Santo Stefano di Cadore per iniziare una lunga, lenta risalita fino a Sappada e poi cima Sappada. Bellissimi i paesi che si attraversano e bellissimo il Piave, ancora torrente, che forma una profonda e tumultuosa gola. Purtroppo la strada (nel momento che l'abbiamo fatta noi) è abbastanza trafficata. La salita è un abbozzo, sono 15 km, ma di questi sono i 4 km centrali hanno una pendenza media del 5%, il resto è inferiore, s'incotrano molte fontane per rifornisi d'acqua (peccato che siamo all'inizio e al momento non ne abbiamo bisogno, in seguito ce ne ricorderemo). Scolliniamo Cima Sappada praticamente senza rendercene conto e scendiamo velocemente a valle. La strada è bella e larga. Pochi chilometri dopo Forni Avoltri ci si imbatte in una galleria. A destra c'è una strada che la evita, quando l'abbiamo percorsa noi c'erano diversi alberi caduti che ostruivano il passaggio ma comunque c'era un piccolo varco per passare a piedi. La strada contiunua a scendere fino a Comeglians (ad un certo punto una fontanella molto visibile sulla detra). Giunti in valle ad ponte giriamo a destra (c'è il cartello che segna forcella Lavardet).
Da qui inizia una lentissima salita di 28 km che, molte dolcemente, ci porterà prima a forcella Lavardet, poi a Casera Razzo e infine a Sella Ciampigotto. Qui è principalemente lunga la faccenda, le pendenze non sono mai importanti, verso la fine qualcosa oltre il 6% ma accettabile. Non c'è acqua, a quanto ho visto dalla cartina c'è una fontana a Pesariis che noi non abbiamo notato.
Alla sella non resta che discesa. I primi chilometri sono brutti, l'asfalto non è buono e ci sono molti tornanti, poi iniziano dei rettilinei ma l'asfalto resta incerto fino a giungere nei vari paesi che ormai sono a valle. A Vigo di Cadore c'è una fontana ben visibile nella piazza, restano poi chilometri ed è fatta.
Un aspetto da tenere in considerazione è il meteo: una volta giù da Cima Sappada non ci sono altre alternave che finire il giro e si è solo a metà.
Il giro in sé non è difficile, solo lo zovo è una vera salita, le altre due sono quasi dei lunghi falsopiani (più cima Sappada che Ciampigotto) che però alla fine fanno uscire un dislivello di tutto rispetto (2500 da bryton). Nel complesso dipende molto dall'allenamento. Con un buon allenamento è molto abbordabile, con un allenamento incerto diventa più
impegnativo ma, Zovo a parte, non si affrontano mai pendeze importanti.

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