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1.965 m
310 m
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28
57
113,94 km

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vicino a Pergine Valsugana, Trentino-Alto Adige (Italia)

Altra variante sul tema Manghen; compimento di un altro giro, poi andato abortito per il maltempo.
Partiamo da Pergine Valsugana, affrontiamo la breve rampa che ci portano a sovrastare il lago di Levico. Superato il centro seguiamo la strada provinciale fino a Marter, punto in cui con una brusca deviazione e passaggio su di un ponticello ci inseriamo nella ciclabile della Valsugana fino a Castelnuovo, dove inizia la salita al Passo Manghen.
L'ascesa, da Castelnuovo è lunga 23 km per una pendenza media di 7.3%. Già da Telve le prime rampe sono fastidiose, nel complesso i primi 17 km passano tra qualche tratto al 7% e qualche altro davvero pedalabile, con l'intermezzo di calamento con 1 km al 9%. Gli ultimi 6 km sono davvero impegnativi, pendenza media di poco inferiore al 10%, pochi tratti in cui respirare, ma prima o poi si arriva su.
La discesa è peggio della salita. Per una buona metà è stretta e tortuosa, bisogna prestare la massima attenzione a moto e auto. Entrando nel bosco (a quote più basse di una volta, dopo la tempesta del 2018) si aggiungono rivoli d'acqua. Noi scendendo abbiamo trovato in più punti la strada sterrata (brevi tratti tranquillamente transitabili) dovuta a lavori in corso dovuti probabilmente alla sistemazione del bosco. Sono frequenti buche anche profonde, da stare attenti insomma.
Giunti giù a Molina di Fiemme alla rotonda prendiamo la sinistra, e al primo bivio manteniamo la destra (è possibile tenere a sinistra e ritornare per Pinè, giro che ho già condiviso in passato) e imbbocchiamo la Val di Cembra.
Da qui una quindicina di chilometri di saliscendi, poi la strada inizia a scendere sempre più decisamente, fino a diventare vera e propria discesa in prossimità di Cembra (da qui sono visibili, dall'altra parte della valle, le Piramidi di Segonzano).
Questa volta anzichè scollinare, divalliamo. Fatta la discesa iniziamo la salita (4 km al 6%) che ci fa cambiare versante della valle.
Un po' di discesa, passiamo a fianco del lago di Lases e di alcune cave di porfido; arriviamo ad una rotonda e seguiamo per Pinè (nell'intendo di salire a Canzolino, bivio che poi mancheremo) per non lasciare agli altri una rampa di un chilometro con punte oltre il 10%.
Finalmente discesa, nella foga andiamo dritti al bivio di Madrano e scendiamo diretti in Valsugana, poco male meno di 5 km di ciclabile ci riportano a Pergine.
Nel complesso il giro non è proibitivo. Conta molto l'allenamento e la tolleranza a pendenze a doppia cifra. Oltre alla logica attenzione alle difficoltà altimetriche bisogna tener conto del meteo, se si scollina il Manghen non ci sono più alternative che fine il giro (finita la discesa mancheranno giusti 50km) con qualsiasi tempo.

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