Tempo in movimento  2 ore 7 minuti

Tempo  8 ore 29 minuti

Coordinate 1573

Caricato 28 luglio 2018

Recorded luglio 2018

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1.851 m
1.168 m
0
2,5
5,1
10,2 km

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vicino Vinca, Toscana (Italia)

Attenzione, questo è un percorso molto difficile. Bisogna superare senza problemi tratti di II+ sia in salita che in discesa (forse anche III) e avere totale assenza di vertigini ed una buona abitudine al vuoto, ci sono passaggi sulla cresta Garnerone, sul Grondilice, sulla Forbice e sulla cresta che scende a Passo delle Pecore, molto, molto esposti. Inoltre l'escursione si svolge per la sua quasi totalità su roccia non buona, sia per le mani che per i piedi.
Partenza dal rifugio Donegani (1121m). Si segue il sentiero CAI 37 fino a Foce di Giovo (1500m) senza difficoltà; da qui si imbocca subito la linea di cresta, zigzagando tra il versante E ed O per evitare le vette dei Denti del Giovo, delle Guglie di Vinca e del Gobbo, adatte ai rocciatori esperti ed in cordata. Si alternano punti in cresta fortemente esposti a traversi su sfasciumi molto pericolosi con passaggi di II grado abbondante. Si raggiungono le tre vette dei Garneroni, N (1738m), centrale (1732m) e S (1767m), da quest'ultimo non si riesce a scendere quindi si torna indietro sotto alla cima del Garnerone centrale e si aggira il S dal versante della Val Serenaia. Si raggiunge quindi la Foce Garnerone (1709m) chiudendo così la cresta Garnerone. Si continua però in cresta verso l'antecima N del Grondilice a quota (1779m) dopodiché si prosegue sulla cresta NO del monte fino alla vetta, quota 1808m. Da qui si scende per la via normale fino alla Finestra del Grondilice (1748m) con I grado costante e passaggi di II. Poi, aggirando i tratti più difficili, raggiungiamo la vetta della Forbice (1773m) e proseguiamo poi sull'affilata cresta fino a Passo delle Pecore (1611m) (anche qui passaggi di II+) evitando il grosso Salto della Forbice (quello che guarda al Passo) scendendo dal versante N. Dal Passo seguiamo il sentiero che scende al rifugio Orto di donna (1493m), e poi la marmifera che torna al Rifugio Donegani.

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