Tempo in movimento  2 ore 39 minuti

Tempo  8 ore 59 minuti

Coordinate 200

Caricato 18 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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2.773 m
1.419 m
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3,7
7,3
14,6 km

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vicino Malga Quarazza, Trentino-Alto Adige (Italia)

Oggi salito alla Vetta più alta del gruppo del Lagorai. Sono partito da Malga Sorgazza e attraverso forcella Magna ho percorso la facile Ferrata Giulio Gabrielli, poi ascesa alla Cima d'Asta risalendo il Canalone dei Bassanesi e discesa con la via normale.
PARTENZA: Si prende la SS.47 seguendo le indicazioni per Valsugana e Padova oltrepassando i laghi di Levico e Caldonazzo. Dopo circa 55 km dal casello autostradale, lascio la SS.47 e volto a sinistra cercando di individuare la SP.78 che sale oltrepassando i paesi di Villa, Strigno, Bieno fino ad arrivare al paese di Pieve Tesino (circa 12 km dalla SS.47), da qui risalgo a sinistra la stradina “via Marchetto” che mi entrare nella Val Malene (cartelli) e la seguo fino al suo termine arrivando dopo circa 9 km a Malga Sorgazza (località molto frequentata e ampio parcheggio).
ITINERARIO: Malga Sorgazza q.1450 (Dall’area parcheggio sotto la malga, inizio a percorrere la forestale CAI 327 che passa vicino il lago artificiale)   –    Bivio q.1440 (Oltrepasso il piccolo cimitero di guerra e dopo poco ignoro il largo tracciato che scende a destra e tengo la forestale CAI 327)    –    Bivio q.1505 (Cartelli: a destra scende il sentiero CAI 386 e attraversato il torrente conduce al monte Coston, vado dritto sulla forestale CAI 327)    –   Ponte Val Vendrame q.1534 (Appena lo attraverso c’è il bivio con cartelli: a sinistra sale il sentiero CAI 360 per la forcella Buse Todesche, tengo la forestale CAI 327)    –    Teleferica Brusà q.1647 (Di servizio al rifugio Ottone Brentari, bivio con cartelli e fine della forestale: sopra la teleferica sale nel bosco il sentiero CAI 327 per il rifugio, io prendo il CAI 380 su largo sentiero inizialmente in falsopiano, poi inizia a salire a zig-zag verso forcella Magna)    –    Forcella Magna q.2117 (Larga sella e incrocio con cartelli: prendo il CAI 326 a destra in salita, indicazioni per il rifugio Ottone Brentari e la ferrata Giulio Gabrielli)   –   Bivio q.2185(Cartelli: a destra prosegue il CAI 326 per il rifugio, priseguo a sinistra in salita su mulattiera, indicazioni per la ferrata)    –    Punta Socede q.2345 (Il sentiero aggira poco sotto la cima)    –    Forcella q.2253 (Stretta forcella, il sentiero si sposta sul versante opposto del crinale)    –     Ferrata Giulio Gabrielli q.2263 (Inizio della ferrata attrezzata solo con fune d’acciaio, dopo questo primo tratto termina e prosegue fino alla seconda parte dove risale verticalmente su scalette di ferro alla fine delle quali si conclude la via e continua in salita per sentiero)    –    Cima Colverde q.2268(Nessuna indicazione, ora si scende al sottostante passo Socede)    –    Passo Socede q.2518 (Bivio e cartelli: a sinistra scende il CAI 380/B, io scendo a destra sul CAI 375, est, al sottostante lago di Cima d’Asta e al rifugio)    –    Deviazione q.2473 (Cartelli, il lago di Cima d’Asta è poco sotto di me, lascio il CAI 375 e vado a sinistra, nord, su terreno detritico inizialmente in falsopiano, indicazioni per il “Canalone dei Bassanesi” e bolli rossi sulle rocce. Arrivato alla base del versante sud di Cima d’Asta, inizio a risalire ripidamente ma senza difficoltà il canalone detritico)    –    Biforcazione q.2625 (Nella ripida salita il canalone si biforca in due canalini paralleli, sto su quello a sinistra seguendo i buoni bolli rossi)     –    Bocchetta del Canalon q.2664 (Al termine della ripida salita del canalone detritico arrivo sul crinale ovest di Cima d’Asta, a poca distanza su una roccia è riportata la grande scritta della Bocchetta del Canalon, ora risalgo il largo crinale a destra, est, in seguito c’è qualche passaggio di 1°, bolli rossi indicano la via)    –    Cima d’Asta q.2847 (Grande croce sulla vetta, poco sotto è situato il bivacco Cavinato, proseguo scendendo dalla parte opposta, est, sulla via normale di salita che è CAI 364) 

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