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vicino Ghiare, Emilia-Romagna (Italia)

Sito web: http://gianolinibike.it/node/5291
Località di partenza: Ghiare di Berceto (280 m) Parma
Lunghezza: 90 km
Quota massima: 1039 m Passo della Cisa
Dislivello complessivo in salita: 1873 m
Ciclabilità: 100% asfalto
Arrivo: Ghiare di Berceto (280 m) Parma
Acqua sul percorso: SI - Braia - Pontremoli - Montelungo Terme - Passo della Cisa
Come arrivare: da Parma si prende l’autostrada della Cisa (A15) e si esce al casello di Borgo Val di Taro. Si prosegue verso Borgotaro e dopo circa 300 metri, al bivio, si gira a sinistra seguendo l’indicazione stradale Ghiare. Si può parcheggiare vicino alla stazione ferroviaria.
Da Ghiare per raggiungere Borgo Val di Taro in bicicletta ci sono due possibilità. La prima è quella che passa per una strada secondaria, con un dislivello maggiore e con un tratto di circa 800 metri da percorre a piedi in quanto la strada è franata ma con il vantaggio di non passare dentro le gallerie e di non avere traffico veicolare. La seconda possibilità è quella che passa sulla strada nuova, con pendenza regolare e più diretta ma (secondo noi) con lo svantaggio del traffico e delle gallerie.
22/08/2015. Lasciamo l’auto nel parcheggio di fronte alla stazione e iniziamo a pedalare in direzione di Borgo Val di Taro percorrendo la vecchia SS308 Fondovalle. All’inizio teniamo la linea ferroviaria e la nuova SP308R sulla nostra destra. Giunti ad un incrocio teniamo la sinistra proseguendo sempre sulla vecchia SS308 che alterna tratti in salita con altri in discesa. Dopo aver percorso 4,3 km ci immettiamo sulla nuova SS308R e proseguiamo per 1,9 km fino al bivio dove giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Roccamurata. Attraversiamo i binari della ferrovia, oltrepassiamo Roccamurata e affrontiamo la prima vera salita della giornata, lunga 870 m con una pendenza media del 6,3%. Arrivati all’inizio della strada franata percorriamo il primo tratto, ancora pedalabile nonostante la vegetazione ha preso possesso di parte della carreggiata. Un dosso di terra obbliga a scendere dalla bicicletta e da qui bisogna spingere per alcuni tratti. Si passa sopra uno stretto tratto di asfalto non franato poi la strada continua in un alternarsi di asfalto e sterrato fino a quando una erta, ma brevissima (6 metri) salita in terra e sassi ci conduce fino alla strada asfalta. Ripreso l’asfalto scendiamo verso Ostia Parmense e poi pedaliamo velocemente in leggera discesa fino a raggiungere Borgo Val di Taro. Da Ghiare a qui abbiamo percorso 17,5 km superando un dislivello di 440 metri. Passiamo sotto il ponte della ferrovia e giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per il passo del Brattello. Poco prima del ponte sul Tarodine giriamo a sinistra imboccando l’inizio della SP20 del Passo del Brattello. Il primo tratto è in falsopiano e pedaliamo a fianco del Tarodine mantenendolo sulla nostra destra. Arrivati al ponte sul Tarodine lo oltrepassiamo portandoci sulla sponda opposta. Dall’inizio della SP20 a qui abbiamo percorso 2,3 km con una pendenza media del 3,8%. Pedaliamo per altri 2,3 km con pendenza del 4,6% fino a raggiungere il tornante dove ripassiamo il Tarodine e facciamo una breve sosta per fotografare le chiese di Costadasi e Rovinaglia. Proseguiamo in salita fino a raggiungere il Passo del Brattello (950 m) dopo aver percorso altri 6,3 km con pendenza media del 5,5%. Dall’inizio della SP20 a qui abbiamo percorso 10,9 km superando un dislivello di 540 m con una pendenza media del 5,5%. Inizia ora la discesa attraverso il bosco godendoci l’ombra degli alberi, oltrepassiamo prima Bratto, poi Braia (695 m), dove al tornante c’è una fontana sulla sinistra e infine arriviamo a Grondola (628 m). Proseguiamo in discesa affrontando una serie di tornanti, arriviamo all’incrocio con la SS62 della Cisa, giriamo a destra e dopo pochi metri entriamo a Pontremoli (236 m). Proseguiamo per un breve tratto sulla SS62 poi teniamo la destra imboccando Via Porta Parma, passiamo sotto la linea ferroviaria, oltrepassiamo l’arco in pietra ed entriamo nella città vecchia. Proseguiamo a piedi su questa via lastricata dove ci sono numerose bancarelle disposte lungo la via fino a piazza del Duomo. Scopriamo che è in corso la sagra “Medievalis” che rievoca la venuta a Pontremoli di Federico II (1226), che si fermò qui alcuni giorni concedendo alla città i privilegi di libero Comune. Nel pomeriggio sono previsti spettacoli in costume medievale. Entriamo nel Duomo (1636-87), dedicato a Santa Maria Assunta, costruito in stile barocco da Alessandro Capra, dove ci sono i dipinti dei sec. XVIII-XIX. Finita la breve visita proseguiamo lungo via Amano Ricci arrivando in piazza della Repubblica, dove si innalza il Campanone (1322), anche lei invasa dalle bancarelle. Proseguiamo sempre a piedi spingendo la bicicletta fino ad arrivare all’incrocio dove giriamo a destra su via Pietro Bologna. Oltrepassiamo il ponte sul torrente Verde e fotografiamo il castello del Piagnaro e il ponte romano della Cresa. Torniamo indietro, attraversiamo la strada e visitiamo la chiesa di San Francesco che conserva una Madonna col Bambino di Agostino Di Duccio e una Crocefissione e Santi di Guido Reni (1629). Oltrepassiamo nuovamente il ponte sul torrente Verde e imbocchiamo via Cavour, sempre spingendo la bici a causa delle bancarelle e arriviamo alla torre medievale che dà accesso all’altro ponte romano. Torniamo indietro per un breve tratto, giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte sul fiume Magra. Pedaliamo su via Mazzini, una strada lastricata che corre parallela alla SS62 della Cisa. Superato l’incrocio ci immettiamo sulla Cisa e velocemente, in leggera discesa, raggiungiamo la chiesa della SS. Annunziata (XV – XVI sec.), vero gioiellino della giornata. Nell’interno ammiriamo il tempietto marmoreo ottagonale cinquecentesco ornato di statue e un bassorilievo attribuito a Jacopo Sansovino (1527). All’interno della chiesa ci viene incontro la guida che ci fornisce spiegazioni ...continua su: http://gianolinibike.it/node/5291

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