Difficoltà tecnica   Facile

Tempo  3 ore 54 minuti

Coordinate 1331

Uploaded 25 aprile 2017

Recorded aprile 2017

-
-
181 m
110 m
0
7,3
15
29,3 km

Visto 527 volte, scaricato 1 volte

vicino Moncucco, Lombardia (Italia)

La memoria dei luoghi di una città medaglia d’oro della Resistenza è un filo sottile che non appare in nessuna carta stradale. Quello che proponiamo è un percorso selezionato in alcuni luoghi di Milano della Resistenza. E’ una opportunità per guardare con occhi nuovi Milano, attraverso gli itinerari della memoria di ieri e le “voci” dei protagonisti di una stagione importante nella quale sono stati gettati i semi della libertà e dalla quale è nata la nostra Carta Costituzionale.

Carcere di San Vittore
Il penitenziario è uno dei luoghi simbolo della sanguinosa oppressione nazifascista e uno dei punti d’origine della tragedia della deportazione.
Dal settembre 1943 fu comandato dal maresciallo Helmuth Klemm, cui succedette il caporalmaggiore Franz Staltmayer, chiamato “la belva” o “il porcaro”. A San Vittore imperversarono anche due criminali italiani: i tenenti Manlio Melli e Dante Colombo, agenti dell’Ufficio Politico Investigativo (UPI), alle dipendenze del maggiore Ferdinando Bossi.
Ma anche all’interno di questo luogo di sofferenza operarono agenti di custodia, come Andrea Schivo che per essersi prodigato per alleviare le sofferenze di detenuti ebrei, verrà deportato nel lager nazista di Flossenburg, da cui non farà ritorno e suore, come Suor Enrichetta Alfieri e altre 11 consorelle che fecero ogni sforzo per rendere meno drammatiche le condizioni di vita dei detenuti. Anche alcuni medici si prodigheranno per venire incontro ai detenuti, come il dottor Gatti che prenderà servizio a San Vittore il 4 aprile 1944.
Fra le migliaia di persone che varcarono il portone del carcere di Via Filangeri vi furono anche personaggi che sarebbero diventati noti, da Mike Buongiorno a Indro Montanelli ma anche Ferruccio Parri e la moglie Ester, Miriam Romanin Guetta, Giuseppe Gaeta e molti molti altri. San Vittore sarà liberato dai partigiani delle Brigate Matteotti il 26 aprile 1945.

Piccolo Teatro
Il palazzo di Via Rovello, ora sede del Piccolo Teatro, era stato trasformato, durante gli anni della Repubblica Sociale Italiana in un luogo di detenzione dove furono praticate torture e delitti da parte dei fascisti della Legione “Ettore Muti” che da Ferruccio Parri vennero definiti “massacratori all’ingrosso”. Le funzioni della Legione Muti avrebbero dovuto essere di carattere militare, ma di fatto divenne una polizia appoggiata e coordinata dai tedeschi
Tra i primi rastrellamenti operati dalla Muti a Milano e in provincia si ricordano quelli nei quartieri di Baggio, Quinto Romano e a Settimo Milanese. Nello stesso edificio Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi fondarono il 14 maggio 1947 il Piccolo Teatro facendone un simbolo della rinascita culturale e della vita democratica di Milano.

Loggia dei Mercanti
Sotto la Loggia dei Mercanti, incisi su una lastra, ma purtroppo scarsamente illuminati, ci sono i nomi dei partigiani, dei deportati politici, degli ebrei mandati a morire nei lager e degli operai protagonisti degli scioperi del marzo 1944.
Qui Le Aquile Randagie, il più famoso gruppo di Scout, clandestino durante il ventennio fascista, tra il 1928 e il 1945, continuarono a incontrarsi, grazie a dei messaggi cifrati lasciati dietro una mattonella della prima colonna della Loggia (che ha conservato lo spirito di cassaforte, perché la pietra si può sfilare). Nei giorni successivi alla Liberazione di Milano, furono esposte nella Loggia, da parte dei familiari, circa 1000 fotografie di Caduti per la Libertà, su provvisori basamenti di legno.
Nel 1953 il Comune di Milano, su proposta del Comitato Onoranze Caduti per la Libertà, presieduto da Antonio Greppi, primo sindaco della Milano liberata, pone sotto la Loggia 19 lastre di bronzo sulle quali vengono incisi i nomi del 1.739 Caduti per la Libertà.

Albergo Regina
Il palazzo dove troviamo attualmente la Bank of China era l’Albergo “Regina e Metropoli”, spazioso e confortevole, ma nei terribili 22 mesi dell’occupazione tedesca viene trasformato nel quartier generale delle SS e della Gestapo, un luogo di tortura per partigiani, oppositori politici ed ebrei. Qui operava il famigerato Otto Koch, chiamato dai suoi collaboratori “il cucinatore di ebrei” da non confondere con Pietro Koch, che invece era di stanza a Villa Triste, altro tragico luogo di sofferenze.
Nella tarda mattinata del 29 Aprile 1945 entrano a Milano le prime avanguardie della V° Armata americana. Le SS sono asserragliate nell’Albergo Regina decise a cedere le armi solo se garantite dalla presenza delle truppe alleate. Il 30 Aprile, protette da mezzi corazzati americani, e sotto le armi puntate dei partigiani, le SS lasciano l’Albergo Regina. Prima di abbandonare l’Albergo, il comandante dei Servizi di Sicurezza Saevecke ordina di distruggere ogni pezzo di carta che potesse documentare i crimini e le responsabilità tedesche, compresi gli ordini emanati relativi all’eccidio di piazzale Loreto.

Il Percorso in sintesi:
1) Carcere di San Vittore in piazza Filangieri
2) Piccolo Teatro di via Rovello
3) Loggia dei Mercanti
4) Ex albergo Regina in via Santa Margherita
5) Ritorno ad Abbiategrasso lungo la Alzaia del Naviglio Grande
  • Foto di Carcere di San Vittore
  • Foto di Loggia dei Mercanti
  • Foto di Loggia dei Mercanti
  • Foto di Albergo Regina
  • Foto di sosta gelato
  • Foto di sosta gelato
WAYPOINT 5
WAYPOINT 6
  • Foto di Stazione Trenord
WAYPOINT 7
WAYPOINT 8
WAYPOINT 9
  • Foto di Milano Porta Genova M2 Trenord
WAYPOINT 10
  • Foto di Piccolo Teatro
WAYPOINT 12
  • Foto di Piazza Castello
  • Foto di Piazza Castello
WAYPOINT 12
  • Foto di Cripta Chiesa di San Sapolcro
  • Foto di Cripta Chiesa di San Sapolcro
WAYPOINT 13
  • Foto di Alzaia Naviglio Grande
WAYPOINT 14

Commenti

    You can or this trail