• Foto di 7) Vukovar - Novi Sad 21-GIU-14
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Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  6 ore 2 minuti

Coordinate 1830

Uploaded 21 ottobre 2014

Recorded giugno 2014

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148 m
84 m
0
21
43
85,45 km

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vicino Vukovar, Vukovarsko-Srijemska (Hrvatska)

Questa mattina a Vukovar, foto con Nikolay e con sua moglie che ci hanno ospitati e che ci hanno dato due sacchettini con le loro albicocche; poi visitato memoriale delle vittime della guerra, appena fuori Vukovar. Semplice ma intensa atmosfera, dovuta ad una realizzazione ordinata e simbolica molto efficace. Forse anche perché siamo pieni di immagini di repertorio e di notizie, ma questi posti ci danno un certo peso durante il viaggio. Strada di campagna, vari tir che la percorrono ma nessun pericolo per noi, vento ma non troppo fastidioso, pioggerellina ma non ci impensierisce. Passato senza problemi la frontiera croato-serba. Gli ultimi 15/18 km di pista lungo il Danubio ci hanno fatto giungere a Novi Sad, altra città con recente passato tragico ma risistemata abbastanza bene, con il centro tutto restaurato. Incontrato ciclista serbo che parla solo serbo e che ci ha accompagnati all'imbocco della pista lungo il Danubio difficile da rintracciare. Lui ci precede in città e noi continuiamo soli. Giunti a Novi Sad siamo seduti su una panchina della piazza centralissima a valutare quale albergo è più adatto a noi. Chiediamo e ci suggeriscono di non andare nell'hotel interno alla fortezza di Petrovaradin, in quanto meraviglioso ma troppo caro. Propendiamo per l'hotel Vojvodnia che si trova proprio ad un passo da noi. E' vecchio come il socialismo che l'ha creato, via via risistemato, pretenzioso nella hall ma ancora con un puzzino di rancido. Corridoi lunghissimi ma e' buono comunque, con una efficiente receptionist, garbata e disponibile per le biciclette, che vengono chiuse in piazzetta dentro una vecchia edicola di non so cosa. Loro dicono che sono al sicuro, Boh!! Camera rosa prugna ben messa e grande, con vista sulla piazza centrale. Tappa, questa, che si è risolta alle 13:00 senza problemi. Guarderemo da fuori la fortezza di Petrovaradin che è aldilà del fiume una ventina di minuti dal centro. Ceniamo all'”Astal Saren, Mite Ruzica 4 di Novi Sad. Locale suggerito da Miky, un serbo che ha lavorato in passato con altre importanti ditte di abbigliamento italiane. Tipo molto navigato da conoscere molto mondo, dotato di ottima parlantina italiana e che ha avuto modo di fare i suoi guadagni in Italia e in Serbia e che, dopo l'ultima guerra balcanica, si è spostato dalla Croazia dove risiedeva a Novi Sad dove da tempo gestisce l'ottimo ostello "SOVA" di sua proprietà in attesa che suo figlio si decida di prendere il suo posto e lasciarlo, alla sua età, viaggiare e non pensare ad altro. Cortesemente ci indica un ristorante dove mangiare piatti tipici e ci salutiamo. Mangiamo un piatto dal nome irripetibile con fagioli e salsicce arrostite servite con patate lesse tagliate a fette e rimesse alla piastra come fosse polenta. Mangiamo pure formaggi Kaimak e Urnebes. Chiediamo notizie sulla tappa di domani ma non riceviamo convincenti risposte.

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