Tempo  20 ore 32 minuti

Coordinate 3178

Caricato 19 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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2.915 m
1.219 m
0
6,1
12
24,53 km

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vicino Pagliari, Lombardia (Italia)

Nota: percorso nel complesso EE. Ho scelto di mettere alpinismo come attività, principalmente per dissuadere gli escursionisti della domenica. Ma scegliendo alpinismo, il livello è al più PD, senza necessità di attrezzatura particolare. L'unica parte in cui bisogna usare le mani, con passaggi di grado II+, va dal waypoint che ho chiamato "Inizio scalata" sino alla vetta.

Bellissima escusione - divisa in due giorni - sul monte più alto delle Alpi Orobie Orientali (2914m), il pizzo del Diavolo di Tenda.
Partenza e arrivo da Carona, più precisamente dal parcheggio (2€ giornalieri) sopra il paesino.

Il primo giorno abbiamo percorso i primi 7Km circa, da Carona al rifugio Calvi. Purtroppo la partenza in ritardo, le 19:30 di sera, non hanno permesso di immortalare la bellezza del percorso, eccezion fatta per una bellissima cascata a circa 20 minuti dalla partenza. L'immensità del lago Fregabolgia con la sua enorme diga, rimane una bellissima sorpresa per chiunque vorrà fare questo sentiero! Sotto la diga ci si sente veramente piccoli!!! Tutto il tratto comunque è su uno stradello percorso anche dalle Jeep, quindi non presenta nessuna difficoltà particolare.

Il rifugio Calvi è molto confortevole. Corrente elettrica, doccia con acqua calda (sino alle 18:30) e toilette in comune. Ci si stà bene!

Il secondo giorno, sveglia alle 5:50, colazione e partenza alle 6:50 circa. Si prende il sentiero 225 posto appena fuori dal rifugio, sulla destra. La prima mezz'ora circa si percorre senza nessuna difficoltà particolare e porta ad una targa commemorativa in memoria di Franco Togni. Il pizzo è lì di fronte, con la sua forma che ricorda il Cervino. Si vede anche lo scorrere del Brembo, che sul pizzo vede una delle sue sorgenti.

Dopo poco inizia la salita che porta, d'apprima al bivio con il sentiero 248 e subito dopo (15 metri circa) al bivio con il sentiero per il pizzo.

Il sentiero che porta alla vetta è segnato con un simbolo triangolare rosso. Non c'è il rischio di perdersi, visto la frequenza dei segni.

Dopo un altro pezzo di salita bello pesante arriviamo al bivio - non segnato - con il sentiero per il rifugio Lungo. Qui comincia il tratto che faremo sia all'andata che al ritorno.

Il percorso sale ancora bello peso sino al waypoint "Inizio scalata", dove è presente un'altra targa commemorativa del CAI in memoria di Cabiati Renzo. E qui comincia il bello, se potete, lasciate zaini pesanti o bastoncini ingombranti!

Da ora in poi si sale solo arrampicando grazie all'uso delle mani con passaggi di grado massimo II+. Gli appigli sono frequenti e non c'è mai esposizione, eccezion fatta per un piccolo passaggio giusto verso la fine, dopo che si comincia a vedere la croce di vetta.

Dalla cima lo spettacolo è meraviglioso, ma il pensiero di dover rifare quello che si è fatto in salita spaventa alquanto! Fatte le dovute foto, ripreso fiato e mangiato un boccone, si parte per la discesa. Devo ammettere che, nonostante tutti i nostri timori, la discesa è abbastanza semplice.

Giunti al bivio con il rifugio Longo, abbiamo seguitato verso il passo Selletta. Come detto, il bivio non è segnato, ma una volta trovato, il sentiero che porta alla Selletta è segnato abbondantemente da segni di colore rosso.

Da passo Selletta si vede in basso il lago del Diavolo, prossima meta prima di arrivare al rifugio Longo. Dopo una bella sosta al rifugio si prosegue per il sentiero (cai 224), che ancora una volta è più che altro uno stradello carrabile, che porta a chiudere l'anello, giusto poco prima della cascata incontrata durante l'andata. Unica nota, quando si giunge al bivio con il sentiero 208, invece di seguire Carona, si segue il 208 per Foppolo.

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