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Distanza

38,02 km

Dislivello positivo

29 m

Difficoltà tecnica

Facile

Dislivello negativo

30 m

Altitudine massima

159 m

Trailrank

67

Altitudine minima

106 m

Tipo di percorso

Solo andata

Coordinate

1527

Caricato

17 febbraio 2021

Registrato

febbraio 2021

Navigazione outdoor

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159 m
106 m
38,02 km

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vicino a Abbiategrasso, Lombardia (Italia)

È un percorso ciclabile ad anello di circa 37 chilometri. E’ completamente su asfalto su strade a basso traffico o pista ciclabile, sempre in piano. Il percorso è qui descritto in senso antiorario, ma è percorribile in ambedue i sensi.
Quando in Abbiategrasso e nella valle del Ticino c’è la nebbia, molto spesso questo giro ci porta sopra la nebbia. Corbetta è 20 metri più in alto di Abbiategrasso e questo basta spesso per portarci al sole quando la valle del Ticino (che è 25 metri più in basso di Abbiategrasso) è immersa nella nebbia.Per questo lo chiamiamo Giro sopra la nebbia.E’ un bel percorso nella campagna sempre consigliabile, salvo che in piena estate.

Partiamo da Abbiategrasso Piazza Castello e, attraversato il passaggio a livello, da viale Mazzini, svoltiamo a destra in piazza 25 Aprile, poi via Vespucci, sotto passiamo la Statale, attraversiamo il Naviglio sul ponte di fronte allo stabilimento Mivar, poi a sinistra seguiamo l’alzaia in direzione Milano. Superato Palazzo Stampa attraversiamo il Ponte sul Naviglio, svoltiamo a sinistra risalendo lungo l’alzaia. Attualmente la ciclabile non è stransitabile per lavori, ma l’alzaia è poco trafficata. Superato il sottopasso della ferrovia, una breve deviazione a destra ci porta alla Cascina Santa Maria in Campo.
Continuiamo sull’alzaia, senza svoltare verso Albairate centro, per un kilometro e mezzo fino al successivo bivio a destra. La via dei Mulini (osservare le tre ruote del mulino) ci porta in Albairate. Proseguiamo sempre diritto fino allo sbocco sulla provinciale (via Cavour) e svoltiamo a sinistra in direzione di Corbetta.
All’uscita del paese si attraversa il Canale Scolmatore e si prosegue sulla provinciale.
Si giunge a Cerello ed in piazza si svolta a destra attraversando Battuello e proseguendo fino alla strada per Soriano, a sinistra. Attraversato Soriano si sbuca sulla circonvallazione di Corbetta, si svolta a destra su viale Europa, poi all’incrocio del cimitero svolta a sinistra in via IV Novembre verso il centro. Nella piazza della chiesa si affaccia la villa Borri Manzoli
Attraversata la piazza in direzione nord si attraversa il paese fino alla piazza Beretta, di fronte all’ex Consorzio Agrario. Qui si svolta a sinistra in una viuzza (via Giotto, ciclabile) che era il percorso del Gamba de Legn’, proseguendo poi a destra su via Roma dove la ciclabile prosegue sul marciapiede (!!).
In fondo a via Roma la ciclabile svolta a destra in via Sant’Ambrogio, poi la prima a sinistra in Via Volta. Sempre diritto, al semaforo si attraversa la Statale e si prosegue diritto fino in fondo dove si svolta a sinistra (via Fausto Coppi) poi a destra sulla via Cadorna dove, sul lato opposto, c’è una ciclabile che prosegue verso la stazione ferroviaria. Per attraversare la ferrovia bisogna percorrere il marciapiede ciclabile di sinistra che nel sottopasso ci fa evitare la sede stradale.
Sbucati in Santo Stefano sulla via Dante la si percorre in direzione nord. A metà, sulla destra ci colpisce la piazza Aldo Moro, monumentale con bronzi di un toro con corno spezzato e grandi bassorilievi. Purtroppo nessuna spiegazione del significato …
La via Dante dopo il semaforo cambia in via Piave e la si percorre tutta sempre diritto e 100 metri dopo essere sbucati sulla strada trafficata si svolta a sinistra su via Leopardi. E’ questa una stradina ciclabile che prosegue tra i campi fino alla ciclabile lungo la ferrovia ad Alta Velocità. La si segue in direzione ovest per circa 6 km fino all’ingresso di Boffalora Ticino. Qui la ciclabile Alta Velocità gira a destra verso Bernate, ma noi svoltiamo a sinistra verso il centro e seguiamo via Garibaldi che diventa via Trezzi e sbuca al ponte di Boffalora.
Da qui prendiamo l’alzaia Naviglio Grande fino a Ponte Vecchio, prendendo il ponte di fronte a Villa Castiglioni.
Attraversiamo il ponte sul Naviglio e, invece di prendere nuovamente l’alzaia, proseguiamo 150 metri su via Valle e svoltiamo a sinistra in via Brocca per raggiungere Carpenzago, che attraversiamo per svoltare a destra in direzione di Casterno. Arrivati all’altezza della chiesa svoltiamo a destra sulla via della Valle. Giunti al bivio teniamo la sinistra e risaliamo leggermente verso Cascinazza che attraversiamo proseguendo sempre diritto fino a sbucare ad Abbiategrasso in via Novara.
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Piazza Castello

