Scarica

Distanza

8,1 km

Dislivello positivo

1.119 m

Difficoltà tecnica

Medio

Dislivello negativo

1.119 m

Altitudine massima

1.685 m

Trailrank

61

Altitudine minima

761 m

Tipo di percorso

Anello

Tempo

8 ore 43 minuti

Coordinate

169

Caricato

3 giugno 2021

Registrato

giugno 2021
Lascia il primo applauso
2 commenti
Condividi
-
-
1.685 m
761 m
8,1 km

Visualizzato 380 volte, scaricato 3 volte

vicino a Vinca, Toscana (Italia)

La salita al Pizzo d'Uccello dalla cresta di Nattapiana è un classico itinerario alpinistico tra i più difficili delle Alpi Apuane in quanto questa cresta è lunga 2,5 Km, è affilata e molto esposta.
La gita è quindi riservata a escursionisti molto esperti e abituati a procedere sul terreno delicato e infido tipico delle Apuane, che non temano il vuoto e che conoscano le manovre per scendere in corda doppia oltre a eventuali manovre per assicurarsi in caso di necessità.
Il materiale occorrente è una corda di almeno 40 metri, tutto l'occorrente per allestire una calata e fettucce, qualche rinvio e moschettoni vari che potrebbero servire al bisogno.
Si parte da Vinca (757 metri di altezza) e si attraversa il paese seguendo le indicazioni per il sentiero CAI 190. Superato il paese si prende a sinistra un breve tratto asfaltato dove c'è una fonte e poco dopo si prende a destra il sentiero CAI 190 (cartello e scritta dipinta in rosso "Foce dei Lizzari").
Il sentiero sale ripidamente nel bosco di castagni e inizialmente è un pò invaso da erba mentre più in alto diventa molto bello e piacevole caratterizzato da un bosco di pini che sembrano quasi abeti e terreno ricoperto di solo paleo senza sottobosco.
Si giunge alla Foce dei Lizzari e a questo punto si lascia il 190 nei pressi di un cavo che conduce a sinistra verso l'inizio del sentiero Zaccagna. Si sale immediatamente a dritto uscendo dal bosco e subito dopo si risale una paretina di erbe e roccette fino a giungere sulla cresta di Nattapiana. Si inizia a percorrere la cresta in direzione del Monte Bardaiano (1407 metri) cioè la prima quota della lunga cresta. L’ascesa è ripida e aerea ma non presenta difficoltà anche perchè la roccia è ottima...particolare attenzione bisogna porla alla nostra sinistra, versante nord, che precipita per qualche centinaio di metri cosa che sarà così fino al raggiungimento della vetta del Pizzo d’Uccello. Dal monte Bardaiano la cresta perde quota diventando particolarmente affilata e molto esposta in entrambi i versanti e in breve raggiungiamo la sosta per fare la prima calata in corda doppia situata al culmine della crestina affilata e in posizione scomoda.
La discesa è di circa 15 metri in estrema esposizione; dalla forcellina sottostante riprendiamo a risalire tenendo il filo di cresta arrampicando con passaggi di 2°grado...alle nostre spalle ora possiamo ammirare in tutta la sua bellezza l’aguzza sagoma del monte Bardaiano appena sceso.
Si giunge così alla seconda sosta che con calata in corda doppia ci fa superare una paretina obliqua di circa 5/6 metri molto povera di appigli.
Dalla forcella sottostante aggiriamo la cresta sulla destra poi dopo pochi metri arrampichiamo verso sinistra con delicato passaggio di 2° grado in notevole esposizione per riprendere il filo di cresta...qui il primo che è salito ha creato una sosta utilizzando due speroni rocciosi per mettere in sicurezza gli altri.
Si aggira sulla destra e su cengia molto esposta (per una ventina di metri) un tratto di cresta non percorribile e tornati sul filo in breve si giunge, dopo una discesa su terreno delicato e cresta piuttosto stretta alla terza e ultima sosta dove ci si cala in corda doppia per circa 13/14 metri su roccia ben scalinata...delle tre calate è quella più facile ma anche la più complicata visti i numerosi buchi presenti fra le rocce.


