Tempo in movimento  5 ore 58 minuti

Tempo  13 ore 21 minuti

Coordinate 3287

Caricato 8 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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2.546 m
1.610 m
0
4,6
9,2
18,49 km

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vicino Fossa Paganica, Abruzzo (Italia)

Straordinaria esperienza che finalmente ho realizzato grazie ad un gruppo fantastico e soprattutto ai miei amici Massimo e Roberto.
Il percorso è famosissimo e forse è inutile spendere ulteriori parole per illustrarlo, ma essendo per me la prima volta necessito un minimo nel descriverlo e avere piacere tra qualche anno nel rileggerlo.
Come prima volta per me, sento di annoverarlo con il grado Molto difficile, anche se in alcuni tratti secondo me è molto complesso mentre per tutto il resto è solo una piacevolissima escursione. Si tratta comunque per lo più di una lunga cavalcata escursionistica circondati da un paesaggio bellissimo e che ha dei punti attrezzati più o meno ammodernati e assenti in altri che donano frizzantezza e a tratti tensione al percorso.
Abbiamo dormito accampati al parcheggio del Rifugio di Fonte Vetica, chiuso in questo periodo per il rifacimento della struttura. Sveglia alle una e incontro con gli altri amici di Roma, Carlo, Massimo, Franco, Angela. Abbiamo lasciato un auto a Fonte Vetica e con l'altra ci siamo diretti a Vado di Corno. Partenza per il Centenario alle ore 3, fino all'attaco per le Torri di Casanova il percorso è una piacevole passeggiata, si supera il Brancastello e la Cima del Vado di Pioverano, poi iniziano le ferrate, rimodernate con cavi nuovi che regalano concentrazione e divertimento. Dalle Torri di Casanova all'Infornace si passa in un labirinto di rocce e vie non attrezzate, poi ricominciano i tratti attrezzati ma non riammodernati. Dall'Infornace al Prena il sentiero si snoda molto agevolmete e si incontrano pochi tratti attrezzati ma in alcuni punti i chiodi del cavo sono saltati e assicurarsi diventa quasi inutile. Scendendo dal Prena il vento fortissimo ci spinge a concludere la nostra escursione diminuendo le soste ed ad aumentare la concentrazione per l'ultimo tratto molto impegantivo, ovvero i due passaggi esposti e franosi del Monte Camicia. Dal Prena in poi non si necessità più dell'imbrago ma il caschetto risulta di fondamentale importanza. Per raggiungere il Camicia infatti si deve inizialmente salire su un grande masso tondeggiante, esposto e che non offre molti appigli, poi si passa all'interno di un canale franoso nel quale gli appigli si dimostrano pochi e instabili con il rischio concreto di far cadere massi su chi rimane in basso. Consiglio vivamente di procedere uno alla volta e di osservare bene i bolli in quanto trovarsi a fare un traverso aggrappandosi ad un ciuffo d'erba è davvero rischioso e inutile. Dopo questo tratto, secondo me il più difficile si passa all'interno di una cengia facendo leva mani e piedi e sempre facendo attenzione ai sassi che cadono ad ogni passo. Superato questo tratto si arriva velocemente alla cima del Camicia per poi prendere il sentiero per Fonte Vetica e da lì recuperare le auto a vado di Corno.
Tutta l'escursione è durata più del previsto, in quanto essendo per molti del nostro gruppo la prima volta, abbiamo voluto goderci questa esperienza e soprattutto affrontare le parti più tecniche con molta attenzione. Un ringraziamento speciale a tutti i protagonisti di questa giornata.

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