Coordinate 68

Uploaded 20 febbraio 2014

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vicino Casalbore, Campania (Italia)

Casalbore ai piedi di monte Calvello domina per la sua posizione la millenaria Valle del Miscano, è attraversato dalle due arterie più importanti dell’antichità. Il tratturo Pescasseroli-Candela e la Via Appia Traiana, testimonianze archeologiche rinvenute evidenziano che il suo territorio ha visto la presenza umana e di civiltà fin dall’ottavo secolo a.C. Conosciuto pure come il paese delle cinquanta sorgenti e dei nove mulini ad acqua, tanto da detenere il monopolio della molitura. Per la bontà delle sue acque, s’imputava alla loro qualità la buona salute dei cittadini e il preservo dalle malattie nei secoli passati. Le donne usavano tessere in casa ricchi corredi, scialli per l’inverno e tappeti con motivi floreali, animali e diverse forme geometriche, perdurando una tradizione culturale assimilata e trasmessa dalla frequentazione umana sul Regio Tratturo. Il Castello sviluppatosi intorno alla torre d’epoca normanna (1100) nel posto più alto del paese, cinto da mura con cinque porte d’accesso in stile gotico, in pietra locale, dotato di varie torri ormai distrutte. Ristrutturato con qualche trasformazione dopo vari terremoti, conserva il suo fascino ed è una preziosa testimonianza della tecnica costruttiva normanna. Una gita a Casalbore è un tuffo nella natura e nella storia. I numerosi boschi con eco sentieri natura e laghetto con area attrezzata, l’oasi naturalistica di monte Calvello con l’ampio scenario della splendida vista panoramica sulla valle del Miscano, i tumuli di pietra della vasta necropoli insieme ai luoghi di fede, tra cui uno straordinario tempio italico e il museo, meritano una visita. Ricerche e testo Giuseppe di Masseria Sant’Elia Per info e prenotazioni: -333.7737555; [email protected] – www.agrisantelia.it - [email protected]
(appunti sul percorso) 1)-Visita museo dei Castelli con percorso didattico espositivo dei Castelli e delle Fortificazioni in provincia di Avellino;- 2) P.za Taverna Tre Fontane e largario, 3) Area Sacra del Tempio Italico di Macchia Porcara, 4) La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo, 5) La cascata naturale al servizio dei mulini, 6) La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini, 7) Tratturo e fontane della transumanza e Jazzu al rione Parco, 8) Area Sacra chiesetta rurale SS. Maria dei Bossi – sull’Appia-Traiana (via Francigena del sud)
  • Foto di P.za Taverna Tre Fontane e largario transumanza
  • Foto di P.za Taverna Tre Fontane e largario transumanza
  • Foto di P.za Taverna Tre Fontane e largario transumanza
  • Foto di P.za Taverna Tre Fontane e largario transumanza
  • Foto di P.za Taverna Tre Fontane e largario transumanza
. Ex sede posto doganale della transumanza con largario ubicata sul Tratturo Regio (Pescasseroli-Candela), davanti al Castello Normanno, oggi museo dei castelli. Come detto più che un percorso è una passeggiata che possono fare tutti a piedi o in bici, bambini, ragazzi, donne e anziani che, però, ci offrono una fantastica vista paesaggistica e culturale senza dover faticare. La passeggiata calca il millenario itinerario della transumanza nel centro del paese di Casalbore dove un tempo sorgeva una bella taverna (gli autogrill di un tempo) con ampi locali per sosta e il ricovero di animali, carri, prodotti nonché ristoro e riposo notturno sia per i pastori che per tutti i viaggiatori dell’epoca, fontana perenne. Nel medesimo luogo a lato del Tratturo era ubicato un passo doganale, riferito alle merci e agli animali, il cui transito era soggetto al pagamento del pedaggio. Alfonso I d’Aragona ideò l’organismo amministrativo giurisdizionale della transumanza istituendo le Dogane con il pagamento sul Tratturo. Le testimonianze archeologiche rinvenute evidenziano che il territorio fu frequentato come via di transito e insediamento stabile a partire dal Neolitico. Un po’ di storia: (Ogni anno si rinnovava il rito stagionale della transumanza, che muoveva centinaia di migliaia di capi di bestiame in un'avventurosa migrazione; ad accompagnare i pastori, cani, cavalli, muli, artigiani, fabbri, casari, che salivano verso nord in estate per riscendere verso sud d'inverno. Il transito delle bestie e delle merci sul Tratturo, erano soggette al pagamento del pedaggio alle “Dogane della Transumanza“(1570).Il Comune di Casalbore è uno dei tre comuni dove il Tratturo passa nel centro dell'abitato, era una rilevante stazione di sosta con un largario del tracciato tratturale di circa seimila metri quadri, circondato da tutte le infrastrutture necessarie per il fabbisogno dei viandanti: taverna con fontane perenni, dogana per il pagamento del transito, luogo di ristoro e rifornimento merci, officine di fabbri e maniscalchi, luogo di culto e di cura in caso di malattia; Da una iscrizione del passo a Tavernola, della Regia Camera di Foggia d'istituzione Aragonese (1447), si evincono le spese di posta per il transito sui tratturi che fu soppressa nel 1806 durante l'occupazione francese del Regno di Napoli: grana due, per il transito di persona con salma con qualsiasi mercanzia; grana due, per cavallo, mulo, bove che si porta a vendere; carlini cinque, per Centenaro de animali Baccini; carlini tre, per Centenaro di maiali; grana 25, per Centenaro de pecore o castrati e crape; grana uno, per qualsiasi salma di vettovaglia.
