iz5ast

Coordinate 1045

Caricato 27 gennaio 2019

Recorded gennaio 2019

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739 m
521 m
0
2,5
5,0
10,05 km

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vicino Popiglio, Toscana (Italia)

Questa variante al Cammino di San Bartolomeo riporta in vita un tratto della Via storica che univa i due paesi Popiglio con Vico Pancellorum . Ai due capisaldi due importanti Chiese citate anche nel libro di Silvio Bernardini “Il serpente e la sirena. Il sacro e l'enigma nelle Pieve toscane “.A Popiglio chiesa Romanica eretta nel 1271 dedicata a Santa Maria Assunta http://www.luoghimisteriosi.it/toscana/popiglio.html e a Vico Pancellorum chiesa romanica eretta nell’873 http://www.luoghimisteriosi.it/toscana_vicopancellorum.html .
La nostra camminata parte dalla chiesa di Popiglio
e attraversando l’antico borgo tra vie e viuzze procede davanti al convento delle monache di San Francesco. Ammirando l’ingresso dello stesso sulla nostra destra, alzando lo sguardo leggermente, sotto una gronda adiacente all’indicazione “via dell’Arco lungo “ e al segnavia giallo del Cammino di San Bartolomeo , possiamo intravedere una enigmatica faccia di donna misteriosa e finemente scolpita .Su questa raffigurazione ci sono tante leggende e storie misteriose custodite nei racconti orali dei Popigliesi . . Lasciato il paese troviamo un piccolo ponte del 1200 che imbocca una via a tratti ancora lastricata a bozze di pietra e che rende certo che il sentiero che stiamo calpestando fa parte della storia . .Piacevolmente il nostro cammino si avvia verso il podere di Canali passando da località San Giovani ,dal Masso della Strega ,e dal Masso del Diavolo attorno a cui gravitano strane leggende.
Eccoci ,arrivati a Canali entriamo davanti all’aia del casolare privato e ancora abitato , quindi si raccomandano discrezione e soprattutto rispetto della proprietà . Dopo circa 200 metri ci troviamo ad incrociare la strada bianca di Tanabetti, strada questa che scende per 2 Km nei pressi di Tana a Termini sulla statale 12 del Brennero . Noi dobbiamo imboccare la strada da smacchio sempre sulla sinistra, ma leggermente rialzata rispetto alla strada di Tanabetti e dopo circa 100 metri ci troviamo ad un altro bivio .Qui lasciando momentaneamente il nostro cammino possiamo fare una piccola “capatina “sul monte Montale ( circa 400 metri dal bivio) .Non essendoci un sentiero definito arriviamo sulla sommità del Montale camminando a “vista”, inerpicandoci sul pendio scosceso e folto di vegetazione. Qui un tempo si trovava una torre di avvistamento di cui si vedono ancora oggi i resti della botte, poi distrutta da Castruccio Castracani. Arrivati in cima al “Montale” ci aspetta un panorama mozzafiato, lo sguardo spazia sulla valle e sulle montagne vicine costellate da una serie di paesi fortificati, da Piteglio a Lucchio, a Zato, a Limano, a tutta la Controneria su cui si distinguono San Cassiano e non per ultimo Pieve di Controne la cui torre si delinea chiara all’orizzonte.
Scendendo dalla vetta del Montale torniamo al Bivio proseguiamo sempre scendendo a diritto e seguendo i segnavia gialli . Dopo 300 metri circa il nostro sguardo scorge sulla sinistra una Pietra miliare di confine del gran ducato di Toscana con ben inciso 1793 . Proseguiamo ,oltrepassando piccoli ruscelli . Uno di questi ,il secondo per la precisione, è il Rio Dordoio . Volendo, e per esperti di Trekking risalendo il suddetto ruscello affrontando però non poche asperità , arriviamo alla rinomata Grotta del Dordoio .Andiamo avanti passando il rio Capriana e rimettiamoci sul sentiero che sale leggermente per aprirsi su una strada abbastanza larga e ben tenuta . Dopo circa 1Km ammirando nel frattempo un paesaggio aspro che richiama alla mente quasi quello tipico della Sardegna ricco di cespugli bassi e profumati, ci troviamo davanti ad uno spettacolo inaspettato; un vecchio ovile costruito e ricavato negli anfratti di una montagna .Risalendo la strada, finemente costeggiata da splendidi muri a secco, iniziamo ad entrare nel fascinoso e magico paese di Vico Pancellorum . Partendo dall’alto del paese,scendendo tra viuzze, archi, archetti e portoni di legno sormontati da arcate di altri tempi, scendiamo immersi nel silenzio e nell’atmosfera magica che si sprigiona da ogni angolo, verso la parte bassa dell’abitato. Qui troviamo una trattoria molto rinomata la “Buca di Baldabò” dove è possibile apprezzare e senza alcun sforzo una deliziosa cucina casalinga toscana . Terminiamo la tappa non prima di aver visitato la maestosa, suggestiva e affascinante Chiesa di San Paolo e poi ……proseguiamo verso Pieve di Controne .

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