Tempo  4 ore 7 minuti

Coordinate 841

Uploaded 8 ottobre 2018

Recorded ottobre 2018

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vicino Casa Martinuzzi, Veneto (Italia)

Escursione alla scoperta dell’isola più grande della laguna nord, definita “orto della Serenissima”. Si attraversano campi coltivati a ortaggi, vigneti e frutteti, interrotti da aziende agricole e antiche peschiere; immersi in un paesaggio lagunare. Tra le memorie storiche e culturali del territorio, da vedere la torre Massimiliana.
L’isola si raggiunge con i mezzi pubblici con il vaporetto linea 13 da Fondamente Nove e da Treporti.
Percorso: Fermata Sant’Erasmo Capannone, punto di partenza del percorso. Al bivio si svolta a destra e si prosegue per la strada asfaltata (via dei Forti) in direzione Torre Massimiliana. Ci si può immettere su via dei Forti dall’area verde antistante il Lazzaretto Nuovo, oggi parco pubblico, un tempo Testa di ponte del complesso architettonico-militare dell’isola. La Testa di ponte, oggi scomparsa, insieme alla Torre Massimiliana, alla Batteria Sant'Erasmo, ai ridotti di Sant'Erasmo Vecchio – trasformati in torri telemetriche oggi abbandonate – e Nuovo – nella zona di punta Vela oggi inaccessibile – costituivano una serie di opere difensive che avevano lo scopo di coprire tutto il lido di Sant'Erasmo e con esso l’ingresso al porto di Lido durante gli anni di dominio francese e austriaco. Nell’area del parco pubblico, recentemente restaurato, è visibile una porzione di binari che ricorda come una ferrovia austriaca collegasse il deposito delle polveri dal Lazzaretto Nuovo alla Torre Massimiliana.
Proseguendo lungo la via dei Forti si giunge alla punta sud dell’isola dove sorge la torre Massimiliana. Di fronte alla bocca di porto del Lido, la torre, costruita dagli austriaci sul sedime di una precedente fortificazione napoleonica, il forte Sant'Erasmo, è un'opera del tutto anomala nel variegato panorama delle architetture militari della piazzaforte marittima a forti staccati della laguna di Venezia. Questo forte circolare ha dato rifugio all’arciduca Massimiliano d'Austria nel corso di una rivolta armata del 1848. Utilizzata fino alla seconda guerra mondiale, dopo un lungo abbandono è stata recentemente restaurata e ospita, marzo a ottobre, mostre ed eventi culturali. Qui ogni anno, a maggio, si svolge la Festa del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo.
Parte di questo tragitto può essere svolto lungo l’argine della laguna, percorrendo il sentiero che costeggia la spiaggia di fronte al bacàn (la grande secca antistante, meta dei bagnanti veneziani).
Proseguendo per la traccia ci si addentra nel territorio agricolo circondati dai campi coltivati. Dopo si incontra un’azienda produttrice di miele, da più di trent’anni, è una casetta immersa nel verde. Il giardino che la circonda è una piccola "antologia" della natura con grandi alberi e piante, anche esotiche.
Dopo circa 1,5 chilometri girando a sinistra (poche decine di metri dopo il Ristorante Cà Vignotto) si percorrere un sentiero sterrato che attraversa campi coltivati e vigneti e che costeggia estesi e allungati bacini di peschiere. Il reticolo idrico rappresentato dalle peschiere, una delle costanti del paesaggio antropizzato dell’isola, è direttamente collegato alla circostante laguna. Oggi in stato di abbandono, un tempo non presentava funzioni irrigue bensì funzioni produttive complementari essendo destinato all’allevamento ittico.
Sulla sinistra ci si ricongiunge con la via dei Forti che prosegue fino all’ex Ridotto ormai invisibile a causa della vegetazione. Si ritorna indietro e si arriva alla fermata del vaporetto punta Vela e ci si trova su via delle Motte che costeggia tutto il lato nord dell’isola.
Da Punta Vela la vista dei campi coltivati e delle vigne diventa particolarmente piacevole perché da molte angolazioni è possibile scorgere sullo sfondo le isole di San Francesco del Deserto e Burano. Dalla fermata del vaporetto di Punta Vela il panorama su San Francesco del Deserto e le sue barene è eccezionale.
