Caricato 9 agosto 2015

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TRAVERSATA ALPINA VENTIMIGLIA-TRIESTE

Meravigliosa cavalcata dal Mar Ligure all’Adriatico, percorrendo l’intero arco Alpino che si è svolta, in 15 tappe, dal 14 agosto al 28 agosto 2005, per circa 1800 chilometri ed oltre 39.000 metri di dislivello. Sono stati attraversati, da ovest ad est, gli stati di Italia, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia scavalcando ventinove passi Alpini. La traversata ha interessato oltre i maggiori passi Alpini, un gran numero di valli e luoghi importanti sia dal punto di vista storico, naturalistico che turistico legando i due grandi giri ciclistici a tappe europei: Tour e Giro.
La cavalcata è stata portata a termine da 8 ciclisti con l'assistenza di tre persone e tre camper.
Sintesi dei valichi alpini superati:
1. Col di Tenda m 1908- Pendenza media 6.1%. Pendenza max 11%. Frequentato fin dai tempi dei romani, assunse importanza strategica nel basso medioevo quando divenne un punto di transito obbligato per raggiungere Nizza. Nel 1536 vi passò Carlo V. Già nel 1792 il Colle di Tenda si presentava come una delle prime carrozzabili che attraversavano un passo alpino. In seguito al Congresso di Vienna, con l’annessione della Liguria al Regno Sabaudo, i Savoia si trovarono a disporre di altre vie alternative e più agevoli per accedere al mare ed a Nizza. Nel 1860 con la cessione di Nizza alla Francia il colle si trovò a passare non solo lungo ma anche attraverso il confine tra i due paesi. Negli anni successivi, a seguito delle mutate relazioni internazionali fra i due paesi, la zona divenne occasione di grandi lavori ingegneristici con la costruzione di fortificazioni lungo le cime. Sede di tappa del giro d’Italia del 2005 con vittoria di Ivan Basso, il Giro fu vinto da Savoldelli.
2. Colle della Lombarda m 2351- Pendenza media 6.95%. Pendenza max rilevata 13%. Salita lunga 21 km. Salita solitaria con carreggiata strettissima soprattutto dopo il bivio per il Santuario di Sant’Anna, il più alto d’Europa.
3. Cime del La Bonette m 2802- E’ il passaggio più alto raggiungibile con una carrozzabile in Europa, il passo è invece ad una quota di 2715 m. I passi più alti sono Iseran m 2770 e Stelvio m 2758. Salita memorabile, si ha la sensazione di salire in cielo. Lunghezza 25.8 km con pendenza media del 6.4 %. Bello ricordare il grande Laurent Fignon che congedandosi dalle gare nel 1993, sulla salita della Bonnette al Tour, sfilò da solo all’ultimo posto per godersi “un momento di tristezza e grazia che nessuno poteva rubarmi”.
4. Col de Vars m 2111- Salita impegnativa fra verdi prati in un ambiente assai meno severo del terribile Izoard al quale viene spesso abbinata nelle tappe del Tour.
5. Col d’Izoard m 2361- Da Guillestre pendenza media 6,9%, pendenze fino al 10%, lunghezza 15,9 km. Teatro di numerose imprese ciclistiche. Famoso per la Casse Deserte, un’infernale sassaia franosa in grado di mettere in ginocchio i più grandi “grimpeurs”; famoso per la stele dedicata a Coppi e Bobet in ricordo delle loro memorabili imprese. Qui si ricorda l’impresa di Gino Bartali nel Tour del 48 che conquistò la maglia gialla, rimontando Bobet e Robic, e la conservò fino a Parigi.
6. Col de Lautaret m 2058- Da Briacon 28 km di salita separano il passo. Salita non molto impegnativa, 5-6% negli ultimi chilometri, che porta all’attacco del Galibier.
7. Col du Galibier m 2646- Dal Lautaret si prende a destra e si sale per 7,5 km in cima al “mostro sacro del Tour”. Pendenza media del 7.8%. Si ricorda dal versante opposto, ben più impegnativo per la lunghezza di 33 km ed un dislivello di 2100 m, l’impresa di Gimondi che nel Tour del 1967 con il 42x20 raggiunse il fuggitivo Jimenez per staccarlo poi in discesa e vincere a Briancon. Sulle stesse rampe, nel Tour del 1998, Pantani attaccò Ulrick e conquistò la maglia gialla che portò fino a Parigi.
8. Col du Telegraphe m 1566- Dal versante di Valloire, da noi percorso, la salita è breve con pendenze non impossibili. Molto lungo ed in salita costante è invece il tratto che sale da Saint Michel de Maurienne, per noi in discesa, che porta a Lanslebourg sotto all’Iseran.
9. Col de l’Iseran m 2770- È il più alto valico stradale in Europa. Lunghezza 32.9 chilometri con un dislivello di 1371 m. Pendenza media 4.2%, pendenza max 11%. La salita vera e propria incomincia a Bonneval , da dove per 13 chilometri non dà più tregua e si presenta con pendenze costanti dell’8% e negli ultimi chilometri attorno al 10%. Da qui la difficoltà maggiore sta nella quota che comincia a farsi sentire rendendo difficoltosa la respirazione per la rarefazione dell’aria.
10. Passo del Piccolo San Bernardo m 2188- Il valico alpino più antico che si conosca; frequentato fin dalla preistoria e dai romani. La strada attuale risale al 1871.
