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Coordinate 9821

Caricato 7 maggio 2020

Registrato maggio 2020

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71,21 km

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vicino a Baggiovara, Emilia-Romagna (Italia)

Partendo da Baggiovara in direzione Nord svoltiamo a sinistra su Strada Cucchiara che dopo un chilometro e mezzo diventa prima Strada Pederzona e poi Via dell'Aeroporto, che seguiamo fino ad incrociare Strada Marzaglia che imbocchiamo alla nostra destra. Seguiamo la nostra strada anche in prossimità del prossimo incrocio tenendo la nostra sinistra, e ci addentriamo così nel paese di Marzaglia nuova. Usciti dal paese e percorsi circa trecento metri svoltiamo a destra prima di imboccare il sottopassaggio per una strada non più aperta al traffico. Dopo poco meno di un chilometro saliamo sulla SS9 che stiamo costeggiando da qualche centinaio di metri, per poi svoltare a destra subito dopo al primo svincolo, ancora in direzione Nord. Abbiamo appena attraversato il confine di Provincia e siamo sotto il Comune di Rubiera.

Rubiera (Rubēra in dialetto reggiano e modenese) è un comune italiano di 14 856 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Situata nella pianura Padana, Rubiera sorge sulla sponda sinistra del fiume Secchia, a 12 km ad est di Reggio nell'Emilia, presso il confine con la provincia di Modena. A sud dell'abitato di Rubiera vi è la confluenza del torrente Tresinaro nel Secchia.

Il comune confina a nord con San Martino in Rio, ad est con Modena, a sud con Casalgrande e ad ovest con Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Fontana, San Faustino e Sant'Agata, per un totale di 25,31 chilometri quadrati.

Percorsi circa due chilometri svoltiamo a sinistra sulla SP 104 seguendo le indicazioni per San Faustino, Correggio.
Abbiamo lasciato la zona industriale di Rubiera e ci siamo immersi nelle campagne di San Faustino, che raggiungiamo in circa tre chilometri. Lasciamo il piccolo agglomerato di Baccarani per arrivare a quello di Case Vellani, e poi a Stiolo. Qui passiamo davanti alla sua Chiesa: tipica Chiesetta di paesino rurale delle campagne della bassa Emiliana.
Ancora due chilometri e siamo a San Martino in Rio: un gran bel paesino sia come superficie che come densità, rispetto ai precedenti fatto salvo Rubiera.

San Martino in Rio (Sân Martèin Grand in dialetto reggiano) è un comune italiano di 8 126 abitanti in provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

San Martino in Rio si trova nella pianura Padana, a 15 km ad est di Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Gazzata, Marzano, Osteriola, Stiolo, Trignano per un totale di 22,65 chilometri quadrati. Confina a nord e ad ovest con Correggio, ad est con il comune modenese di Campogalliano e a sud con Rubiera e Reggio nell'Emilia.
Molto interessante è il parco nel centro del paese con in mezzo la Rocca Estense.

Lasciamo San Martino in Rio uscendo dal suo versante Occidentale, e dirigendoci a Lemizzone: carina la Chiesa in aperta campagna, umile e abbastanza sobria nel suo aspetto generale.

Scendiamo verso Sud su Via Erbosa che con altri due chilometri ci fa imboccare alla nostra destra Via Dinazzano proprio poco prima del paesino di Prato. Percorsi cinquecento metri fuori da Prato svoltiamo a destra su Via Agrato che lasciamo poi successivamente dopo settecento metri svoltando a destra su Via Masone.
Continuiamo a seguire la strada principale che diventa Via Calvetro, e poi svolteremo a sinistra su Via Werter Asseverati. Attraversiamo il paese di Masone e subito dopo anche la SS9 imboccando Via Adolfo Grassi che in poco meno di due chilometri ci porta a Marmirolo.

Marmirolo o Villa Marmirolo (Marmirôl in dialetto reggiano) è una frazione del comune di Reggio Emilia, posta a 9 km dal centro della città, nella zona est del capoluogo. La frazione, situata in aperta campagna, presenta caratteristiche prevalentemente rurali.
Villa Marmirolo era un'antica Corte con un castello ed una cappella, che il Marchese Bonifacio di Canossa diede alla Chiesa di Reggio in compenso di altri luoghi ricevuti in enfiteusi. Nel 1870 lo Scelsi, su indicazioni del Chierici, attribuì l'insediamento all'età del bronzo con la presenza di un loco abitato terramaricolo, documentato da palificazioni rinvenute a nord-est della chiesa. Un" Castrum Marmoriolum" è nominato nel 1052. Nella zona vi possedeva beni il Monastero di San Prospero di Reggio, per donazioni avute nel 1079 e 1084, prima di essere ceduto alla Chiesa di Reggio. Esso è indicato anche in altre carte del 945, 1058 e 1092. Corte, cappella e castello sono confermati nel 1193 dall'Imperatore Arrigo VI. Nel 1315 era un comune autonomo e nel 1815 venne definitivamente inglobato in quello di Reggio.

