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375,99 km

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vicino Valenza, Piemonte (Italia)

TRANS ALP PIRENAICA
Il viaggio immenso
Un viaggio in bicicletta dall’Italia alla Spagna valicando le Alpi e lungo i Pirenei unendo il mar Mediterraneo all’oceano Atlantico pedalando fin dove arriva lo sguardo.

1-trans-alp-pirenaica canon 114Questo è il resoconto di un viaggio in bici compiuto nel breve volgere di un mese, dal 1 agosto al 30 agosto 2015, progettato inizialmente dal tentativo di 3 amici di coniugare il periodo di ferie estivo per realizzare un tour ciclo-turistico.



L’idea iniziale prevedeva il trasferimento a Barcellona in nave da Genova per poi effettuare la traversata dei Pirenei dal versante spagnolo seguendo la traccia della TRANS-PIRENAICA, un itinerario molto impegnativo che unisce i due mari in un percorso lungo 980 km di cui 540 su strade sterrate con circa 27000 mt. di dislivello e che fa parte dei grandi Tour cicloturistici d’Europa.
Purtroppo il piano di riuscire a partire insieme è subito abortito per i diversi impegni lavorativi costringendo i miei compagni a desistere.



Nella mia mente però il viaggio aveva già iniziato a prendere forma e il fatto di essere rimasto solo non mi fece desistere anzi, nella mia testa si stava facendo strada un idea folle, fare si la TRANS-PIRENAICA ma partendo da Valenza in bici e soprattutto di tornare dove ero partito.
Una pazzia lunga quasi 4000 km, tempo a disposizione 30 giorni, per giunta in solitaria.



La TRANS-ALP-PIRENAICA inizia così a prendere forma nel dicembre 2014 davanti a cartine stradali di Francia e Spagna, fantasticando su itinerari da percorrere e luoghi da attraversare.
In primavera inizio ad allestire “Acquilante”, il destriero (ronzino) con cui effettuerò il viaggio, un datato ma robusto ed affidabile telaio SPECIALIZED stumpjumper in alluminio M2 per ruote da 26”, allestito con gruppo Shimano SLX 2×10, freni V-brake XTR, forcella rigida in carbonio Campabros ruote da 26 di buona fattura, copertoni Schwalbe HURRICANE da 2,2, tris posteriore di borse della Vaude Karakorum, una borsa manubrio, portapacchi anteriori e posteriori (modelli molto economici) modificati artigianalmente per irrobustirli ed adattarli al lungo viaggio.



2-strade

Mi sono occupato personalmente del montaggio della bicicletta, dal gruppo, trasmissione e freni ai portapacchi, sfruttando l’esperienza di anni di competizioni nelle gare di mountain-bike.

Il perché della scelta di una bici così semplice e datata sta proprio nella sua semplicità, in viaggio gli eventuali guasti devono essere poter riparati in fretta e senza grandi spese, e una bici come questa mi dava la garanzia di trovare eventuali ricambi praticamente ovunque, inoltre essendo il mio un viaggio totalmente auto-finanziato dovevo ottimizzare i costi.
Completavano l’allestimento da viaggio una tenda “igloo” FERRINO a 3 posti, mutuata dai miei viaggi in moto in giro per l’Europa, materassino, sacco a pelo, pentolame e il necessario per poter essere autosufficiente in viaggio per un mese.



Per quanto riguarda la preparazione fisica non ho seguito un particolare programma, anche se ho smesso di gareggiare nel 2007 continuo ad andare in bicicletta con regolarità, ho solo aumentato fin dal mese di gennaio la percorrenza, facendo uscite di 6/7 ore nei weekend sia con la bici da strada che con la mtb.



Nemmeno la pianificazione del percorso da seguire è stata maniacale, sapevo infatti cosa mi avrebbe aspettato sui Pirenei ma per quanto riguarda il trasferimento verso Cadaques ed il ritorno da San Sebastian avrei tracciato la via giorno per giorno in base alle condizioni e alle situazioni che avrei dovuto affrontare.



Contando prima i giorni e poi le ore arriva finalmente la data della partenza.
Il 1° agosto alle ore 06:00 parto per la prima di 29 tappe che mi serviranno per compiere il mio viaggio.
Mi ero prefissato un obiettivo minimo, arrivare a San Sebastian, concludendo così la traversata dei Pirenei, anche se non ho mai contemplato l’idea di non riuscire a chiudere il giro tornando a Valenza, in treno o in bus.



Il viaggio venne suddiviso in 3 fasi.
Prima fase: Valenza – Cadaques (1162 km)
Seconda fase: traversata dei Pirenei dal Faro di Cap Creuss – Cadaques al faro di Higuer -Hondarrabia (1080 km)
Terza fase: Hondarrabia – Valenza (1407 km)



4-1000 COLORILa prima settimana sarebbe stata la prova del 9 per capire fino a dove avrei potuto arrivare e già dalla prima tappa ho cominciato a portarmi il più avanti possibile.
Al termine della prima giornata avevo percorso ben 211 km con 2611 mt di dislivello impiegando 11h e 12 minuti sui pedali, riuscendo ad arrivare a 5 km dal colle della Lombarda in provincia di Cuneo. Alla fine della prima giornata l’umore era alle stelle, ero riuscito ad arrivare dove mi ero prefisso ed in ottima condizione.



