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Distanza

20,4 km

Dislivello positivo

2.530 m

Difficoltà tecnica

Molto difficile

Dislivello negativo

2.530 m

Altitudine massima

3.165 m

Trailrank

38

Altitudine minima

1.763 m

Tipo di percorso

Anello
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza
  • Foto di MONTE PELMO da Passo Staulanza

Tempo

11 ore 9 minuti

Coordinate

2779

Caricato

15 settembre 2013

Registrato

settembre 2013
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3.165 m
1.763 m
20,4 km

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vicino a Malga Fiorentina, Veneto (Italia)

NOTA: descrizione tratta dalla relazione di "www.vienormali.it" (gran bel sito!)
La difficoltà alpinistica è "facile", io l'ho definita "media" considerando l'impegno totale mentre dal punto di vista escursionistico si può definire al limite con svariati passaggi di arrampicata - II grado - e da attrezzare.
Dolomiti - Gruppo Dolomiti di Zoldo
Punto di partenza: P.so Staulanza (q. 1766 m)
Versante di salita: E-S
Dislivello di salita: alla vetta 1400 m - Totale: 1880 m. circa
Tempo di salita: 7,00 h - Totale: 11,00 h
Lunghezza: 20,4 km.
Difficoltà:EEA - A - II- - PD- (scala difficoltà)
Punti di appoggio: Rif. Venezia (q. 1946 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia con ometti
Attrezzatura: imbrago - casco - corda (bastano 30 m.) - 5-6 moschettoni - eventualmente piccozza e ramponi (a inizio stagione)
Cartografia: TABACCO N. 025 - Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine 1:25000

Il Monte Pelmo è una delle ciclopiche vette oltre i 3000 m delle Dolomiti, ufficialmente salita per la prima volta da John Ball il 19 settembre 1857 per la vertiginosa cengia rocciosa che porta il suo nome. Cima lunga ed impegnativa da salire, che richiede allenamento, passo sicuro ed assenza di vertigini, assolutamente da non sottovalutare sia per la lunghezza che per l´esposizione dei passaggi in roccia. Salita lunga e fisicamente impegnativa, richiesta attenzione lungo la cengia di Ball, molto stretta ed esposta nei tre tratti interrotti e con appigli lisciati dall´uso. Lungo la cengia sono presenti una decina di chiodi in alcuni punti esposti (negli attraversamenti dei tre canali), più alcune clessidre con cordoni ma non in tutti i punti non facili (obiettivamente improteggibili). Il ritorno al P.sso Staulanza è stato effettuato scendendo per la Val d'Arcia, compiendo così anche il periplo del monte, ammirandone tutti i versanti.
Dal passo seguire il sentiero n. 472 che aggira a sud Pelmetto e Pelmo, attraverso boschi e ghiaioni. A metà percorso, in corrispondenza del canalone fra Pelmetto e Pelmo, indicazione per tracce di dinosauro sotto il Pelmetto. Il sentiero conduce fino al Rif. Venezia (2-2,30 h).
Descrizione della salita:
Dal Rif. Venezia seguire il sentiero n. 480 a destra (NW) fra i mughi e poi la traccia per ghiaione verso sinistra (all´attacco 20´). Per cengia a gradoni, che man mano si restringe, fino a delle placche chiare da risalire a destra (30 m, 1 chiodo), raggiungendo così la cengia di Ball. Seguire la cengia verso sinistra in traversata pianeggiante per ca. 900 m, sopra alte pareti sul versante S, aggirando alcune sporgenze ed i rientramenti di tre canali successivi, con percorso molto esposto e qualche gradino (I). Il secondo rientramento è il P.so dello Stemma, il terzo è il famoso P.so del Gatto (cengia a tetto), da superare strisciando carponi o meglio ancora stando all´esterno su roccia lisciata e oltremodo esposta (II, 1 chiodo - corda fissa). Si raggiunge così il canalone al limite inferiore del ghiaione centrale che scende nel grande vallone detritico, lo si rimonta interamente per tornanti (ometti) fino ai piedi di una parete, poi a sinistra per roccette e detriti fino ad entrare nella conca del nevaio superiore - praticamente sparito -; passare in alto a destra su gradoni rocciosi e strati inclinati fino al nevaio. Risalire tutto il nevaio in obliquo verso sinistra (W), tenendosi a sinistra fino a raggiungere la cresta W nel punto in cui è più bassa (ometti e tracce di passaggio, percorso non sempre obbligato). Da qui seguire la cresta finale SW, un po´ affilata ed aerea fino alla cima.
Discesa: Come per la salita, ma senza percorso obbligato il ghiaione - molti ometti - e poi la cengia all'uscita della quale poi si prende a sx il sent. n. 480 per la Forc. Val d´Arcia - faticosa salita su ghiaioni -. Si scende in Val d'Arcia su sent. n. 480 e poi 472 - ghiaioni permettono di tagliare un poco i sentieri - fino ad imboccare il tracciato che in falsopiano e alcuni sali-scendi entra nel bosco e in breve al P.sso Staulanza.

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