Coordinate 2377

Uploaded 12 novembre 2017

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119,49 km

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vicino Bosafarinera, Piemonte (Italia)

Itinerario ad anello TRENO + BICI
Partendo in treno dalla stazione di Santhià si raggiunge Ivrea . Seguendo il lungo Dora si arriva alla presa del Naviglio di Ivrea che proprio in città nasce dalle acque della Dora Baltea . Si percorre quasi sempre l'alzaia destra del corso d'acqua.
All’altezza di Villareggia/Mazze, il Naviglio scorre parallelo e vicinissimo alla Dora Baltea. Proprio a questa altezza sulla destra si puo ammirare in tutta la sua imponenza la diga sulla Dora con l'elevatore di Villareggia. Si prosegue fino quasi a lambire le acque del Depretis che nasce proprio a quest’altezza dalle acque della Dora Baltea e scorre vicinissimo al Naviglio di Ivrea
Un poco più avanti merita una sosta l’impianto dell’elevatore di Cigliano .
Ci spostiamo per un breve tratto sull’alzaia del canale Depretis per poi raggiungere, percorrendo una breve salita lungo la SP 11 la frazione Rocca dalla quale riprendiamo l’alzaia sinistra del naviglio per poi riportarci sulla destra.
A sud di Cigliano, dopo aver attraversato la SP 11 ci spostiamo sull’alzaia sinistra che percorriamo fino al nodo della Restituzione .
Da li lungo lungo l’alzaia destra arriviamo a Santhià.
Il percorso scorre quasi sempre parallelamente all'alzaia e si presenta ampio e poco accidentato.
Sconsigliato il percorso in autunni inoltrato e in inverno a causa dell'umidità che potrebbe rendere scivoloso e sconnesso.
ATTENZIONE: lungo i canali si percorrono strade di servizio su sommità arginale non protette pertanto occorre prestare molta attenzione.
  • Foto di Diga di Mazzè sulla Dora Baltea
  • Foto di Diga di Mazzè sulla Dora Baltea
Costruita negli anni 1921-1922, e parzialmente ricostruita nel 1928 dopo i gravi danni subiti per effetto di una piena particolarmente gravosa occorsa nel 1924, la diga di Mazzè effettua un vero e proprio sbarramento della Dora Baltea Considerata una delle più imponenti e ingegnose opere di ingegneria idraulica a livello europeo per il sollevamento d’acqua a grandi altezze, la diga si presenta in tutta la sua imponenza e potenza Le due opere stabili sono : la traversa mobile che porta nella parte superiore la struttura di cemento armato che serve da sostegno e manovra delle paratoie e delle tubazioni e l’edificio destinato al controllo delle turbine e degli ingranaggi con la sala dei comandi, le officine di riparazione e gli uffici.
  • Foto di Elevatore Idraulico di Cigliano
  • Foto di Elevatore Idraulico di Cigliano
A valle della Presa del Canale Depretis si trovano l'edificio e le condotte di un importante Elevatore Idraulico (detto "di Cigliano"), che svolge un ruolo fondamentale nell'economia agraria della zona. Nel 1878, per iniziativa di don Evasio Ferraris (già cappellano militare, che nel 1851 era stato nominato viceparroco di Moncrivello), si costituì il consorzio dei proprietari interessati per la costruzione di un impianto d'irrigazione che permettesse l'innalzamento, di almeno 20 metri, di una portata di circa 1.000 litri d'acqua al secondo, prelevati dal Naviglio d'Ivrea, per irrigare aree non ancora servite dalla rete dei canali esistenti. Fra i vari progetti presentati fu scelto quello dell'ingegner Locarni di Vercelli, che prevedeva un sistema piuttosto complesso di prelievo e sollevamento delle acque, sfruttando i tre canali Depretis, del Rotto e Naviglio d'Ivrea. Il progetto che fu realizzato si basa su una stazione di pompaggio più bassa di circa 20 metri rispetto al Naviglio d'Ivrea: le acque qui convogliate da apposita condotta risalgono poi alla stessa quota di partenza per forza naturale (principio dei vasi comunicanti) e sono sospinte ancora più in alto, fino all'altopiano di Cigliano, per opera di due turbine azionate da una portata di 7 metri cubi al secondo del Canale Depretis, transitante in prossimità, ma ad un livello leggermente più alto. Le acque del Depretis vengono poi scaricate nel Canale del Rotto, a livello ancora più basso del Depretis. In tal modo l'innalzamento di 20 metri di parte delle acque del Naviglio di Ivrea avviene sfruttando l'energia idraulica del Canale Depretis e dunque senza utilizzo di energia elettrica! I lavori furono terminati nel 1882. Il costo di realizzazione, di circa 160.000 lire dell'epoca (oltre 500 mila euro attuali) fu sostenuto per intero dai membri del consorzio irriguo. L'amministrazione delle Regie Finanze concesse gratuitamente, con obbligo di restituzione, la portata d'acqua del Canale Depretis, necessaria per la sollevazione delle acque del Naviglio d'Ivrea. Per la derivazione delle acque dal Naviglio d'Ivrea si applicarono invece i prezzi in vigore. L'Elevatore idraulico è un'opera di notevole valenza tecnica, per il periodo in cui fu realizzato, e di fondamentale importanza ancora oggi per l'irrigazione di un comprensorio agricolo di 1.100 ettari (4.000 giornate piemontesi), nei comuni di Cigliano, Moncrivello, Villareggia e Borgo D'Ale, che si trovano a quote altimetriche più alte di qualunque fiume o canale della zona e dunque non potrebbero essere diversamente irrigati.
Navilotto della Mandria (anche Naviletto della Mandria) Costruito del Settecento, viene derivato dal Naviglio d’Ivrea nei pressi della cascina Boscherina, tra Cigliano e Borgo d’Ale. Realizzato con pendenze minime (che lo costringono a seguire le curve di livello naturali del terreno e quindi a compiere diverse svolte), passa a monte della tenuta Mandria di Santhià, quindi prosegue verso nord-est avvicinandosi all’altopiano del Brianco. Serpeggiando a mezza costa ai bordi dell’altopiano, forma il nodo idraulico denominato “Mulino dei Banditi” (Salussola), quindi svolta verso est e si getta nell’Elvo. Ma, grazie a un ingegnoso sistema di vasche di contenimento delle acque del torrente, riprende vita dall’altra parte dello stesso, assumendo il nome di Navilotto di San Damiano (o Naviletto di San Damiano), attraversando l’omonima frazione di Carisio e scendendo verso la zona di Formigliana, dove si getta nel torrente Cervo.

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