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Caricato 16 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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vicino Sciacca, Sicilia (Italia)

da wikipedia
Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico.
Città marinara, turistica e termale, ricca di monumenti e chiese, è il comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo. È nota fra l'altro per il suo storico carnevale e per la sua ceramica.
La sua attuale e particolare struttura urbana deriva dall'operato degli Arabi, che ricorrevano a quartieri recintati da mura, e dei Normanni, che ampliarono le mura al fine di facilitare la convivenza fra Normanni, Arabi, Greci e Franchi. Dunque le sue mura - risalenti a varie fasi costruttive e che rappresentano un complesso unitario - sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora con il nome del viceré Giovanni De Vega, che ne diresse i lavori e le fortificò con appositi bastioni armati, che furono chiamati Porta, Bagni, Alfiere, Sant'Agata, Santa Margherita e dei Vega.[5] In un secondo momento, sempre per iniziativa di De Vega, furono fortificate le mura della zona Nord di Sciacca con appositi bastioni che vanno dall'attuale porta San Calogero a porta Palermo: dal bastione San Calogero, fino ad arrivare al bastione di Vega, Gusman e più a sud il bastione Verrana.[6]
Verso i secoli XV-XVI le mura però vennero soppiantate dai sontuosi palazzi dell'aristocrazia terriera: ne è un esempio la presunta fortezza di re Carlo V e il palazzo dello Steripinto, costruito nel tardo Quattrocento e ornato con bifore e con una merlatura a coda di rondine.
Particolare attenzione meritano le torri: la Torre Campanaria si trova nella salita di San Michele a poca distanza dalla Chiesa di San Michele, risalente al 1550. La Torre medievale si trova all'angolo della via Molinari e risale al XV secolo. La Torre del Pardo si trova in via Incisa (appartenente prima agli Incisa e poi al mercante catalano Antonio Pardo[18]) risale al XV secolo e si compone di tre piano (nel primo abbiamo una finestra la cui cornice è retta da due cariatidi).
Castello Nuovo (o dei conti Luna)
Fu eretto nel 1380 da Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e, dopo la morte di Federico III, uno dei quattro vicari della Sicilia. In seguito al matrimonio della figlia Margherita con Arturo di Luna, il castello divenne proprietà dei conti Luna.
Il complesso a pianta poligonale sorge sulla viva roccia nella parte alta e orientale di Sciacca. Anticamente era composto da due piani: il piano terra per la servitù e il piano superiore per l'alloggio del conte e dei suoi familiari. L'ingresso era situato a nord e prevedeva un ponte levatoio; dall'ingresso si accedeva a un cortile che precedeva il castello e cui vi erano inserite le scuderie e un cappella dedicata a San Gregorio.
Oggi l'edificio si compone di quattro parti: la cinta muraria, la torre grande (mastio) e quella cilindrica entrambe a nord, e il Palazzo del Conte a ovest. La cinta è formata da alte mura che servivano alla difesa. Della grande torre a pianta quadrangolare rimane la base, mentre la torre cilindrica che si presenta a due piani con accostati a coltello, si conserva ancora. Rimane ben poco invece del Palazzo del Conte, posizionato fra mastio e torre cilindrica e di cui ci resta solo i tetti e gli alti muri, dove si possono notare dipinti dell'epoca e ammirare (tramite le sue finestre) un bel panorama di Sciacca.
Castello Vecchio (o dei Perollo)
Tale castello, detto Vecchio per distinguerlo dal Castello Nuovo o dei Luna, fu eretto durante l'invasione della Sicilia da parte dei Normanni (sec. XII circa) dal conte Ruggero insieme alle prime mura che, come una morsa, chiudevano la città.
Successivamente il castello passò alla casata dei Perollo, in seguito al matrimonio di Giulietta (figlia di Ruggero) con Gilberto Perollo. Il castello rimase sotto la custodia dei Perollo fino alla sua distruzione nel 1529 per mano dei partigiani di Sigismondo Luna durante il famoso Caso di Sciacca
Il castello era situato nella parte orientale della città, all'incirca tra Porta San Pietro, Porta Bagni e il monastero di Santa Caterina (ossia nella zona compresa fra gli attuali cortili Chiodi, Rizza e Carini). Il castello era munito di torre rettangolari e aveva dei sotterranei che sboccavano presso il Monastero di Valverde. Infine il complesso aveva tre entrate: una esterna - detta "di San Pietro in Castro", nei pressi dell'omonima ex chiesa -, quella principale, detta "del Cotogno", nelle vicinanze della Porta Bagni, e un'ultima che si trova al fuori delle mura e che volge verso ovest.
Del Castello Vecchio oggi rimane proprio quest'ultima entrata: la porta d'accesso ad arco, situata nel Cortile Chiodi e in cui è scolpito lo stemma dei Perollo.
Castello Incantato
A poca distanza da Sciacca si trova il cosiddetto Castello Incantato. Trattasi di teste scavate e scalpellate nella roccia ad opera di un artista contadino, Filippo Bentivegna, vissuto tra il 1888 e il 1967. Le sue sculture sono tutte diverse e raffigurano personaggi, famosi e non, a cui dava anche un nome e che, nel suo immaginario, rappresentavano i sudditi del regno che egli aveva creato e di cui era il “Signore”; alcune sue opere sono conservate presso il Museo dell'Art Brut di Losanna.
Porte
Le tre porte d'accesso alla città sono tutte rimaneggiate:
Porta Palermo, che collega Piazza Don Luigi Sturzo con Piazza Guglielmo Marconi e fu riedificata nel 1753 durante il regno di Carlo III di Borbone – ha delle belle colonne in cima adornate da un gruppo scultoreo con una grande aquila, in stile barocco.
Porta San Salvatore, del XVI secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di belle sculture rinascimentali.
Porta San Calogero, che dà le spalle all'omonimo monte e funge da ingresso per il quartiere di San Michele, è del 1536.
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Piazza Consiglio

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Chiesa Madre

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Sciacca

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Corso Vittorio Emanuele

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Carmine

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Palazzo Steripinto

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PORTA PALERMO

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SAN VITO

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Comune Di Sciacca

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Via Giuseppe Licata

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Via Madonnuzza

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Terme Selinuntine

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