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vicino Cagliari, Sardegna (Italia)

Passeggiando per le vie e le piazze di Cagliari -personaggi e vicende storiche nella toponomastica della città – è uno studio elaborato da Marinella Ferrai Cocco Ortu e Michele Pintus.
Questo mio intervento vuole essere un piccolo contributo soprattutto per coloro i quali, dotati di un piccolo GPS palmare, vogliono conoscere Cagliari camminando e sfogliando le pagine dei siti toponomastici in cui al momento si trovano e avere cosi le giuste indicazioni storico-scientifiche di tutti i toponomi.
PIAZZA CANNAS La piazza è dedicata ad Aquilino Cannas. Gli fu intestata nel 2011 a soli sei anni dalla scomparsa, in segno del grande affetto e riconoscenza della città di Cagliari nei confronti del suo cantore, che nelle poesie – scritte in limba nella variante campidanese- ha saputo rendere gli umori della città nei personaggi tipici dei quartieri storici da lui mirabilmente tracciati con ironia aspra, beffarda e armonica. Era nato nel quartiere di Villanova nel 1904. Fu pubblicista, collaboratore dei principali quotidiani sardi, direttore della rivista “S'Ischiglia” e fondatore della rivista NUR. Mori nel 2005.
La piazza Cannas si affaccia sulla Porta Cristina, ingresso del quartiere Castello che da viale Buoncammino si immete su piazza Arsenale. La Porta , edificata da Carlo Felice, in qualità di re di Sardegna, fu dedicata alla moglie Maria Cristina di Borbone Napoli (1779-1849), figlia di re Ferdinando IV di Napoli e Maria Carolina d'Austria. Dopo il matrimonio Maria Cristina si trasferi a Cagliari, negli anni in cui la città ospitava la corte sabauda in esilio – esempio il Piemonte occupato dai francesi – e vi rimase fino al 1815. Con la salita al trono di Carlo Felice, nel 1821, divenne regina di Sardegna. Della sua permanenza a Cagliari ha scritto un diario, dove descrisse le sue giornate scandite dalle regole di corte.
PIAZZA ARSENALE Cosi chiamata da quando vi fu ubicato l'arsenale. Tale denominazione fu formalizzata nei viari ufficiali nella fine dell''800. Sorto in epoca spagnola conteneva le strutture di supporto alla artiglieria, che con il progresso bellico aveva il compito di potenziare la cinta muraria fortificata posta a difesa della città da possibili attacchi con nuove armi da fuoco. All'interno vi si trovavano i depositi delle munizioni, le officine dove si fabbricavano le palle dei cannoni,i magazzini sotterranei dove si custodivano i barili di polvere per fabbricare le cariche per le armi da fuoco. Ospitava nei suoi quartieri i maestri d'artiglieria e gli artificieri, le truppe e le caserme per la cavalleria. Il governo sabaudo lo potenziò costruendovi una scuderia, una fucina e un quartiere per armaioli, fabbri, una “casamatta” per le munizioni delle bocche da fuoco e un laboratorio d'artiglieria.
VIA BADAS Ubaldo Badas ( Cagliari 1940-1985) contribui a dare un nuovo volto a Cagliari negli anni del fascismo e della ricostruzione post-bellica. Tra i suoi edifici pubblici vi sono il Parco delle Rimembranze in via Sonnino, la Galleria Comunale d'arte moderna, i Giardini Pubblici, la Colonia marina al Poetto, la scuola all'aperto Mereu, il Palazzo della Regione in viale Trento, la sede del Banco di Roma; tra le realizzazioni private, il palazzo Usai, le case popolari di piazza Kennedy, il palazzo Costa Marras.
PIAZZA INDIPENDENZA La denominazione piazza Indipendenza è l'ultima di una stratificazione di intitolazioni derivanti da un processo di trasformazione urbanistica e storica di Cagliari. La connotazione risorgimentale esprime un concetto astratto di particolare rilevanza storica e sociale: l'Indipendenza, traguardo conquistato dall'Italia col prezzo delle guerre.