San Francesco del Deserto (visitabile negli orari di apertura, per informazioni consultare il sito www.isola-sanfrancescodeldeserto.it), abitata sin dall’età romana, nel 1220 accolse Francesco d'Assisi di ritorno dall'Oriente e dalla Quinta Crociata. Il Santo scelse l'isola per fondarvi un ricovero dove fosse possibile pregare e meditare in pace. Dopo la sua morte l'isola venne donata ai frati minori dal patrizio veneziano Jacopo Michiel, per fondarvi un convento. Nel XV secolo, abbandonata l'isola e il convento per le condizioni ambientali divenute ormai inospitali, la zona fu successivamente adibita a polveriera dagli austriaci, sino a che, nel 1858, il terreno venne donato alla diocesi di Venezia, che consentì ai frati di rifondarvi il monastero tuttora attivo.
Si prosegue per circa 1,3 chilometri lungo via delle Motte in direzione sud giungendo al centro del paese dove si concentra la maggior parte delle abitazioni e dei servizi e si trova la fermata del vaporetto Sant'Erasmo Chiesa. Al centro del paese si trova la Chiesa del Cristo Re, costruita nel XX secolo. La chiesa, realizzata su progetto di Brenno Del Giudice, è suddivisa in tre navate. La facciata degrada dal centro ai lati secondo segmenti verticali segnati da lesene e movimentati, nella parte superiore, da elementi curvilinei. Fu consacrate il 27 ottobre 1929, poco dopo l’istituzione della parrocchia di Sant’Erasmo (1926); all'interno è conservata una tela della scuola del Tintoretto, il Martirio di Sant'Erasmo.
Avanzando ancora lungo via delle Motte per circa 0,7 chilometri si possono osservare le vigne dell’azienda Orto di Venezia. La cantina è visitabile e si trova in prossimità della fermata del vaporetto Sant'Erasmo Capannone, un chilometro più avanti. Nell’azienda è stato ripristinato l’antico sistema di drenaggio: raccolta dell’acqua piovana entro i canali che passano tra i filari delle vigne e conseguente deflisso in laguna, con la bassa marea, attraverso sistemi idraulici di “chiuse”.
Proseguendo per ancora poche centinaia di metri si ritorna alla fermata del vaporetto Capannone, da dove la nostra gita è iniziata.
L’associazione culturale Il lato azzurro è nata per creare spazi e momenti di confronto e incontro per la sperimentazione di modi alternativi nelle relazioni interpersonali e sociali. Nel 1997 ha aperto il Centro culturale di vacanza a Sant’Erasmo. Da allora opera attivamente sul territorio lagunare veneziano, proponendo nel centro culturale omonimo corsi e attività culturali per adulti, ragazzi e bambini, soprattutto rivolte al miglioramento delle relazioni, attraverso attività di facilitazione delle dinamiche di gruppo (educazione alla pace) e allo sviluppo della creatività. Ottimo ristorante con un’ottima cucina, a base di verdure di S.Erasmo e pesce del Mediterraneo.
Di fronte alla bocca di porto del Lido, la torre, costruita dagli austriaci sul sedime di una precedente fortificazione napoleonica, il forte Sant'Erasmo, è un'opera del tutto anomala nel variegato panorama delle architetture militari della piazzaforte marittima a forti staccati della laguna di Venezia. Questo forte circolare ha dato rifugio all’arciduca Massimiliano d'Austria nel corso di una rivolta armata del 1848. Utilizzata fino alla seconda guerra mondiale, dopo un lungo abbandono è stata recentemente restaurata e ospita, marzo a ottobre, mostre ed eventi culturali. Qui ogni anno, a maggio, si svolge la Festa del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo.
L’azienda, che produce miele da più di trent’anni, è una casetta immersa nel verde. Il giardino che la circonda è una piccola "antologia" della natura con grandi alberi e piante, anche esotiche. Grazie alle sue oltre 120 arnie produce il miele al carciofo, che è leggermente più amaro degli altri mieli, e quello di barena, con un leggero sentore di salsedine, esclusivo dell’area lagunare dove le api possono vagare liberamente in un ambiente marino con profumi caratteristici unici. Il miele si può comprare solo venendo a Sant’Erasmo.
Al centro del paese si trova la Chiesa del Cristo Re, costruita nel XX secolo. La chiesa, realizzata su progetto di Brenno Del Giudice, è suddivisa in tre navate. La facciata degrada dal centro ai lati secondo segmenti verticali segnati da lesene e movimentati, nella parte superiore, da elementi curvilinei. Fu consacrate il 27 ottobre 1929, poco dopo l’istituzione della parrocchia di Sant’Erasmo (1926); all'interno è conservata una tela della scuola del Tintoretto, il Martirio di Sant'Erasmo.

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