Superata la terza sosta la cresta diventa abbastanza larga e ben camminabile in costante ascesa fino alla base del Monte Abeta (1487 metri). Si costeggia la base del rilievo (o se si vuole si sale) dopo di che la cresta continua semi pianeggiante caratterizzata da placche rocciose e detriti fino ad arrivare al punto in cui davanti a noi risale molto affilata. Per superarla si risale una ripidissima rampa di paleo che si mantiene parallela poco sotto la cresta e si segue un' esile traccia di capre. Risalita la ripida rampa erbosa si aggirano le rocce in alto seguendo verso destra una esposta cengia e successivamente un traverso facile ma da non sottovalutare che ci conduce sul filo di cresta appena sotto la quota 1651. Successivamente si continua su ripido pendio detritico fino a giungere alla base dell’imponete cresta nord/ovest del Pizzo d’Uccello.
Non la dobbiamo arrampicare direttamente ma va individuata con molta fatica l’impercettibile cengia che obliqua in salita la liscia parete di placche rocciose e sdrucciolevoli. Questo traverso seppur tecnicamente facile, risulta estremamente infido e pericoloso perché l’appoggio per i piedi è minimo e le possibilità di far presa con le mani praticamente nulla, solo nella seconda metà di questo tragitto si trova un sottile filo metallico elicoidale arruggginito utile solo come riferimento e qualche spit che a questo punto risulta inutile.
Il traverso si esaurisce al raggiungimento dello spallone sud / ovest quotato 1655 metri. Inizia ora l’ascesa finale del ripidissimo e sdrucciolevole pendio inizialmente a dritto mentre a circa metà abbiamo preferito traversare verso destra in direzione nord/est e successivamente risalire quando ci è sembrato più facile anche se il terreno resta molto ripido e instabile...quest' ultima salita è definita di solito come “facile” ma non è banale.
Raggiunta la cresta principale la percorriamo senza difficoltà arrivando in breve alla vetta del Pizzo d’Uccello dopo di che si scende per la via normale ben segnata che percorre il versante sud orientale. Giunti alla Foce del Giovetto si prosegue per la Foce di Giovo aggirando il Dente del Diavolo. Da Foce di Giovo si prende in discesa il sentiero CAI 175 che scende la verde e assolata vallata passando dalle Capanne del Giovo (numerosi ruderi di sasso sparsi nella radura) e continua entrando nel bosco. Arrivati alla maestà del Doglio si prende a destra il CAI 38 che attraversa il canale del Doglio in ambiento roccioso molto bello dopo di che si fa rientro a Vinca e al punto di partenza.
Ringrazio Cristian Nannetti del sito Escursionismo a 360° per la sua esauriente relazione e molte foto che hanno aiutato a preparare la traversata in modo ottimale e senza sorprese.

Vedi altro external

Waypoint

Canale del Doglio

Si attraversa il canale del Doglio in ambiente roccioso molto suggestivo, Vinca ormai è molto vicina
Waypoint

CAI 175

Giunti a Foce di Giovo si torna a Vinca percorrendo il CAI 175 inizialmente scoperto e assolato nella parte alta, boscoso e molto particolare nella parte bassa con diversi grandi macigni che abbelliscono l'ambiente
Waypoint

Inizio CAI 190

Usciti dal paese si prende una stradina cementata a sinistra e dopo poco una fontanella si prende a destra il CAI 190 (indicazione scritta dipinta in rosso FOCE DEI LIZZARI)
Waypoint

Maestà del Doglio

Giunti a questa maestà il sentiero CAI continua a destra; anzichè andare a sinistra e tornare a Vinca per strada asfaltata si segue il sentiero che passa da un ambiente molto particolare
Waypoint

CAI 190

Lungo il 190 si trovano due ragazzi che anche loro fanno per la prima volta la cresta di Nattapiana
Waypoint

CAI 190

Il CAI 190 è molto bello. Inizialmente è un pò infrascato ma dopo attraversa un bel bosco di pini che sembrano quasi abeti e terreno coperto da solo paleo. Nella parte alta offre pure interessanti scorci sulla vallata di Vinca e i monti vicini. Nella foto la Canalonga, la Torre di Monzone e la Rocca di Tenerano
Waypoint

CAI 190

Dal 190 veduta sul Grondilice a sinistra e Sagro a destra
Waypoint

Foce dei Lizzari - uscita CAI 190

Arrivati alla Foce dei Lizzari anzichè seguire il cavo a sinistra che porterebbe all'inizio del sentiero Zaccagna o a destra il sentiero attrezzato Piotti che porterebbe al Giovetto si va a dritto
Waypoint

