• Foto di 3) Novo Mesto-Ivanic Grad  17-GIU-14
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Difficoltà tecnica   Impegnativo

Tempo  11 ore 49 minuti

Coordinate 4767

Uploaded 20 ottobre 2014

Recorded giugno 2014

-
-
200 m
101 m
0
35
70
139,08 km

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vicino Novo Mesto, Novo Mesto (Slovenija)

Partiti da Novo Mesto alle 8:30 con i rifornimenti appena fatti. Pioggerellina quasi subito per 3-4 ore abbondanti. Sulle gambe nessun fastidio per la pioggia, il busto ben coperto da K-Way che ha un'ottima tenuta. Altra bella tappa, a parte l'aggiramento di Zagabria, dove perdo pure un panino in mezzo ad una rotatoria trafficata. Boschi attraversati da bellissime stradine poco transitate e molta campagna da apparire abbandonata, se non fosse per qualche nuova casetta. Nei piccoli centri belle case tipiche, realizzate con assi di legno spesse più di 6 cm., incastrate in testa a coda di rondine e con modanature alle finestre decorate a bassorilievo, alcune delle quali bellissime. Per lunghi tratti sembra di essere nel film "L'albero degli zoccoli". Il massimo della meraviglia è stata l'atmosfera lungo il secondo fiume costeggiato ed attraversato oggi, la Sava, dove un "Caronte", come lo chiamano i nostri Rigatti, Rumiz ed Altan, attende i veicoli e le persone per traghettarli dall'altra parte dove poi proseguiranno il viaggio sulla sponda opposta. Senza questa chiatta di ferro, occorrerebbero molti chilometri di strada per raggiungere la meta che è Ivanic Grad. Il tipo suddetto è un povero uomo che dorme nella garitta della chiatta, e il tutto mette addosso una desolazione totale mista a meraviglia e fascino, per l'atmosfera d'altri tempi in cui siamo piombati di colpo. La chiatta non è a motore ma, essendo attaccata ad un cavo d'acciaio tirato tra la due sponde una trentina di metri più a monte, sfrutta la corrente contraria per "traghettare", detto in termine canoistico, e passare da una sponda all'altra. Meraviglioso attimo, dopo il quale la strada prosegue tra villaggetti semiabbandonati con di tanto in tanto cicogne appollaiate sui pali e camini, grossi rapaci, cigni che sguazzano lungo le rive di fiumi e laghetti e tutti gli animali della fattoria che ti scorrono davanti. Chilometri tanti, forse troppi. Ci rendiamo conto che "i nostri" hanno pedalato davvero forte, ma pure noi ci difendiamo bene, sperando di non dover pagare il conto poi. Arriviamo tardi, ore 18:45, ad Ivanic Grad, poco più di un paese, con industrie e pompe di estrazione petrolifera, dotata di pochissimi alberghi. Si è quindi costretti a scegliere il più prossimo a dove capitiamo, sia per la stanchezza che per l'ora tarda. Oggi ci tocca un 4 stelle, borioso e pieno di saune, massaggi, tennis e palestre e di più per l'uso dei facoltosi dei dintorni. Trattiamo il costo che da 95 scende a 70 euro, con colazione e ricovero bici dentro la stanza server, pure al fresco, mentre all'inizio volevano farcele lasciare fuori (pazzi!). Ci invogliano a stare e quindi ci ritroviamo in una stanza con tre letti, bagno lussuosissimo, bar, poltrone, specchi a non finire e via dicendo. Cena al "Garfield", dove con molti salamelecchi ci servono zuppa e trote con verdure al cartoccio e tre Karlovacko per 11 euro cada.

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