Tempo  11 ore 54 minuti

Coordinate 1477

Uploaded 12 marzo 2017

Recorded marzo 2017

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2.173 m
1.529 m
0
3,9
7,8
15,61 km

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vicino Sorgenti di Frido, Basilicata (Italia)

nota percorso: Via Piccolo Dente del Gigante, 400 m, AD, 60°, II+ (passaggi su roccia molto friabile, che rende il posizionamento di protezioni mobili molto difficile; dove possibile sfruttare i pini loricati lungo la via.)

Come su quasi tutte le vie del versante Est della Serra, dare attenzione a frequente scariche di pezzi di ghiaccio e di roccette.

Nota condizioni: Salita intrapresa con condizioni molto favorevoli. Neve ben trasformata sin dall'attacco del canale, con brevi passaggi su ghiaccio e neve alquanto granulosa e bagnata ma stabile. Passaggio chiave scoperto con roccia marcia.

punto di partenza / d'arrivo: poco ortodosso, ma molto panoramico e ben fattibile in 3 ore di camminata - Colle d'Impiso

Avvicinamento: Da Colle d'Impiso prendere il sentiero per i Piani del Pollino. Attraversare i piani in direzione del Passo delle Ciavolo (situato sul dorsale che collega la cresta nord del Dolcedorme con la cresta sudovest di Serra delle Ciavole). Scendere per il Piano di Acquafredda. Attraversato il piano, piegare a sinistra, trapassare una depressione e risalire per l'ultima contrafforte della cresta sudest delle Ciavole. Dalla cresta scendere (sempre in foresta) diagonalmente in direzione nordovest fino a raggiungere un largo cono detritico con evidenti tracce di slavina. (3-4 ore, dipende dalla quantità e dalla consistenza della neve incontrata in foresta)

Salita: Dal cono detritico si aprono due canali ben evidenti. Sulla sinistra si sale per il Canale Meridionale e le sue variante d'uscita. Quindi, per la via del Piccolo Dente del Gigante, prendere quello sulla destra. La prima parte presenta una salita facile, con pendenze tra 40°- 50°. Tenersi preferibilmente sul lato destro del canale stesso il quale descrive un leggero semicerchio. Passato una fascia rocciosa, sempre sulla destra del canale, si raggiunge la prima di una serie di crestine. Seguire la crestina (40°) fino alla parete soprastante, rientrare nel canale, ora più ripido (≥ 55°), e salire dritto, verso una strettoia, oppure traversare il canale verso sinistra e puntare su un piccolo pino Loricato sotto la parete verticale. Qui la scelta è dettato dall'innevamento. Se scoperti, entrambi le varianti passano per roccia marcia e necessitano massima attenzione. Superato la strettoia le pendenze aumentano, a tratti fino a 65°, e si raggiunge un ampio anfiteatro con crestine su entrambi i lati. Spostarsi a destra e salire sulla crestina dov'è possibile sostare su un giovane pino loricato (sotto la formazione rocciosa che dà nome alla via). Da questo punto bisogna scendere per circa 10 m nel canale adiacente e traversare questo prima di salire verso l'uscita. (Attenzione: questa traversa è difficile da proteggere e alla uscita non si trovano rocce solide o alberi per sostare.) Una volta uscito dal canale si procede dritto in direzione della cresta sommitale su pendenze intorno ai 40-45°. Raggiunto la cresta mancano meno di 15 minuti fino in vetta (2.130 m).

Discesa: Possibile discesa per la cresta Nord delle Ciavole, in direzione Grande Porta del Pollino, o liberamente verso l'ampia Piana di Pollino e poi per il Piano di Toscano.

nota attrezzatura - obbligatoria: casco (!!), ramponi, 2 piccozze, corda singola o due mezze corde (min. 60 m), cordini, fettucce; consigliata: qualche chiodo da roccia)

ulteriori informazioni: "Guida dei monti d'Italia - Appennino meridionale", autore: Luigi Ferranti; "Sud verticale", autore: Guido Gravame

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  • Foto di Piano di Vacquarro alto
Piano di Vacquarro alto
  • Foto di Piano di Acquafredda
Piano di Acquafredda

3 commenti

  • Foto di pollinofantastico

    pollinofantastico 4-apr-2017

    Complimentoni.Via splendida e ambiente severo

  • Foto di Carlo Gesualdo

    Carlo Gesualdo 5-apr-2017

    Grazie. Con le condizioni giuste è davvero un piacere. Ma la roccia è pessima e i passaggi scoperti richiedono molto attenzione ... e anche un po' di fegato. Nei punti dove bisogna traversare il pendolo è sempre una minaccia, innanzitutto salendo senza chiodi. Poi, in verticale, a tratti non resta che usare il kevlar intorno a spuntone ... e non cambiare più direzione. :D - Ho letto il racconto della vostra salita di 2 anni fa. Non voglio immaginare qualche tratto particolare privo di neve dura.

  • Foto di pollinofantastico

    pollinofantastico 5-apr-2017

    quel traverso per raggiungere il loricato non l'ho fatto.Mi ha salvato il ginepro abbarbicato in parete a sx del passaggio chiave che era completamente scoperto.Si purtroppo la roccia e' davvero pessima.Va presa al momento giusto.

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