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vicino Isca, Campania (Italia)

Un lungo tracciato ad anello, di circa 38 km, impegnativo nella parte finale e per la distanza, che si snoda praticamente lungo i confini del territorio di Calitri, percorrendo inizialmente le campagne settentrionali, sfiorando il punto più alto nel pressi del Monte del Mattino e scendendo progressivamente fin quasi le rive del fiume Ofanto, tra i più lunghi del Meridione.
Lungo il tragitto s'incontrano numerose fontane, alcune semplici pile per l'abbeveraggio degli animali, altre più monumentali, come quella della Masseria Berrilli, nel bosco di Castiglione, o quella da e chiamata “dei ciucci”.
Variegate pure le masserie, in tipologia e storia. Quella della già citata famiglia Berrilli è del tipo fortificata, cosi da proteggersi dai briganti che hanno percorso da sempre queste terre. Conserva ancora le torrette difensive.
Ci sono quelle più residenziali come Masseria Polestra, oggi in disuso, o Masseria Valenzio, dove si alleva il maiale Nero casertano, prelibatezza del Sud Italia.
Una sosta è d'obbligo al Bosco di Castiglione (area SIC), nei pressi del Lago delle Canne, raggiungibile dopo aver attraversato tutto l'altopiano ed essersi goduti uno splendido panorama sulla valle dell'Ofanto e le prime montagne della Basilicata, dove è facilmente riconoscibile il monte Vulture, un vulcano spento da molto tempo.
Ultima masseria del percorso è quella Maffucci, dove nacque e visse Angelo Maria Maffucci, scienziato che contribuì alle ricerche sulla tubercolosi, sifilide e altre malattie infettive. Da qui si può apprezzare la fisionomia della collina di San Zaccaria, dove fino a metà Trecento esisteva un casale fortificato che proteggeva Calitri ad oriente. Andò distrutto in conseguenza dell'assedio di Melfi.
Il percorso arrivato a valle, prosegue verso ovest, risalendo l'Ofanto e congiungendosi tramite strada bianca, alla viabilità principale che risale con alcuni tornanti, fino al paese, dove s'incontra l'ultima pila, a S. Berardino, utilizzato dai contadini che tornavano a Calitri dal "Sentiero della Cupa".
Torre di stile angioina che un tempo proteggeva una delle porte di accesso alla cinta muraria di Calitri
La chiesa del santo patrono, San Canio
Azienda casearia
(casearia)
Un fontanile dalla lunga vasca
Azienda che alleva maiali, trasformando la carne in salumi da stagionare nelle grotte del centro storico di Calitri. Qui è prevista una sosta per l'assaggio dei prodotti aziendali.
Una masseria di bella fattura non più utilizzata, ma curata.
Un bel pianoro puntellato da bassi colli dal quale si ammira pure un vasto panorama.
Uno dei colli del Piano della Cerzolla
Un piccolo agglomerato di case che un tempo è stato l'unico vero casale/frazione del Comune di Calitri
Un esempio di masseria fortifica. Conserva ancora le piccole torrette al piano rialzato dalle quali ci si difendeva da briganti e banditi.
Fontana monumentale della masseria Berrilli.
Piccolo specchio d'acqua che è servito sempre per far abbeverare greggi e mandrie.
Edificio costruito per essere il centro dell'area SIC del Bosco di Zampaglione. Si trova nei pressi del laghetto. Attualmente non è in uso.
Fontana ricca di acqua che possiede vari punti di approvvigionamento. Fa parte del Bosco di Zampaglione ed è immersa in un'area verde.
Area SIC (Sito d'Interesse Comunitario), ospita una buona varietà di piante e animali. Metà sempre di pic nic ed escursioni.
Una collina che domina la valle dell'Ofanto e dove fino a età XIV sec. esisteva un casale fortificato che proteggeva Calitri da Oriente. Fu distrutto nel periodo in cui c'era l'assedio di Melfi da parte degli Ungheresi. Oggi non resta più nulla.
Una bella masseria dove nacque lo scienziato Angelomaria Maffucci, che contribuì alla ricerca di una cura per la tubercolosi e altre malattie infettive.
In età angioina/aragonese in questa zona c'era una dogana per la tassazione soprattutto sulle merci che discendevano l'Ofanto.
Una contrada che ha preso il nome da una benestante famiglia, i Cioglia, che possedevano molta terra da queste parti.
Particolare fontana con copertura, posta vicino alla zona chiamata Cimitero dei ciucci, all'ingreso del paese.
Chiesa che è sede dell'omonima confraternità
Guardarsi a destra
Piccola chiesetta costruita sotto un ponte in pietra
Fontana circolare che prende il nome dalla vicina chiesa. Serviva per far bere uomini e animali ad inizio e fine viaggio verso le campagne o verso casa.
Piccola chiesetta edificata alle falde del monte Calvario
Un punto panoramico dal quale ammirare il panorama sul territorio attraversato da questo percorso.

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