Tempo  3 ore 9 minuti

Coordinate 366

Uploaded 26 gennaio 2017

Recorded gennaio 2017

-
-
754 m
356 m
0
1,9
3,8
7,57 km

Visto 612 volte, scaricato 3 volte

vicino Gaina, Lombardia (Italia)

Dopo il girone di ieri al M. Carone, oggi ci rimettiamo in viaggio per questo giretto di mezza giornata alle Cascate di Gaina, un posto a pochi chilometri da casa dove già un paio di anni fa ci feci un giro senza fare la via attrezzata, ora, è giunto il momento di scoprire questa interessante via.

Sono le 10 e siamo a Gaina, il sole è già bello caldo e ci incamminiamo verso le cascate seguendo le chiare indicazioni; pian piano che ci portiamo verso la forra la temperatura cala in maniera drastica e una volta messo piede nella via attrezzata scopriamo che il torrente è completamente ghiacciato. Osti…

Fatti pochi passi si incontra una scala, piuttosto verticale ma assicurata, poi si segue per logica tutto il torrente (d’altronde è una forra), attraversando da una parte all’altra il torrente stesso stando attenti al ghiaccio, ma si va avanti, a volte con un po di circospezione vista l’attenzione che bisogna metterci.

Spesso ci sono grandi pozze, che sarebbero un vero idillio d’estate, ma ora non sarebbe una bella idea buttarci dentro gambe e piedi, e così nei punti più “particolari” una catena ci viene sempre in aiuto, facendoci passare oltre senza grandi drammi, finché poi l’ennesima grande pozza con cascata ghiacciata ci chiude la strada, ad una prima occhiata non si trova la continuazione ma poi dopo un primo momento di interrogazione notiamo proprio davanti ai nostri occhi la catena che aiuta a superare una balza rocciosa.

Qua troviamo un po di ghiaccio tra un passo e l’altro, ma un po la catena che aiuta e un po perché son proprio quattro volteggi, superare questo ostacolo risulta più facile del previsto, ovvio, con la roccia asciutta sarebbe stato tutto più bello perché arrampicabile, ma va bene così.
La prosecuzione è ancora piuttosto lineare e ricalca un po la falsariga di ciò che abbiamo fatto, cioè si attraversa il torrente in continuazione, finché un'altra scala di una decina di metri ben appoggiata risale un costoncino roccioso, si piega verso la cascata ghiacciata, e dopo qualche metro si incontra un infido passaggio; il torrente ghiacciato va attraversato, lo stesso torrente che ne alimenta la cascata, scivolare qua vorrebbe dire prendere velocità e fare un bel saltino di una decina di metri, senza fare troppo lo “sborone” prendo la comoda fettuccia, la faccio passare nella cintura per poi agganciarla ad un provvidenziale cordino, a questo punto l’attraversamento si fa senza patemi d’animo.

Oramai siamo alla fine del tratto attrezzato anche se io intravedo la possibilità di fare un ulteriore ravano nella forra, ma con il ghiaccio e senza catene tutto sembra più complicato e allora si torna a più miti consigli.

Ora la bollatura bianco/rosa ci porta sulla sterrata che ritorna a Gaina, ma vista l’ora, poco più delle 11, di ritornare all’auto proprio non se ne parla, e così propongo a Rosa un prolungamento del giro, alla ricerca del M. Cimarone, proposta accettata con riserva ma si va.

In questo boschetto le tracce sono molteplici, passaggi che probabilmente solo i locals conoscono, e così andiamo ad istinto, fidandoci nel nostro senso dell’orientamento; dopo aver scavalcato un cancello di una proprietà privata, roba in stile evasione, passiamo prima da una cascina (Zoadello Basso) per poi prendere una traccia che risale verso est un bosco decisamente infestato da rami, seguiamo delle tracce nella neve, ed ad un certo punto incrociamo il 3V, cosa che non mi sarei aspettato.

Sui due piedi rimango basito, non sapevo che il 3V passasse di qua, ma dovendo decidere in tempo zero sul da farsi entro in modalità “ravano brutal”, puntando dritto verso un dosso con Rosa che mi sta alle calcagna, ancorché dubbiosa e preoccupata per l’ennesima “svalvolata”da me intrapresa, giunti con fatica nei pressi di un roccolo istintivamente abbiamo puntato verso l’alto, la dove filtravano i raggi di sole, giunti sulla colma mi sono accorto di essere totalmente fuori zona rispetto al Cimarone.
Quotata la cimetta, ci siamo buttati ancora nella radura, ci siamo abbassati un po di quota finché non abbiamo ri-intercettato il 3V, volgendo verso sinistra siamo arrivati abbastanza agevolmente nei pressi di una signora casetta appena ristrutturata; per logica abbiamo preso una traccia che puntava verso l’alto e tempo qualche minuto siamo giunti sul misterioso Cimarone, quattro arbusti e niente più.

Ora ci aspetta la discesa, una discesa a tratti malagevole, finché non intercettiamo la sterrata “alta” che porta a Gaina, a questo punto la velocità si trasforma in modalità “fame da bestia” e una volta giunti nel bel borgo, l’orario è quello giusto per buttare le ginocchia sotto il tavolo… ma guarda un po, c’è l’Antica trattoria Gaina, che dici Rosa?

Ancora con gli scarponi ai piedi ci siamo fatti coraggio e dopo il fatidico “apriti sesamo” siamo entrati nel locale, che subito notiamo essere di un certo livello, preoccupato per il mio bancomat abbiamo preso posto tra i vari commensali vestiti in tutt’altra maniera. Totale, bello il posto e ottimo il cibo, con una cifra abbastanza accettabile ci siamo svangati anche il pranzo domenicale. That’s all Folks!



Nota 1): Questo è un giro veramente carino, abbordabile in un paio di comode orette se si evitano ravanate a muzzo, la ferrata/attrezzata è assolutamente facile, fermo restando consigliare la classica prudenza. Noi con le deviazioni abbiamo fatto 550/600 mt di dislivello e 3h di cammino.
  • Foto di Gaina
  • Foto di Gaina
  • Foto di Gaina
  • Foto di Gaina
  • Foto di Gaina
  • Foto di Gaina
  • Foto di Cascina Termini
  • Foto di Cascina Termini
  • Foto di Cascina Termini
  • Foto di Cascina Termini
  • Foto di Cascina Termini
  • Foto di Cascina Termini

Commenti

    You can or this trail