  • Foto di Piazza Castello
Piazza Castello
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Cascina Santa Maria

  • Foto di Cascina Santa Maria
  • Foto di Cascina Santa Maria
La Cascina si trova nel comune di Albairate a poche centinaia di metri della pista ciclabile del Naviglio Grande . Risalente al 1200 circa, al suo interno vi troviamo, ancora ben visibile nella cappella interna alla corte, un affresco del ‘300, dedicato a Santa Maria in Campo, da cui prende il nome la cascina, un mulino in pietra, una fonte di acqua potabile e varie strutture produttive. Antico insediamento rurale fu sede, su concessione dell’Arcivescovo di Milano, di un convento appartenente alla confraternita degli Umiliati, ordine religioso lombardo del XIII/XVI secolo e di un opificio per la lavorazione della lana. La proprietà passò in seguito ai Boveri, su concessione feudale di Galeazzo Maria Sforza e nel 1558 passò a don Francesco Ressina di Milano. Le mappe del catasto teresiano del 1722 riportano l’insediamento agricolo con impianto molto simile all’attuale, anche se costituito da edifici disposti a formare due cortili chiusi da cortina continua. Gli interventi successivi hanno eliminato l’ala sud del cortile grande e l’ala est del cortile minore, staccando pertanto gli edifici. Alcuni corpi di fabbrica sono stati completamente rifatti pur mantenendo il carattere di antica cascina, cinta su due lati dal corso della roggia Visconti e delimitata da rade alberature. La cascina si dedica principalmente alla produzione agricola e all'allevamento. E' possibile acquistare prodotti freschi come latte, miele, formaggi e gelati.
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Cinque Mulini

  • Foto di Cinque Mulini
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Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro

  • Foto di Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro
  • Foto di Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro
  • Foto di Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro
  • Foto di Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro
  • Foto di Santo Stefano Ticino, piazza Aldo Moro
In Santo Stefano Ticino in via Dante a metà, sulla destra ci colpisce la piazza Aldo Moro, monumentale con bronzi di un toro con corno spezzato e grandi bassorilievi. Purtroppo nessuna spiegazione del significato …
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Villa Castiglioni, Ponte Vecchio

  • Foto di Villa Castiglioni, Ponte Vecchio
  • Foto di Villa Castiglioni, Ponte Vecchio
n posizione strategica, di fronte al ponte che collega le due sponde del Naviglio nella frazione di Ponte Vecchio, venne eretto nel primo Seicento il palazzo che oggi prende il nome di Villa Castiglioni. L’edificio, costruito su terreni di proprietà della famiglia Crivelli, risale nelle sue forme attuali alla seconda metà del XVII secolo, ma non è da escludere che la costruzione inglobi nella sua struttura alcune porzioni di edifici più antichi. Fu probabilmente l’arcivescovo di Milano Cesare Monti a dare avvio alla costruzione del complesso come lo vediamo oggi, con la villa, la corte nobile, il giardino e i due cortili con fabbricati rustici che fanno del luogo un perfetto esempio delle cosiddette “ville di delizia” tradizionalmente edificate sui Navigli dalle famiglie nobili milanesi. La struttura, che doveva fungere da residenza estiva per la curia milanese, non era però particolarmente apprezzata a causa del continuo passaggio di truppe, determinato dalla posizione troppo vicina a un luogo militarmente strategico quale appunto il ponte sul Naviglio. Nel 1753, dopo alcune compravendite, la proprietà venne dunque venduta alla famiglia Clerichetti, che si dice ospitò lo stesso Napoleone III durante lo svolgimento della Battaglia di Magenta, e successivamente ceduta ai Castiglioni. Nell’ultimo secolo la Villa conobbe un lento declino fino a quando, nel 1982, il complesso fu acquistato dal comune di Magenta e concesso in comodato d’uso all’Ente Parco del Ticino che ne ha fatto la propria sede, dopo alcune importanti opere di ristrutturazione.
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Canale Scolmatore