PIAZZA MAFALDA Figlia di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro, Mafalda di Savoia nacque a Roma nel 1902. Mori nel Lager di Buchenwald nel 1944, dove era stata internata dai tedeschi dopo l'armistizio del 1943. Nell'anno di prigionia la principessa – costretta a non rivelare l'identità e chiamata per scherno Frau Abeba- si comportò con grande dignità e coraggio, aiutando gli altri internati. Fu lasciata morire dissanguata dopo una terribile tardiva operazione per curare in malo modo le ferite ad un braccio riportate un bombardamento della sua baracca. Nel 2003 il comune la inserita nel viario ufficiale.
PORTA DI SAN PANCRAZIO Prospiciente la piazza Arsenale troviamo la Porta del viceré Altamira detta anche Porta di San Pancrazio, rivolta verso il quartiere di Villanova. Fu fatta edificare nel 1692, al tempo del sovrano Carlo II di Spagna da Don Luis De Moscoso Ossorio de Altamira (1657-1705) il quale fu viceré del regno di Sardegna dal 1690 al 1696. Nel 1756 la porta fu rinforzata dall'ingegnere Vallino su progetto di Felice De Vincenti, ufficiale ingegnere del Regio Esercito di Sardegna.
TORRE DI SAN PANCRAZIO Dalla Porta Cristina è visibile la Torre di San Pancrazio. Fu costruita nel 1305 su richiesta dei Pisani dall'architetto sardo Giovanni Capula, che progetto' anche la Torre dell'Elefante .Fu intitolata a San Pancrazio perché nelle vicinanze sorgeva la chiesetta extra muros dedicata al Santo, edificata nel secolo XII e poi intitolata in età spagnola a San Lorenzo e alla Madonna del Buon Cammino. Non si hanno notizie certe a quali dei santi Pancrazio ci si riferisca,posto che coesistevano il culto di San Pancrazio, santo presunto nativo di Cagliari martirizzato per lapidazione, oppure il giovinetto nato in Asia minore e martirizzato a Roma per decapitazione.
PORTA D'APREMONT Nella parte vecchia di via Badas era presente anticamente la vecchia Porta D'APREMONT. Venne progettata da Felice De Vincenti, su disposizione di Vittorio Amedeo II che potenziò il sistema fortificatorio a nord di Castello. Verso la fine dell''800, per agevolare il passaggio del tram, la porta venne demolita seguendo il progetto dell'architetto Cima. Francesco Luigi Conte D'Allinge d'Apremont fu viceré di Sardegna dal 1738 al 1741. Era un militare, colonnello dei dragoni del Genovese e poi comandante supremo della Cavalleria e dei Dragoni di Sardegna.
VIA MARTINI In memoria di Pietro Matini (Cagliari 1800 – 1866). Storico e letterato, diresse la Biblioteca Universitaria di Cagliari dal 1842 fino alla sua morte. Fu esponente di spicco della destra conservatrice sarda, appoggiò la politica del Cavour; con altri esponenti della destra costitui un gruppo politicamente influente ( Camarilla Cagliaritana o Consorteria Martini) che si riuniva nella sua casa di Castello per decidere la risoluzione dei problemi locali. Fu autore di varie opere tra cui La storia ecclesiastica di Sardegna dal 1799 al 1816. Nel 1871 gli si intitolò la via dove egli abitava, e vi fu apposta una lapide. E' una delle più antiche vie di Castello conosciuta ai tempi di della dominazione aragonese col nome di vicus Fabbrorum, ruga Fabbrorum, carrer de la ferriera o dels ferrers – via dei Ferrai; denominazione sostituita nel sec. XVI da carrer Palau e carrer de Santa Lucia.
PIAZZA MUNDULA E' uno spiazzo sorto in seguito alla rimozione del palazzo Baroni di Sorso, reso pericolante dai bombardamenti del '43. La piazza è intitolata a Mercede Mundula, poetessa cagliaritana. Per ricordare la figura l'Associazione delle donne Professioniste e Artiste, la F.I.D.A.P.A. istitui nel 1964 un Premio Letterario a lei intitolato, e promosse poi la richiesta affinché nella odonomastica cittadina venisse inserito anche il suo nome. L'istanza fu accolta dal Comune nella ricorrenza del 50° anniversario della morte avvenuta nel 1947 ( delibera n° 2740 dell'ottobre 1997). Mercede Mundula nacque a Cagliari nel 1890, si trasferi nel 1912 a Roma dopo il matrimonio. Nella capitale collaborò con giornali e riviste letterarie, pubblicò poesie e saggi ottenendo vasto successo dalla critica letteraria. Ebbe lusinghieri commenti, anche all'estero.
