Tempo  2 giorni 5 ore 5 minuti

Coordinate 6667

Uploaded 27 giugno 2016

Recorded gennaio 2016

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1.402 m
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93
185,85 km

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vicino Colle San Leonardo, Abruzzo (Italia)

La traccia parte dal paese di Fara San Martino, dove si concludeva la parte prima. Di tutti i posti originali che si incontrano girando intorno alla Maiella, Fara è forse in assoluto il piú originale. Ma ve ne sono altri quasi altrettanto meritevoli.
Sul versante adriatico si trovano Lama dei Peligni e Palena, che io ho avuto tempo di visitare solo sommariamente. In compenso non mi sono perso, poco sopra, la deviazione per il santuario della Madonna dell'Altare, posto in splendido isolamento nel mezzo di una faggeta sterminata. Qui il paesaggio, dal carattere a tutti gli effetti alpino delle aspre gole di Pennapiedimonte o di Fara, si è ormai evoluto verso tratti piú propriamente appenninici.
Viene poi, con la spesa di pochi metri di dislivello, Forchetta Palena a far cambiare completamente fronte. All'ultimo dell'anno mi sono trovato davanti a un paesaggio finalmente invernale, con una spianta infinita tutta coperta di quella neve che sulle Alpi ancora stava latitando. Grande la suggestione della vecchia ferrovia, e della stazione semiabbandonata, ma con un'ottima Osteria ancora attiva.
Con un altro valico si arriva a Campo di Giove, da cui una lieve salita conduce a Rocca San Leonardo. Ricomincia qui una serrata successione di luoghi molto caratteristici: Roccacaramanico, Sant'Eufemia a Maiella, Caramarico, nonché i borghi pressoché sconosciuti di Salle, Musèllaro e Bolognano.
Con al discesa al fondovalle il paesaggio si fa piú ordinario, la Maiella e le sue caratteristiche borgate si allontanano, ma vi sono ancora due luoghi di grosso interesse da segnalare, sui due opposti crinali che racchiudono la valle. Il primo è la chiesa romanica di Santa Maria d'Arabona. Il secondo è il paese di Spoltore, d cui si scende a Montesilvano e alla statale Ardiatica dove la traccia si conclude.

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Molti conoscono Montesilvano Marina; quella "originale' sta in collina.
Da qui si gode un vasto panorama, che spazia dalla Majella al Gran Sasso. Vedere PPH.
Bellissima chiesa sul crinale.
Bisogna vedere anche questa!
Qui si possono ammirare eccentricità artistiche raccolte da una baronessa...
Il palazzo di fronte alla chiesa ospita un ostello. Bellissima la piazzetta sottostante.
Alcuni casolare sono ancora abitati.
Il ponte piú alto del Centro Italia. Il punto è posto a un belvedere poco decentrato dalla strada.
Valico quasi impercettibile; in poche centinaia di metri si scende alla grande piana e alla stazione di Palena.
Vale la pena di raggiungere, dal santuario, questo suggestivo belvedere; bastano pochi minuti.
Citta molto suggestiva sia dal punto di vista paesaggistico che da quello artistico.
Di qui si va alla famosa grotta dannunziana, detta del Cavallone o della Figlia di Iorio.
Paese di mezza montagna molto suggestivo.
Paese dalle mille risorse, dalla gola montana con l'abbazia, alla pasta De Cecco! Meriterebbe molta piú notorietà.
Punto panoramico in cima alla roccia sulla quale sta arroccato il paese.
Un paese completamente ristrutturato. A Capodanno praticamente tutte le case erano affittate.
Fra la Maiella e il Morrone.
Partenza del sentiero per la Rava del Ferro.
Chiesetta di campagna nella quale, con licenza, ho trascorso la notte dell'ultimo dell'anno...
In inverno si presenta come animata località sciistica. La sera di San Silvestro nessuno si è degnato di prepararmi una cena, dato che avevano tutti il tutto esaurito.
In direzione Campo di Giove.
Come stazione è ormai chiusa, sulla linea transitano infatti solo alcuni treni ad uso di comitive turistiche. Assolutamente doverosa, comunque, una visita alla storica osteria.

2 commenti

  • Foto di maxmilian72

    maxmilian72 22-lug-2016

    Salve da quanto osservato nelle 2 relative tracce del giro della maiella, potrei apprezzare vivamente lo scenario da lei percorso, tra qualche giorno sarò li con 3 amici ad imbatterci in codesti percorsi,ne sarei lieto di ricever consigli su luoghi dove pernottare, grazie e cordiali saluti, Max

  • Foto di Alberto Pedrotti

    Alberto Pedrotti 26-lug-2016

    Da questo punto di vista sono un pessimo consigliere, dato che finisco sempre in posti dove non ci sono alberghi, e quindi devo affidarmi alla tenda quando non al solo sacco a pelo (quello grosso, ovviamente, d'inverno).
    Segnalo che c'è un ostello a Fara San Martino, quella sera ovviamente era chiuso o tutto esaurito, non ricordo.
    Mi sarebbe piaciuto molto dormire nell'ostello di Musellaro, in un palazzo meraviglioso, ma era anche quello tutto occupato da una combriccola di ragazzini in vacanza.
    L'unico posto dove avrebbero avuto posto era il rifugio Pomilio, ma lí me ne sono rimasto fuori io, in tenda, perché mi avevano fatto un'impressione non grandissima. A duemila metri, d'inverno, avrei volentieri cenato vicino a una stufa accesa, invece mi fecero cenare vicino alla stufa spenta!
    Buon giro, Alberto.

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