  • Foto di Area Sacra del Tempio Italico di Macchia Porcara
  • Foto di Area Sacra del Tempio Italico di Macchia Porcara
  • Foto di Area Sacra del Tempio Italico di Macchia Porcara
  • Foto di Area Sacra del Tempio Italico di Macchia Porcara
Le testimonianze archeologiche rinvenute evidenziano che il suo territorio fu frequentato come via di transito e insediamento stabile a partire dal Neolitico. Le necropoli sannite con tombe a tumulo pertinenti a struttura in pietrame, (VII - IV secaci.). Ubicato in prossimità di una sorgente forse nel luogo di un'area sacra precedente risalente all'Età del Bronzo Medio già con muri di terrazzamento, come attestano strutture e frammenti ceramici riferibili almeno al IV sec. a.C. Il santuario, forse in virtù della sua posizione ai margini di una delle più importanti direttrici di traffico in età preromana, il tratture Pescasseroli-Candela, finì con l'assumere un'importanza tale da essere, intorno alla metà del III sec. a.C., ristrutturato in senso monumentale. L’area Sacra di Macchia Porcara resti del “Tempio Italico” databile per una prima fase al (III - II millennio) a.C., Epoca cui si riferiscono alcuni ritrovamenti archeologici terrecotte figuranti maschere, fibule di bronzo, ex voto riproducenti particolari anatomici, tra cui un utero, balsamini fusiformi e una testa di Minerva con elmo corinzio, poi distrutto durante la guerra annibaliche nel 217 a.C., e da numerosi terremoti. Scoperta di grande importanza archeologica, perché si tratta dell’unico edificio templare di età sannita in Irpinia.
  • Foto di La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo
  • Foto di La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo
  • Foto di La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo
  • Foto di La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo
  • Foto di La croce viaria Giubilare con largario del Tratturo
Posta dinanzi al Convento, per i pastori transumanti, queste emergenze rappresentavano dei veri e propri luoghi di culto ma anche di transazione commerciale, di sosta per le bestie e per ristoro e pernotto dei pastori, commercianti ecc. Gli anziani del paese raccontano che sul largario del Convento, all’epoca in terra battuta, i pastori dopo aver cintato con le reti il piazzale, fermavano il gregge; di solito quelli di medie dimensioni. La sosta era necessaria per provvedere alla mungitura delle bestie e la successiva cagliata del latte. Gli abitanti del luogo, saputi del transito delle mandrie, si recavano sul posto per l’acquisto di ricotta, formaggio, agnelli e altro scambiandoli con altri prodotti, oppure offrendo ospitalità e ristoro. Per la sosta di mandrie di grandi dimensioni era effettuata fuori del Paese alla località S.Spirito presso il riposo del Tratturo, (circa sei ettari demaniali) dove, i pastori fermavano il gregge per il riposo, la mungitura, la cagliata, la conta, la tosatura, rifornimento di acqua ecc., anche per più giorni. Possiamo volendo, far visita alla Biblioteca dei Frati Minori, allestita presso il Convento Francescano, con una considerevole e variegata raccolta, anche di volumi molto antichi
  • Foto di cascata naturale al servizio dei mulini
  • Foto di cascata naturale al servizio dei mulini
  • Foto di cascata naturale al servizio dei mulini
  • Foto di cascata naturale al servizio dei mulini
  • Foto di cascata naturale al servizio dei mulini
Casalbore è conosciuta anche come “ il paese delle cinquanta sorgenti” per i numerosi fonti d’acqua. Pertanto per l’abbondanza d’acqua ha avuto fino agli anni 50 nella Valmiscano il monopolio dei mulini ad acqua per la macina di cereali. Tuttora sono visibili resti di vasche di carica che partendo di sotto la cascata per raggiungere il letto del Fiume Miscano nei pressi della stazione ferroviaria, se ne contano nove; che con lo svuotarsi e ricaricare l’altra vasca sul tragitto del torrente detto del “ Fosso” alimentava detti mulini. Oggi si sta pensando di realizzare un itinerario turistico – la via dei mulini -
  • Foto di Tratturo e fontana
  • Foto di Tratturo e fontana
  • Foto di Tratturo e fontana
