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Distanza

107 km

Dislivello positivo

235 m

Difficoltà tecnica

Facile

Dislivello negativo

231 m

Altitudine massima

308 m

Trailrank

30

Altitudine minima

176 m

Tipo di percorso

Anello

Coordinate

1175

Caricato

22 ottobre 2017

Navigazione outdoor

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308 m
176 m
107,0 km

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vicino a Bosafarinera, Piemonte (Italia)

Itinerario ad anello TRENO + BICI
Partendo in treno dalla stazione di Santhià si raggiunge Ivrea . Seguendo il lungo Dora si arriva alla presa del Naviglio di Ivrea che nasce dalle acque della Dora Baltea . Si percorre quasi sempre l'alzaia destra del corso d'acqua fino al bivio con Moncrivello. Una breve salita ci porta al borgo di Moncrivello da dove scendiamo per raggiungere Cigliano. Da Cigliano proseguendo sulla provinciale che porta a Tronzano ( SP 11) si incrocia nuovamente il naviglio che riprendiamo questa volta percorrendo l'argine sinistro fino a ritornare a Santhià. Itinerario ricco di paesaggi immersi nel verde e borghi tranquilli e pittoreschi. Nei pressi di Santhià si oltrepassa il nodo idraulico della restituzione dove il Naviglio di Ivrea si arricchische delle acque del Canale Depretis per avere la giusta quantità d'acqua da portare alle risaie del vercellese. Costeggiando sempre l'alzaia destra del naviglio giungiamo a Santhià fiancheggiado sulla sinistra il prezioso complesso della Stazione Idrometrica .
Attenzione: lungo i canali si percorrono strade di servizio su sommità arginale non protette pertanto occorre prestare molta attenzione.
Waypoint

Presa navilotto della Mandria

  • Foto di Presa navilotto della Mandria
Navilotto della Mandria (anche Naviletto della Mandria) Costruito del Settecento, viene derivato dal Naviglio d’Ivrea nei pressi della cascina Boscherina, tra Cigliano e Borgo d’Ale. Realizzato con pendenze minime (che lo costringono a seguire le curve di livello naturali del terreno e quindi a compiere diverse svolte), passa a monte della tenuta Mandria di Santhià, quindi prosegue verso nord-est avvicinandosi all’altopiano del Brianco. Serpeggiando a mezza costa ai bordi dell’altopiano, forma il nodo idraulico denominato “Mulino dei Banditi” (Salussola), quindi svolta verso est e si getta nell’ torrente Elvo. Ma, grazie a un ingegnoso sistema di vasche di contenimento delle acque del torrente, riprende vita dall’altra parte dello stesso, assumendo il nome di Navilotto di San Damiano (o Naviletto di San Damiano), attraversando l’omonima frazione di Carisio e scendendo verso la zona di Formigliana, dove si getta nel torrente Cervo.
Waypoint

Nodo idraulico della ' Restituzione'

  • Foto di Nodo idraulico della ' Restituzione'
  • Foto di Nodo idraulico della ' Restituzione'
  • Foto di Nodo idraulico della ' Restituzione'
Il Nodo della "Restituzione". Il nodo idraulico della “Restituzione”, che si trova nel territorio del Comune di Tronzano, è stato realizzato come opera complementare alla costruzione del Canale Cavour, con lo scopo di modificare la portata d’acqua dei canali in entrata e in uscita: il Naviglio di Ivrea e il Canale di Cigliano, che da qui in poi assume il nome di Canale Depretis. Per quanto riguarda il Naviglio di Ivrea, esso giunge al nodo della Restituzione con dimensioni ridotte, uscendone invece con una portata d’acqua notevolmente maggiore al fine di rimpinguare quella del Canale Cavour, che incontra alcuni chilometri più a est, nei pressi della cascina Naja, nel territorio di San Germano Vercellese. Il Canale di Cigliano, invece, arriva al nodo idraulico con una notevole portata d’acqua ma, attraversato lo stesso, prosegue verso nord-est come Canale Depretis, con una portata ridotta, sufficiente all’irrigazione delle campagne dell’alto santhiatese e all’alimentazione del piccolo canale Vanoni, che sottopassa (con una galleria di oltre un km di lunghezza) il colle di Carisio. Il Canale Depretis, invece, supera in trincea questo colle, per gettarsi nel torrente Elvo poco più a valle.
Sito Patrimonio Mondiale

STAZIONE IDROMETRICA SPERIMENTALE

  • Foto di STAZIONE IDROMETRICA SPERIMENTALE
Rappresenta un manufatto unico in Europa per dimensioni e importanza. La sua costruzione, lungo il Naviglio d’Ivrea, fu motivata dalla necessità di misurare la quantità di acqua destinata ai vari canali e ai fondi agricoli, in modo da evitare liti tra l’ente erogatore e gli utenti. Venne progettata dopo l’entrata in funzione del Canale Cavour e delle sue diramazioni; la realizzazione si protrasse per oltre 25 anni (dal 1885 al 1911). L’elegante palazzina che la ospita rappresenta un esempio di archeologia industriale di inizio Novecento, con influenze liberty. È affiancata da una torretta su tre livelli, con il vano scale. Il complesso, di proprietà del Demanio ( Regione Piemonte), versa in una condizione di totale abbandono come anche ciò che rimane del manufatto in stile liberty industriale del Mulino Ugliengo posto sulla sponda opposta del naviglio
Fiume

Presa Naviglio di Ivrea

  • Foto di Presa Naviglio di Ivrea
Il Naviglio di Ivrea nasce dalle acque della Dora Baltea a Ivrea . Fu fatto costruire nel 1468 dalla duchessa Jolanda di Savoia per collegare la città di Ivrea a quella di Vercelli e per portare l'acqua alle risaie del vercellese.

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