Tempo  9 ore 53 minuti

Coordinate 1185

Caricato 26 agosto 2019

Recorded gennaio 2010

-
-
218 m
57 m
0
25
49
98,88 km

Visto 13 volte, scaricato 0 volte

vicino Sesto Calende, Lombardia (Italia)

Dal Lago Maggiore a Pavia lungo il Ticino e i Navigli Grande e di Bereguardo
Itinerario totalmente pianeggiante, quasi completamente asfaltato e in sede protetta dove transitano solo residenti, mezzi di servizio e agricoli oppure strade secondarie con scarso traffico motorizzato. Il percorso si svolge nel Parco Lombardo della valle del Ticino sulle strade alzaie che seguono i corsi d’acqua: il Ticino e il Canale Industriale prima, il Naviglio Grande e quello di Bereguardo poi. Attraversato il ponte di barche, si prosegue in sponda destra del Ticino raggiungendo Pavia.
Poiché alcuni tratti lungo i canali sono sprovvisti di parapetto e la ciclabile è spesso affollata, si richiede un buon controllo della bicicletta. Le alzaie, come ricorda la segnaletica, non sono piste ciclabili, ma il transito ciclopedonale è consentito nel ripetto dei regolamenti.
Il centro cittadino è costituito dalle case tradizionali che si affacciano sulle vie che scendono verso il Lungoticino. Il monumento più importante è l’Abbazia di San Donato (a 500 mt dal centro) fondata nel X secolo con all’interno importanti affreschi cinquecenteschi. 2 km a valle del paese, sul fiume, si incontra la diga della Miorina che regola il deflusso delle acque dal Lago Maggiore e quindi la portata del Ticino. Nei 12 km da Sesto Calende alle Dighe del Panperduto, l’alzaia segue da vicino il fiume, popolato di cigni e altri uccelli acquatici, che scorre molto lentamente in una stretta valle boscosa. Il percorso si svolge su pista o strada a scarso traffico, salvo 1 km a valle della Centrale di Porto della Torre.
La diga del Panperduto sul Ticino e le opere ad essa collegate vennero inaugurate nel 1884. Qui nasce il canale Villoresi che rende fertile la campagna a nord di Milano fino a Monza. All’inizio del ‘900 venne inaugurato anche il canale Industriale utilizzato tutt’ora per alimentare le centrali idroelettriche. Al Panperduto c’è un interessante Museo delle Acque Italo-Svizzero, giochi d’acqua per bambini ed un Ostello.
Regola l'altezza delle acque del Lago Maggiore
Incile è il punto dove inizia un canale.
Incile è il punto dove inizia un canale.
Le storiche centrali di Vizzola Ticino, Tornavento e Turbigo sono parte del paesaggio. I canali di adduzione e di scarico, i sovrappassi e gli incroci di acque, le chiuse e le conche di navigazione sono spettacolari. A valle della centrale di Tornavento attraversando il ponte sul Canale Industriale e poi a destra quello sul canale di scarico, ci si porta sul Naviglio Grande. Seguendo l’alzaia sterrata per meno di un kilometro, in direzione nord verso il ponte in ferro di Oleggio si arriva all’incile, cioè il punto dal quale il Naviglio deriva le acque dal Ticino. La pochissima acqua che scorre nel Naviglio crea un ambiente a vegetazione naturale nel quale nidificano cigni ed anatre.
A valle della centrale di Tornavento attraversando il ponte sul Canale Industriale e poi a destra quello sul canale di scarico, ci si porta sul Naviglio Grande. Seguendo l’alzaia sterrata per meno di un kilometro, in direzione nord verso il ponte in ferro di Oleggio si arriva all’incile, cioè il punto dal quale il Naviglio deriva le acque dal Ticino. La pochissima acqua che scorre nel Naviglio crea un ambiente a vegetazione naturale nel quale nidificano cigni ed anatre.
A Nosate si entra sull’alzaia del Naviglio Grande (“Pista cicloturistica dei Navigli”) per 25 km fino ad Abbiategrasso. Tranne i primi 2 km di buon sterrato, il percorso è sempre asfaltato, ma in molti tratti privo di protezioni verso il canale. Nell’attraversamento dei paesi alcune centinaia di metri sono a traffico promiscuo.
Le storiche centrali di Vizzola Ticino, Tornavento e Turbigo sono parte del paesaggio. I canali di adduzione e di scarico, i sovrappassi e gli incroci di acque, le chiuse e le conche di navigazione sono spettacolari
Di fronte alla centrale di Turbigo è la nuova conca di navigazione.
In questo tratto del Naviglio Grande si affacciano molte Ville di delizia delle famiglie nobili milanesi. Gli scorci paesaggistici degli antichi ponti e dei paesi sono ancora gli stessi delle stampe sette-ottocentesche. Il Naviglio Grande ha visto, a partire dal XV secolo, ma soprattutto dal ‘600 all’800, la costruzione di moltissime “Ville di Delizia”. Il facile collegamento per via d’acqua con Milano spingeva le nobili famiglie milanesi, proprietarie delle terre, a passare qui i mesi più caldi. A Castelletto di Cuggiono si incontra Villa Clerici, con la grandiosa scalinata barocca che scende sul Naviglio.
Le barche che trasportavano persone e merci scendevano in favore di corrente, ma dovevano essere trainate al ritorno da cavalli e più recentemente (fino agli anni'70) da trattori.
Dalle cave di sabbia e ghiaia tra Bernate e Boffalora è arrivato, trasportato da chiatte fino agli anni ‘70, il materiale edile per costruire Milano. Meritano uno sguardo a Bernate la Canonica seicentesca e il Castello quattrocentesco ed a Boffalora la Grangia Certosina (fondata nel 1396) di cui fa parte il sottopasso porticato vicino al ponte seicentesco.