11. Gran San Bernardo m 2473- Sulle orme di Napoleone che nel 1800 transitò con un’armata di 40.000 uomini, valichiamo le Alpi in sella ai nostri cavalli di acciaio percorrendo una delle strade più gloriose. Il passo frequentato già ai tempi dei Celti e dei Romani ha rappresentato per secoli una delle principali porte di comunicazione tra l’Europa del Nord e quella del Sud. Il Gran San Bernardo è stato superato da migliaia di pellegrini e viandanti che hanno sfidato le intemperie ed i rigori di un clima ostico, la temperatura media annua è di -1,6°C, trovando rifugio nell’antico ospizio agostiniano. Valico abbastanza trascurato dal traffico grazie al traforo omonimo che raccoglie il flusso maggiore di traffico. Salita molto lunga, 34,4 km, dislivello 1881 m, pendenza media 5,5%, pendenza max 10%.
12. Passo del Sempione m 2005- Una delle principali vie di transito tra l’Italia e l’Europa Centro-Occidentale, collegando l’Ossola e la Val di Vedro con il Vallese. Sul passo l’Antico Ospizio-Rifugio risalente al periodo napoleonico.
13. Santa Maria Maggiore m 816- Santuario.
14. Passo del San Bernardino m 1662- Antico passo, qui le legioni romane vi passarono per raggiungere l’Elvezia. In cima sorge la Cappella dedicata a San Bernardino da Siena che in seguito alla sua costruzione soppiantò l’antico nome latino di Mons Avium (monte degli uccelli). Nel 1992 fu teatro dell’impresa di Furlan che vinse il Giro di Svizzera davanti a Bugno.
15. Passo dello Spluga m 2115- Punto di passaggio fra le Alpi Lepontine e Retiche, conosciuto fin da epoca romana con il nome di Cuneus Aureus. Assunse importanza dopo la costruzione della strada avvenuta nel 1819/1820 su progetto dell’ing. Donegani, lo stesso cui si deve la strada dello Stelvio. Lo affrontiamo, in una giornata di pioggia e freddo, dal versante più breve per proseguire poi lungo una discesa lunghissima con l’attraversamento di numerose gallerie fino a Chiavenna.
16. Passo Del Maloja m 1815- Il salto finale che porta al passo è veramente duro con un susseguirsi di stretti tornanti che dalla Val Bregaglia porta nell’Alta Engadina passando per S.Moritz.
17. Passo del Bernina m 2323- Sul Passo del Bernina passa la ferrovia che unisce St.Moritz in Svizzera a Poschiavo in Italia, si tratta della più alta ferrovia d’Europa.
18. Forcola di Livigno m 2315- Strada che sale diritta in mezzo agli alpeggi.
19. Passo d’Eira m 2208- Prologo con il Foscagno a sua maestà lo Stelvio.
20. Passo del Foscagno m 2291- Prologo allo Stelvio.
21. Passo dello Stelvio m 2758 m- Il passo più alto in Italia, il secondo d’Europa dopo l’Iseran. La strada progettata dall’ing. Donegani, lo stesso dello Spluga, fu inaugurata nel 1832 dall’Imperatore d’Austria Ferdinando I. Nel 1859 il versante di Bormio passò all’Italia, ma solo dopo la Prima Guerra Mondiale divenne completamente italiano. Nella storia del Giro d’Italia lo Stelvio è stato la “Cima Coppi” (il passo più alto) per eccellenza: la prima volta che fu scalato, nel 1952, fu proprio il campionissimo a transitarvi per primo, guadagnandosi il giro di quell’anno davanti a Koblet. Si ricordano anche le imprese di Hinault nel giro del 1980 che staccò tutti arrivando a Sondrio con quasi 5 minuti di vantaggio sul gruppo. Una salita unica con una scalinata infinita di tornanti che porta sotto i ghiacciai dell’Ortles.
22. Passo del Giovo m 2099- Strada militare con pendenze costanti costruita dal Genio Militare Austriaco nel 1912. Da Merano sono circa 40 km percorribili in parte su ciclabile.
23. Passo Sella m 2244- Gruppo Dolomitico del Sella. Camionabile militare costruita dai prigionieri russi durante la prima guerra mondiale per le esigenze strategiche dell’Impero Austriaco.
24. Passo Pordoi m 2239- Ricordo degli epici tapponi del Giro. Sul Passo il Comune di Canazei ha eretto di recente un monumento in ricordo del campionissimo Fausto Coppi.
25. Passo Falzarego m 2105- Straordinaria via di comunicazione che appartiene alla famosa Grande strada delle Dolomiti che unisce Bolzano al Passo Tre Croci costruita fra il 1900 ed il 1909. Il 13 settembre 1909 venne inaugurata e definita dal francese Faure la strada più bella del mondo.
26. Passo Tre Croci m 1805- Strada che da Cortina sale sotto al Cristallo portando al Lago di Misurina sotto le Tre Cime di Lavaredo.
27. Wurzenpass m 1073- Valico che dall’Austria porta in Slovenia, la salita con le pendenze maggiori affrontate: 20%.
28. Passo Vrsic o Moistrocca m 1611- Si entra nello scrigno delle Giulie cantate da Kugj. Salita ripidissima, 14%, di 24 tornanti pavimentati in cubetti di porfido che conduce sul versante della Val Trenta dove, appena sotto il passo, sorge il fiume Isonzo. Si percorre la Val Trenta fino a Kobarid e si rientra in Italia attraverso il valico di Robic-Stupizza arrivando a Cividale, la capitale del Friuli, fondata da Cesare (50-56 a.C) e che nell’alto medioevo (fine Impero Romano e prima dell’anno 1000) fu sede del Ducato Longobardo.
29. Castelmonte m 618- Monastero fortificato. Già citato nel 1175 fu dedicato dapprima a San Michele e successivamente, nel XII secolo, alla Vergine. È tenuto dai Cappuccini ed è uno dei luoghi di culto più frequentati del Friuli.

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