  • Foto di Tratturo e fontana
  • Foto di Tratturo e fontana
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
  • Foto di La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini
Ancora oggi la grotta di S. Michele continua a essere meta di pellegrinaggi, in particolare nei giorni dell'8 maggio, data che tradizionalmente ricorda l'apparizione dell'Arcangelo, e del 29 settembre, in ricordo della dedicazione della chiesa. L'enorme sviluppo del culto micelico sul Gargano è indissolubilmente legato alla comparsa nel sud dell’Italia, alla fine del VI secolo, dei Longobardi, che fondarono il Ducato di Benevento, da cui cercarono a più riprese sbocchi al mare, verso il Tirreno e verso l’Adriatico La via sacra dei longobardi (via francigena del sud) Il pellegrinaggio garganico acquista una valenza nazionale con la denominazione longobarda. La Via Sacra dei Longobardi collegava direttamente la capitale longobarda Benevento al Santuario di S. Michele sul Gargano. Molti dei pellegrini raggiungevano la grotta micaelica lungo un itinerario che, dai valichi del Moncenisio e del San Gottardo, raggiungevano Pavia, Piacenza, poi Roma e Benevento. L'itinerario seguiva la Via Traiana verso sud. La via Francigena, denominata così in documenti che vanno dall'XI al XIV secolo con riferimento ai pellegrini longobardi. Provenienti tanto da Pavia che da Benevento. Percorso naturale utilizzato come direttrice viaria per il passaggio da Roma/Brindisi in Terra Santa. (Via calcata da pellegrini ecc) La legenda locale racconta che la grotta venne alla luce a seguito dello sprofondamento di una mucca nel suo interno mentre pascolava. Qui presentiamo una chiesa-grotta dedicata a San Michele esistente nel territorio di Casalbore venuta alla luce nel 1700, in seguito a un evento ritenuto miracoloso in base a una leggenda religiosa locale. Un bel giorno di primavera, una mucca che pascolava in un prato nei pressi della cava di pietra di quel paese cadde in una buca del terreno coperta dall’erba. Il contadino, calatosi subito nella buca, scoprì la grotta e trovò illesa la sua mucca grazie all’intervento miracoloso dell’arcangelo Michele. Questa la leggenda. La nostra ipotesi è che la grotta, rimasta coperta per secoli sotto i materiali di riporto della vicina cava, fosse dedicata al culto di San Michele già da prima della scoperta fortuita del 1700 e risalisse per lo meno al VII o VIII secolo, quando Casalbore sarà diventata con ogni probabilità un luogo di sosta e devozione lungo il percorso della Via Sacra Langobardorum. Casalbore è stata da sempre una importante stazione del tratturo nato in epoche preistoriche a cui è stato dato il nome relativamente recente di “Pescasseroli-Candela"(fonte Museo virtuale delle valli del Miscano e dell'Ufita)
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di Tratturo e fontane della transumanza
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
  • Foto di  Jazzu del Tratturo al rione Parco
– Sempre gli anziani raccontano che era una grande festa quando transitavano “l’abbruzzisi”, così chiamava i pastori in transumanza. Portavano allegria, novità ed economia per il Rione. Effettivamente il rione Parco, era fuori la cinta muraria del Castello dei Caracciolo, in periferia e quindi datosi i passaggi frequenti di gente, animali e merci, sorsero ai lati del Tratturo varie attività principalmente artigianali e di ristoro. Fabbri e maniscalchi, falegnami, carrieri, scalpellini, bottai, sellai, sanzani, varie Taverne, cantine ecc. Al rione esiste tuttora – lu Jazzu – ridimensionato come spazio, nel quale occupava una taverna attrezzata con cantina, ristoro e lo spazio per la sosta di piccoli greggi. Di fronte il maniscalco, dove spesso durante il cammino, cavalli, asini, muli, si staccava o perdevano i ferri dagli zoccoli (foravano le gomme di allora) e dovevano ricorrere dal maniscalco. Poco più avanti ci troviamo tra le fontane della transumanza con lavatoio, dove si poteva attingere acqua per il viaggio o abbeverare gli animali.
  • Foto di belvedere punto panoramico
  • Foto di belvedere punto panoramico
  • Foto di belvedere punto panoramico
  • Foto di belvedere punto panoramico
  • Foto di ruderi mulino ad acqua
  • Foto di ruderi mulino ad acqua

1 comment

  • Foto di Masseria Sant'Elia (eco agriturismo)

    Masseria Sant'Elia (eco agriturismo) 3-mar-2014

    Spettacolare foto del tratturo regio Pescasseroli-Candela nella valle del Miscano imponente in tutta la sua grandezza; 60 passi napoletani, 111 metri, sul tratto Casalbore verso Ariano Irpino. https://it.wikiloc.com/percorsi-outdoor/casalbore-percorso-di-trekking-urbano-con-visita-al-museo-dei-castelli-6180175#wp-6180182/photo-3385511

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