Verso la cresta di Nattapiana

Usciti dal breve tratto boscoso se ne trova uno scoperto su terreno facile salendo alla sommità del quale ci si trova di fatto all'inizio della cresta di Nattapiana
Waypoint

Inizio cresta Nattapiana

Giunti in cresta stupisce la verticalità e altezza verso nord e si capisce da subito che non sarà di certo una passeggiata questa cresta!
Waypoint

Cresta Nattapiana- salita Bardaiano

Si inizia a salire una parte ripida a tratti esposta verso nord per facili rocce
Waypoint

Cresta Nattapiana- salita Bardaiano

Risalita questa prima parte si giunge a una selletta dopo di che ci attende la salita sulla vera e propria cima del Bardaiano
Waypoint

Cresta Nattapiana - salita Bardaiano

La salita al Bardaiano avviene prevalentemente su lastroni di roccia ottima . Difficoltà 1+
Waypoint

Cresta Nattapiana - salita Bardaiano

Si giunge ad un altra selletta e adesso l'esposizione comincia a farsi sentire
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Uno sguardo indietro. Indicato con freccia rossa il punto in cui si inizia la cresta mentre più lontano il rilievo che si vede è la Punta di Nattapiana
Waypoint

Monte Bardaiano (1407 metri)

Dalla cima del Monte Bardaiano per la prima volta si vede per intero la cresta di Nattapiana che andrà percorsa. Dalla cima la cresta perde quota diventando particolarmente affilata e molto esposta su entrambi i versanti e conduce verso la prima sosta
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Dalla cima del Bardaiano si percorre la delicata ed esposta crestina che in breve porta alla prima sosta di calata
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Dalla cima del Bardaiano si percorre la delicata ed esposta crestina che in breve porta alla prima sosta di calata
Waypoint

Prima sosta di calata

Persi circa 20 metri di quota dalla vetta del monte Bardaiano raggiungiamo la sosta per calata in corda doppia situata al culmine della crestina affilata e in posizione precaria
Waypoint

Discesa in doppia dal Bardaiano

La discesa in doppia da un' altezza di circa 15 metri è la più alta delle calate e la più esposta ma anche la più semplice
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Solo dopo averlo oltrepassato possiamo ammirare in tutta la sua bellezza l’aguzza sagoma del monte Bardaiano appena sceso
Waypoint

Seconda sosta di calata

Si arriva alla seconda sosta per la calata in corda doppia che ci fa superare una paretina obliqua di circa 5/6 metri molto povera di appigli
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Terminata la discesa in doppia si scende di poco verso destra e si risale in arrampicata subito un tratto di circa 6 metri (difficoltà 2 / 2+) in completa esposizione. E' consigliabile che il primo che sale crei una sosta in alto con fettucce (da portare) utilizzando due speroni presenti in modo da mettere in sicurezza gli altri che salgono dopo
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Dopo la seconda calata e dopo aver ripreso il filo di cresta lo si aggira nuovamente da destra seguendo una cengia erbosa sulla destra. Il ragazzo nella foto è andato troppo alto ma non ha avuto problemi a scendere
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Si prosegue ancora per un pò aggirando sulla destra su cengia molto esposta
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Ripreso il filo di cresta uno sguardo indietro
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Waypoint

Cresta di Nattapiana - discesa verso la terza sosta

Si scende su terreno ripido e cresta affilata verso la terza e ultima sosta di calata
Waypoint

Terza sosta di calata

Caliano in doppia su roccia ben scalinata per circa 13 metri
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Veduta dalla forcella della terza sosta di calata. In rosso evidenziata la sosta
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Di nuovo uno sguardo indietro. Evidenziati (approssimativamente) i tre punti di calata della cresta
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Superata la terza sosta la cresta diventa relativamente larga e ben camminabile in costante ascesa, alle nostre spalle il monte Bardaiano
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Arrivati nei pressi del Monte Abeta (1487 metri) lo si sale e oltrepassa oppure, come abbiamo fatto noi, lo si costeggia alla base. Nella foto la linea di salita seguita fino alla cima del Pizzo d'Uccello
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Superato il Monte Abeta panoramica sulla cresta rocciosa e ampia che porta alla quota 1651
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Waypoint