  • Foto di Canale Scolmatore
  • Foto di Canale Scolmatore
Il Canale scolmatore di nord-ovest (CSNO) è il fulcro del sistema di protezione dell’abitato di Milano e dei Comuni della cintura nord milanese dalle acque di piena provenienti dai corsi d’acqua correnti con direzione nord-sud. Il CSNO è stato realizzato a partire dalla metà degli anni ‘50 e completato, almeno in un primo assetto funzionale, nel 1980. Ha una lunghezza di circa 34 chilometri e si estende dal torrente Seveso, in località Palazzolo, fino al fiume Ticino. Il ramo Seveso, 14 km, si estende dall’opera di presa sul Seveso fino al nodo idraulico di Vighignolo e tra Paderno Dugnano e Vighignolo riceve gli scarichi del torrente Seveso, dei corsi d’acqua delle Groane (torrenti Garbogera, Pudiga, Nirone, Guisa) e del torrente Lura. Riceve inoltre le acque del fiume Olona, in quanto, in corrispondenza del nodo di Vighignolo, interseca il ramo Olona, che scarica parte delle acque del fiume Olona. Il canale Deviatore Olona, che ha origine proprio nel nodo di Vighignolo ed è stato progettato per convogliare nel Lambro Meridionale parte delle portate di piena scolmate dall'Olona e dal CSNO. A seguito dell'estesa urbanizzazione in particolare il bacino Lambro-Olona, il sistema di difesa idraulica si è mostrato ancora ampiamente insufficiente, con esondazioni e danni ad immobili e attività produttive.
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Campagna tra Albairate e Cerello

  • Foto di Campagna tra Albairate e Cerello
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Corbetta

  • Foto di Corbetta
  • Foto di Corbetta
  • Foto di Corbetta
Villa Borri-Manzoli si presenta a nord con una facciata in mattoni a vista: su questo lato spiccano il maestoso porticato e un'ampia loggia sovrastante. La facciata esposta a sud, verso il giardino, presenta invece uno stile neoclassico risalente ai primi anni dell'ottocento. La villa, risalente alla fine XVII secolo, appartiene alla famiglia Borri-Manzoli presente in Corbetta fin dal 1200. La nobile famiglia Borri, come prima presenza nel territorio di Corbetta, si riconduce tradizionalmente a San Mona: vissuto a cavallo tra il II e il III secolo, fu vescovo di Milano e fondatore della prima chiesa di Corbetta. In tempi più recenti, i Borri furono tra i protagonisti della scena Milanese: all'epoca delle lotte tra Torriani e Visconti, a partire dal XIII secolo, i Borri si schierarono con questi ultimi. La fortuna di questa nobile famiglia toccò l'apice con Squarcino Borri che diede in sposa la figlia Bonacossa a Matteo I Visconti, Signore di Milano. Prime tracce di una “casa da nobile” si ritrovano fin dal '500, ma il corpo principale dell'attuale Villa risale alla fine del XVII secolo. All'inizio del XIX secolo avvenne una rivoluzione nella proprietà: il 4 novembre 1810 la contessina Alda Borri sposò il nobile Giovanni Manzoli, ufficiale napoleonico, portandogli in dote la casa con le proprietà edili ed agricole circostanti. A questo evento si può collegare un'importante ristrutturazione che ha trasformato la facciata sud in stile neoclassico. Sempre a questa epoca si deve l'attuale aspetto dei saloni.
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Ciclabile ferrovia Alta Velocità

  • Foto di Ciclabile ferrovia Alta Velocità
  • Foto di Ciclabile ferrovia Alta Velocità
  • Foto di Ciclabile ferrovia Alta Velocità
  • Foto di Ciclabile ferrovia Alta Velocità
Lungo la ferrovia Alta Velocità è stata realizzata una bella ciclabile con collegamento ai paesi.
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Casterno

  • Foto di Casterno
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La campagna a Casterno (comune di Robecco sul Naviglio)
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Il Gamba de Legn'

  • Foto di Il Gamba de Legn'
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Il Gamba de Legn' La storia del Gamba de Legn' inizia il 9 settembre 1878, con l'atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso. Il capolinea milanese fu situato inizialmente nell'odierna piazza Baracca. Nel 1954 le corse furono ridotte a 5 per Magenta, solo nelle ore di punta, con il servizio sostitutivo di autobus e con la chiusura del ramo per Càstano avvenuta nel 1952. Il destino del tram a vapore era segnato: gli abitanti delle zone attraversate dal Gamba de Legn' si opposero all'elettrificazione della linea, il servizio fu limitato a Corbetta, poi a Vittuone e, il 30 agosto 1957 soppresso completamente per essere sostituito da autobus articolati. La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in: - 15 km/h in campagna - 10 km/h entro i confini di Milano - 5 km/h in caso di nebbia il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con fischietto "che avvertisse del pericolo imminente”.

Commenti

    Puoi o a questo percorso