Lasciamo Marmirolo e continuano a dirigerci verso Sud su Via Umberto Cantù e in tre chilometri raggiungiamo Piazza di Sabbione, con un altro chilometro raggiungiamo la SP66 che prendiamo alla nostra sinistra.
Passiamo davanti anche alla Chiesa di Sabbione con delle finiture architettoniche particolari come il suo Campanile.
Dopo settecento metri svoltiamo a sinistra su Via Eugenio Curie che percorreremo per due chilometri circa prima di svoltare alla nostra destra su Via Armani che ci conduce a Fellegara.

Fellegara (Felghêra in dialetto reggiano) è una frazione di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, che attualmente conta poco più di mille abitanti.

Si parla di Fellegara Vecchia nel 1185, quando fu aperto dal comune di Reggio Emilia un canale per portare l'acqua del Secchia in città. Negli stessi anni probabilmente è stato costruito il mulino di Fellegara Vecchia tuttora in funzione.

Circa nel 1315, il torrente Tresinaro (che attraversava Fellegara e si andava ad impaludare a Sabbione, Roncadella, Masone) fu deviato, per mandarlo a sfociare nel Secchia.

Intorno alla seconda metà del XV secolo, il duca Borso d'Este, onde evitare le continue rotture del canale sospeso che permetteva il passaggio delle acque del Secchia sopra a quelle del Tresinaro, fece costruire una sorta di botte coperta, la cosiddetta "botte del canale di Secchia". Tale botte è un manufatto di pietra cotta in forma di semicerchio schiacciato, con raggio di due metri e lunghezza di 250 metri, giace sotto il letto del torrente a poca distanza dal paese. Giovanni Andrea Banzoli la definisce "Botte meravigliosa".

Ancora pochissimo e percorrendo Via del Cristo arriviamo nel centro di Scandiano.

Scandiano (Scandiân in dialetto reggiano) è una città di 25 741 abitanti della provincia di Reggio Emilia nell'Emilia-Romagna. È il primo comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo.

L'abitato di Scandiano dista 13,2 chilometri dal capoluogo e si sviluppa fra il margine della collina reggiana e l'alta pianura, sulla riva destra del torrente Tresinaro. Il comune di Scandiano si sviluppa fra una quota di 50 metri s.l.m. ed una quota di 423 metri s.l.m. con il Monte Evangelo. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Arceto, Cacciola, Ca' de Caroli, Mazzalasino, Chiozza, Fellegara, Iano, Pratissolo, Bosco, Rondinara, San Ruffino e Ventoso per un totale di 49,81 chilometri quadrati. Confina a nord con il comune di Reggio nell'Emilia, ad est con Casalgrande e Castellarano, a sud con Viano e ad ovest con Albinea.

Usciamo da Scandiano raggiungendo la Pedemontana e alla Rotatoria prendiamo Via Brolo Sopra, che presto diventerà Via Statutaria. La strada mette a prova le coronarie con un susseguirsi di dislivelli, repentini ma non molto alti come dislivello.
Raggiungiamo così Osteria Vecchia, Casalgrande Alto, Dirazzano, e in fine si scende a la Veggia. Svoltiamo a destra su Via Statale. Scendiamo in discesa fino alla rotatoria, dalla quale usciremo alla seconda uscita in direzione Est verso Sassuolo.
Presto la nostra strada diventa Via Radici in monte e raggiunta la circonvallazione, dirigiamo verso il centro di Sassuolo sempre su Via Radici in Monte. Attraversata diritto la rotatoria, svoltiamo a sinistra su Via regina Pacis. Su questa strada attraverseremo tutto il polo ceramico industriale di Sassuolo, e arrivati in fondo svolteremo a destra su Via Fossa.

Si apre nuovamente la compagnia alla nostra sinistra, Sassuolo è alle spalle. Percorsi cinquecento metri svoltiamo a sinistra su Via Rodello che dopo un chilometro e mezzo finisce su Via Battezzate che noi imbocchiamo alla nostra destra. Qualche centinaio di metri e siamo nel centro di Corlo, e proprio davanti alla sua Chiesa molto ben conservata, giriamo a sinistra su Via Corletto.
Percorsi due chilometri la nostra strada finisce su Via Don Giuseppe Franchini che prendiamo alla nostra destra, una solo per alcune decine di metri prima di svoltare ancora alla nostra sinistra su Via Cavezzo.
Poco meno di tre chilometri e svoltando a destra raggiungiamo il punto di partenza e la fine di questo itinerario in bici da corsa.
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Chiesetta di Stiolo

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San Martino in Rio

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Castello San Martino

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Chiesa di Lemizzone

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Campagne di Prato

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Sabbione

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Colline

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Rocca sei Boiardo Scandiano

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Colline e vigne

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Città delle ceramiche

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Torrente Fossa

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