Cresta di Nattapiana

Si prosegue la cresta. Per giungere alla quota 1651 bisogna prendere la ripida rampa erbosa evidenziata nella foto, nella parte alta aggirare da destra in esposizione su cengia dopo di che traversare a destra la quota 1651 e risalirla successivamente
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Ci si avvicina sempre più alla ripidissima rampa di paleo da risalire. Nella foto a destra la verticale parete nord del Pizzo d'Uccello
Waypoint

Cresta di Nattapiana - risalita della rampa di paleo

Si risale la ripida rampa di paleo
Waypoint

Cresta di Nattapiana

Risalita la rampa si aggira verso destra su cengia esposta le rocce sommitali e poi si traversa a destra su terreno delicato fino a portarci nuovamente sul filo di cresta della quota 1651
Waypoint

Cresta di Nattapiana - traverso sotto la quota 1651

Waypoint

Cresta di Nattapiana - quota 1651

Risalita la spalla della quota 1651 ci si trova su terreno facile e si prosegue la traversata della panoramica cresta
Waypoint

Traverso

Ora ci appare l’imponete cresta nord/ovest del Pizzo d’Uccello. Non la dobbiamo arrampicare direttamente ma va individuata l’impercettibile cengia che obliqua in salita la liscia parete di placche rocciose e sdrucciolevoli.
Waypoint

Traverso

Questo traverso (che inizia da una roccia giallastra, vedere freccia rossa) seppur tecnicamente facile risulta estremamente infido e pericoloso perché l’appoggio per i piedi è minimo e le possibilità di far presa con le mani praticamente nulla. E' lungo circa 40 metri e superato si giunge allo spallone sud/ovest quotato 1655 metri.
Waypoint

Traverso

Volendo è proteggibile essendoci alcuni spit ma tutte le eventuali operazioni di messa in sicurezza oltre a richiedere tempo sarebbero fatte in posizione scomoda e precaria
Waypoint

Traverso

Verso la fine del traverso personalmente ho preferito salire di poco e raggiungere poco dopo lo spallone. Come si vede nella seconda e terza foto l'esposizione e la verticalità sono notevoli
Waypoint

Spallone sud / ovest

Il traverso si esaurisce al raggiungimento dello spallone sud/ovest. L'ascesa finale ci porta a salire il ripidissimo e sdrucciolevole pendio con direzione nord/est senza traccia di passaggio o riferimenti. Indicato come “facile” questa salita non è sicuramente banale perché avviene su terreno molto instabile. A circa metà salita abbiamo preferito traversare verso destra per una cinquantina di metri e risalire da un punto che abbiamo ritenuto essere più facile
Waypoint

Spallone sud / ovest

Dopo aver fatto un breve traverso si continua a salire su terreno molto ripido e instabile fino a giungere alla cresta principale
Waypoint

Cresta principale

Raggiunta la cresta principale si giunge in breve alla croce di vetta. Nella foto sguardo indietro su tutta la cresta percorsa. Il tempo di percorrenza di tutta la cresta è stato di circa 4 ore
Waypoint

Vetta Pizzo d' Uccello (1781 metri)

Waypoint

Foce di Giovo

Poco prima della Foce di Giovo. Nella prima foto veduta della Foce da dove si prenderà il CAI 175 per tornare a Vinca e dell'inizio della cresta Garnerone. Nella seconda foto veduta della parete sud del Pizzo d'Uccello e più vicino sul Dente del Diavolo che abbiamo appena aggirato.

2 commenti

  • Foto di nannetti christian

    nannetti christian 4 giu 2021

    Complimenti per la gita, frutto di una tua "caparbia" crescita individuale fatta di momenti in cui bisogna alzare "l'asticella", ma anche di rinuncie (...che per me sono le più importanti....) come nel caso del tuo tentativo al Pizzone.

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 4 giu 2021

    Grazie Cristian un complimento da parte tua vale moltissimo. La salita dalla cresta di Nattapiana era un sogno nel cassetto e l ho preparata leggendo e rileggendo la tua relazione che e' la migliore che si possa trovare in rete. Fra l altro quella che ho scritto io, per aiutarmi e fare piu velocemente l ho quasi presa a piene mani dalla tua. Spero tanto che arrivi il giorno di conoscerti di persona.

Puoi o a questo percorso