L’incognita più grande di questo viaggio non era la singola tappa, ma piuttosto non sapevo come avrebbe reagito il mio corpo dopo la prima settimana e con il passare dei chilometri, un esperienza del tutto nuova per me con quei carichi di lavoro.



Il secondo giorno affrontavo la Bonnette, la strada carrozzabile più alta d’Europa (2802 mt) dove ho impiegato ben 5 ore solo per l’ascesa alla cima dal villaggio francese di Isola.
Tappa durissima e a fine giornata ero veramente provato ma le alpi erano ora alle spalle.
Nei seguenti 4 giorni ho percorso una media giornaliera altissima di ben 166 km che mi ha permesso di arrivare a El Port de Selva già al venerdì, dove ho trascorso il primo giorno di riposo anche se molto attivo.



Il sabato infatti con la bici “leggera” ho raggiunto Cadaques e da li Cap de Creuss, il punto esatto di inizio della Transpirenaica e percorso i primi 25 km di sterrato.
Questo giorno è stato sicuramente uno dei più difficili. Infatti anche se ho percorso solo 52 km prendo fortemente coscienza di quanto sarà dura il proseguo del viaggio.
Calcoli alla mano fino a Cadaques avevo percorso ben 1162 km e salito più di 12000 mt di dislivello in 5 giorni, nei giorni seguenti avrei dovuto percorrere 1080 km metà dei quali in fuori-strada e salire ben 27000 mt di dislivello.

162-trans-alp-pirenaica canon 481

Nella mia mente si faceva strada la convinzione di non farcela a superare i Pirenei con tutto il carico in un tempo ragionevole a permettermi di tornare a Valenza entro la fine del mese.
Malgrado trascorsi tutta la giornata di sabato 8 agosto in preda a paura ed ansia la domenica partivo senza modificare nulla, ne al carico ne al percorso.
Da qui in poi il viaggio prende dei connotati molto diversi, non più un viaggio vacanza ma vera propria impresa fisica e psicologica, ed il tempo a disposizione sarà sempre il mio principale antagonista.



Partito il 9 agosto da El Port de Selva arriverò il 20 agosto a Hondarrabia sull’oceano Atlantico proprio sul confine spagnolo-francese, 11 giorni intensissimi, per fatica, emozioni, paesaggi indimenticabili, tra spazi immensi, in completa solitudine, attraverso villaggi remoti, pascoli, massicci montuosi di una bellezza sconcertante, passando dal gruppo di Pedraforca all’emozionante canyon del monte Perdido, fino ai monti coperti di felci delle terre basche.



Quando da un altura nei pressi di un bunker sui monti vicino a Etxalar scorgo il profilo blu dell’oceano scoppio a piangere come un bimbo pervaso da un mix di soddisfazione e sollievo.
La traversata della Transpirenaica viene data percorribile in 14-16 giorni, io ne ho impiegati solo 11 con il mio Acquilante. Mi rendo conto di aver fatto qualcosa di grande, come ad esempio tappa 16, 141 km, 12h e 25 minuti sui pedali e ben 3990 mt di dislivello, con una bici che tutto compreso pesava ben 40 kg, ben oltre i miei limiti.



Trascorro il mio secondo giorno di riposo tra lo splendido campeggio del faro di Higuer ed un visita alla splendida San Sebastian.
Sono sereno, con la convinzione che la parte difficile sia ormai alle spalle e che la via del ritorno possa essere più facile, non dovrò più affrontare strade sterrate da ora in poi.
In realtà stavo per affrontare la settimana più difficile.



6-1000 EMOZIONISabato 22 agosto inizio il viaggio di rientro la prima di 6 tappe massacranti che mi porteranno Bourg Saint Maurice a soli 29 km dal confine con la val d’Aosta entro giovedi 27 agosto, termine inderogabile per poter essere di ritorno a Valenza entro domenica 30 agosto.



In 6 giorni percorrerò 1106 km portando la media giornaliera oltre i 186 km salendo ben 11436 mt di dislivello, quasi 2000 mt al giorno.
La tappa 27 da Vlillard de Lans a Bourg Saint Maurice risalendo in toto la val d’Isere, sarà un vero calvario, 189 km di cui 140 tra lacrime ed imprecazioni per forti dolori al soprasella, di gran lunga la tappa più difficile.



Nei giorni seguenti la situazione migliorerà sensibilmente aiutato dal fatto di aver capito che ormai ce l’avevo fatta, avevo portato a termine la mia TRANS-ALP- PIRENAICA, il mio viaggio immenso. Alla fine si contavano 3649 km, 52993 mt di dislivello e ben 219 ore in sella in soli 30 giorni.

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