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Caricato 16 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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vicino Mazara del Vallo, Sicilia (Italia)

da wikipedia
Mazara del Vallo (AFI: [maʣˈʣaˑɾa del ˈvallo][3], Mazzara in siciliano) è un comune italiano di 51 484 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Trapani, in Sicilia. Affacciato sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa. È sede dell'omonima diocesi.

Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all'XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.
A Mazara del Vallo risiedono, spesso con le rispettive famiglie, circa 3.000 immigrati, provenienti soprattutto dal Maghreb, impiegati da oltre 25 anni nelle attività pescherecce, agricole e artigianali della città. Risiedono principalmente nel centro storico cittadino, di impronta araba.

L'immigrazione tunisina in Sicilia è iniziata intorno alla fine degli anni sessanta[19], dopo poco meno di un millennio dalla vittoria decisiva sui musulmani del Conte Ruggero il Normanno nell'anno 1073, che riconquistò l'isola.

Malgrado l'opera di trasformazione compiuta da parte dei Normanni, la città di Mazara conserva ancora oggi moltissime caratteristiche distintive della cultura arabo-berbera.

Il segno più evidente è l'impronta islamica del tracciato viario dell'antica città araba, oggi chiamato "Kasbah": vicoli e strade piccole e tortuose, che si dipartono da un asse centrale e portano a numerosi cortili, dove si aprono gli accessi alle abitazioni.

I primi tunisini erano alcune decine e sbarcarono clandestinamente sulle coste mazaresi, nascondendosi nei casolari sparsi nelle tenute agricole o chi a bordo dei motopescherecci.

Considerata la facilità di reclutamento, seppure in forma clandestina, ben presto quelle poche decine di unità si moltiplicarono, con l'arrivo di parenti e conoscenti e l'immigrazione da Mazara si estese in brevissimo tempo ai paesi dell'entroterra: Castelvetrano, Campobello, Salemi, Alcamo e, successivamente, anche a Marsala e Trapani.

In poco tempo i tunisini iniziarono a sostituire la manodopera locale, che si rifiutava di svolgere attività più dure e pesanti, specialmente sui pescherecci, nelle campagne, e, in seguito, anche nei cantieri edili. La loro presenza più massiccia ora è collocata nella marineria; infatti circa la metà degli equipaggi degli oltre 350 pescherecci mazaresi è di origine tunisina.

L'incremento della comunità tunisina e, di conseguenza, il maggiore sviluppo della marineria mazarese, si potrebbe attribuire alla disponibilità dei giovani tunisini, ai quali non viene concessa una qualifica maggiore di semplici marinai; le qualifiche più importanti, come quelle di capitano, capo pesca, motorista e secondo motorista vengono infatti affidate ai nativi locali.

Un tempo, la maggior parte degli imbarcati tunisini lavorava "in nero", e, oltre a percepire uno stipendio minore rispetto a quello dei colleghi italiani, non potevano usufruire dei diritti riguardanti l'indennità del fermo biologico, degli assegni familiari e dei contributi versabili per il raggiungimento della pensione. Oggi usufruiscono degli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, in quanto appoggiati dai sindacati e dai politici che, dal 2003, su proposta della Giunta e del Consiglio Comunale, hanno concesso a Mohamed Soufien Zitoun[20] di partecipare al consiglio comunale come Consigliere Aggiunto, riconfermato nelle elezioni amministrative del giugno 2009. Da alcuni anni molti tunisini hanno aperto in città diversi esercizi commerciali tipici della loro cultura e della loro tradizione.

Oggi vivono e lavorano a Mazara diverse migliaia di tunisini, molti regolari e tantissimi clandestini. Gli immigrati si sono insediati quasi tutti nei quartieri più antichi, un tempo abitati dai loro antenati. In tal modo riprendono possesso di quelle case e di quei cortili che furono, un tempo, parte della Casbah[21]. Moltissime famiglie abitano nelle zone di Porta Palermo e di Piazza Regina, altre hanno trovato alloggio anche nelle periferie e sono presenti nei diversi quartieri della città.

È stato proposto a tutti gli immigrati, titolari di un permesso di soggiorno e che abitano il cuore della città, di trasferirsi nelle case popolari. In questo modo il centro di Mazara del Vallo verrà sottoposto ai necessari rinnovamenti e a ristrutturazioni al fine di riqualificare l'intera area.
La maggior parte della popolazione cittadina è di religione cristiana cattolica, mentre il 15% circa[22] è islamica. I musulmani si riuniscono nell'unico luogo di culto, la moschea Ettakwa (in arabo: مسجد التقوى ‎, Masjid al-Taqwā), vale a dire "Moschea del timor di Dio", ospitata in un locale del centro storico. Da anni esistono proposte di costruzione di una moschea.[23][24]. In città è presente anche una comunità della chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.
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Lungomare Giuseppe Mazzini

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Piazza Plebiscito

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Via Tenente Gaspare

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