Dalle cave di sabbia e ghiaia tra Bernate e Boffalora è arrivato, trasportato da chiatte fino agli anni ‘70, il materiale edile per costruire Milano. Meritano uno sguardo a Bernate la Canonica seicentesca e il Castello quattrocentesco ed a Boffalora la Grangia Certosina (fondata nel 1396) di cui fa parte il sottopasso porticato vicino al ponte seicentesco.
In questo tratto del Naviglio Grande si affacciano molte Ville di delizia delle famiglie nobili milanesi. Gli scorci paesaggistici degli antichi ponti e dei paesi sono ancora gli stessi delle stampe sette-ottocentesche. Un particolare addensamento di ville molto belle e in posizioni scenografiche si trova tra Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano. Qui merita addentrarsi perché altri grandiosi palazzi non si affacciano direttamente sul canale, ma sono dentro i paesi. Salvo Palazzo Archinto a Robecco, la maggior parte delle ville sono abitate e gli interni visitabili solo in occasioni particolari.
In questo tratto del Naviglio Grande si affacciano molte Ville di delizia delle famiglie nobili milanesi. Gli scorci paesaggistici degli antichi ponti e dei paesi sono ancora gli stessi delle stampe sette-ottocentesche. Un particolare addensamento di ville molto belle e in posizioni scenografiche si trova tra Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano. Qui merita addentrarsi perché altri grandiosi palazzi non si affacciano direttamente sul canale, ma sono dentro i paesi. Salvo Palazzo Archinto a Robecco, la maggior parte delle ville sono abitate e gli interni visitabili solo in occasioni particolari.
Stazione Trenord a 1 km. Collegata per ferrovia a Milano e situata a circa metà del percorso consente di dividerlo in due tappe. Il centro storico è un quadrilatero delimitato dall’antico fossato con il Castello Visconteo che accoglie il ciclista all’ingresso della città da viale Mazzini. La Piazza Marconi circondata da portici di origine medioevale e la Basilica di Santa Maria Nuova meritano sicuramente di essere visitate. Dal centro, prendendo la via Ticino, in 5 km si raggiungono le rive del fiume. Da Castelletto di Abbiategrasso si segue per 19 km l’alzaia (asfaltata, ma priva di parapetto, dove transitano solo mezzi di servizio), del Naviglio di Bereguardo che irriga le campagne della Bassa Milanese. Queste terre furono bonificate a partire dal XII secolo dai monaci cistercensi che fondarono l’Abbazia di Morimondo, raggiungibile con una breve deviazione.
Nel 1134 i monaci cistercensi francesi provenienti da Morimond, fondarono qui una grande abbazia e diedero avvio alla bonifica delle terre. La basilica del XII-XIII secolo contiene un affresco di Madonna con bambino di Bernardino Luini e un coro intagliato da Francesco Giramo nel 1522, oltre ad una acquasantiera trecentesca. I recenti restauri hanno reso visitabili tutti i locali del complesso abbaziale. Dal sagrato della basilica il panorama sulla valle del Ticino è notevole.
Sul Naviglio di Bereguardo numerose conche (probabilmente leonardesche, ora in abbandono) consentivano di superare i dislivelli. Nei 4 km da Bereguardo al Ticino le merci venivano trasportate su carri. Tra le merci più importanti c’era il sale. Il castello già esistente nel XIV secolo fu trasformato in “Villa di Delizia” a fine ‘400. Il Naviglio di Bereguardo venne scavato dagli Sforza per collegare il Naviglio Grande al basso Ticino e da qui, via Po, per avere una via d’acqua fino all’Adriatico. L’esistenza del ponte di barche sul Ticino è antichissima: fin dal Medioevo è documentato che questo era uno dei pochi punti di attraversamento del Ticino dotato di un ponte mobile.
Da Bereguardo, lasciando sulla destra il bel Castello Visconteo, in 4 km di strada provinciale, si giunge al Ponte di barche sul Ticino (uno dei due rimasti in esercizio in Lombardia) e si passa sulla sponda destra.
Dopo il ponte di barche sul Ticino (uno dei due rimasti in esercizio in Lombardia) e si passa sulla sponda destra. Una buona sterrata di 9 km segue il fiume, allontanandosene presso la Cascina Venara, fino a Zerbolò. Gli ultimi 14 km sono su strade asfaltate a scarso traffico, al limite tra la campagna ed i boschi e in parte sull’argine. Si arriva a Pavia dallo storico Ponte Coperto di Borgo Ticino.
Oltre che per la presenza dell’Ostello, la Cascina è interessante perché vi nidificano una ventina di coppie di Cicogne bianche. E’ questo il risultato di una azione di recupero e reintroduzione svolta negli anni passati dalle associazioni ambientaliste. Le cicogne in volo sono facilmente visibili ed è possibile fare visite guidate. Lungo il fiume si attraversa il tipico bosco planiziale che, prima delle bonifiche iniziate dai cistercensi, ricopriva tutta la valle.
Il Ponte Coperto fu ricostruito dopo i bombardamenti aerei alleati del 1944. Il tetto, come quello dell’originale del 1583, è sostenuto da cento colonne di granito L’antico ponte fortificato trecentesco è raffigurato negli antichi affreschi e ricordato anche da Francesco Petrarca. Borgo Ticino è collegato a Pavia dal Ponte coperto. Case caratteristiche, osterie, casette variopinte, danno alla via lungo il fiume un fascino bohémien. Alcune targhette sugli edifici indicano l’altezza raggiunta dall’acqua durante le numerose ondate di piena.

Commenti

    You can or this trail