PIAZZA PALAZZO In questa piazza si concentrarono subito i vari poteri istituzionali che gravitavano nel Castello. Vi si costruirono infatti il Palazzo di Città, il Palazzo Regio e la Cattedrale. Nacque dalla fusione di tre slarghi prima distinti in relazione proprio alle diverse funzioni istituzionali: la parte alta più propriamente piazza Palazzo, piazza del Duomo e piazza Municipio nella parte bassa, poi fuse fino a costituire un unicum. Questa strana piazza divenne il luogo fondamentale di aggregazione della città arroccata sulla cima della collina di Castello e cresciuta all'interno delle mura pisane. La presenza del Palazzo Regio, sede della massima autorità del Regno di Sardegna fin dal trecento, ha dato alla piazza il nome, che è rimasto inalterato nei secoli.
PIAZZA DELL'EX MUNICIPIO E' la piazza prospiciente l'edificio destinato al primo Municipio di Cagliari. Le origini del palazzo risalgono al XIV secolo. Nel 1331 infatti le autorità aragonesi concessero l'area dove sorgeva la lotgiam regalem ( eretta forse durante la dominazione pisana) ai consiglieri della città, affinché vi edificassero un palazzo per tenervi le loro sedute. Protagonista della piazza oltre all'ex Municipio è la cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia. Principale luogo di culto di Cagliari, costruita in stile romanico-pisano, venne elevata a rango di cattedrale nel 1258. Tra il Seicento e il Settecento il tempio fu rinnovato nei canoni dello stile barocco, modificato nel 1930 nelle forme attuali.
VIA CANELLES La via è tra le più antiche di Cagliari. Col censimento del 1871 è stata intitolata a Nicolò Canelles ( Iglesias 1515 – Cagliari 1585), primo editore che nel secolo XVI impiantò una stamperia a Cagliari. La scelta fu motivata dal fatto che li aveva avuto casa, stamperia e bottega di libri. La prima indicazione documentata della via è del 1271,” ruga Marinariorum”. Nel secolo XVI a essa si aggiunse “carrer des Cavallers”. Il tratto della via superiore che da case di “ Donna Bada” andava sino alla torre di San Pancrazio nel Quattrocento veniva chiamata “carrer de Nabada”: divenne zona di prostitute, poiché in base alle ordinazioni dei consiglieri di Cagliari le stesse potevano esercitare il meretricio solo in quel vicinato.
PIAZZA CARLO ALBERTO Porta il nome di Carlo Alberto di Savoia Carignano ( Torino 1798 – Oporto 1849), il re che aveva promulgato nel 1848 lo Statuto Costituzionale, l'unico che rimase in vigore dopo il fallimento della stagione rivoluzionaria del 1848. Sali al trono del Regno di Sardegna nel 1831. Ebbe una condotta contraddittoria che lo caratterizzò, sempre oscillante tra rivoluzione e conservazione, e che gli valse l'epiteto di “ re tentenna”. L' intitolazione della piazza, in sostituzione dell'antica “ prazzitta”, esprimeva la gratitudine della città per la politica riformista attuata dal re e si inserisce nel contesto degli odonimi afferenti alla Monarchia. ,
PIAZZA E VIA LAMARMORA La via più importante del Castello era nota come “carrer Major” (via Dritta) in riferimento alla sua funzione di asse viario che univa i due ingressi principali. La strada fu variamente denominata a seconda delle epoche: in età pisana fu “via dei Mercanti”, segno della sua funzione di centro commerciale; in epoca spagnola fu “calle de los plateros”, essendovi numerose botteghe di argentieri. Prese dalla seconda metà dell'Ottocento il nome di Alberto Ferrero della Marmora. Nato a Torino nel 1789, fu generale, naturalista e cartografo. Il primo dei suoi molti viaggi in Sardegna avvenne nel 1819, per compiere studi ornitologici con l'intento di scoprire nuove specie. Nel 1845 stampò a Parigi la “Carta della Sardegna” da lui curata, prima rappresentazione “tecnica” dell'Isola che gli diede fama a livello europeo. Nel 1848 fu nominato senatore del Regno di Sardegna dal re Carlo Alberto. Mori nel 1873.

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