Tempo  6 ore 51 minuti

Coordinate 1655

Caricato 16 settembre 2018

Recorded settembre 2018

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1.943 m
1.053 m
0
1,8
3,7
7,38 km

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vicino Vinca, Toscana (Italia)

Un avventuroso anello attorno alla vetta più alta delle Apuane, il monte Pisanino (1946 m s.l.m).

Nota: il percorso prevede passaggi semplici di I°, al più II° grado di arrampicata. Sui tratti di cresta è molto esposto, a volte da un solo lato, a volte da entrambi. Per come lo abbiamo fatto noi, è presente anche un pezzo di salita ripida su paleo che necessita l'uso delle mani. Queste condizioni lo rendono un percorso alpinistico di livello F, che non necessita di attrezzatura particolare, da fare in totale assenza di vertigini, piede fermo, e con terreno asciutto.

Si parte di fronte al parcheggio del rifugio Val Serenaia. Le indicazioni sono assenti e le tracce sono più o meno visibili (dipende molto dal periodo e da quanti ci sono passati prima). Più che altro si deve fare affidamento alla traccia GPS. L'obiettivo iniziale, comunque, è la cresta che porta alla Bagola Bianca.

Il tratto iniziale è abbastanza ripido. La salita verso la cresta è tutta su paleo e fa guadagnare rapidamente quota. La cresta si presenta molto esposta sulla sinistra rispetto alla direzione di marcia, per cui i punti che si reputano complicati li si può aggirare da destra.

Subito prima della Bagola c'è un tratto veramente bello e interessante che necessita l'uso delle mani in semplice arrampicata (II° grado). Sono presenti un paio di ometti di pietra che indicano la direzione da intraprendere.

Sin qui il sentiero si presenta come di media difficoltà in cui bisogna più o meno inventarsi un tracciato per raggiungere l'obiettivo. Giunti alla Bagola, si guarda verso il Pisanino e, il percorso ora diventa tremendamente chiaro: tratti di cresta di circa un metro di larghezza, esposti da entrambi i lati! Verso la fine, poi, il sentiero "impenna" rapidamente.

Si prosegue facendo molta attenzione, il passo deve essere fermo e deciso. Io personalmente ho fatto uso di tutti e quattro gli arti, perché sulle sole gambe non mi sentivo molto sicuro nei tratti più esposti.

Mano mano che si avanza la domanda (a parte quella:"ma che ci faccio qui?") diventa una sola:"ma quel tratto finale, come va affrontato?". Bene, quel tratto finale, che poi è il punto chiave di tutto il giro, leggendo sui libri c'è chi lo affronta da destra, chi da sinistra, chi addirittura tira dritto. Noi abbiamo optato per il lato sinisto.

La deviazione dalla cresta è tendenzialmente in salita tutta su paleo. Dopo un primo tratto in piano, si prosegue da quello che sembra un canalino fatto a posta per salire. Le mani afferrano il paleo e i piedi cercano un appoggio solido. Ad un certo punto, comunque, si deve puntare nuovamente la cresta e raggiungerla passando dal punto che si ritiene più opportuno (implica buona conoscenza del terreno).

Ritrovata la cresta, dopo pochi metri si è in vetta a quello che è il monte più alto di tutte le montagne Apuane, il Pisanino!!!

Dalla vetta la vista è fantastica. Si vedono tutte le Apuane, il lago di Gramolazzo, gli appennini e addirittura le alpi e la Palmaria con Tino e Tinetto! Il mix tra l'adrenalina della salita e le immagini spettacolari sono, come direbbero i giovani, una combo perfetta!

Come sentiero di ritorno si usa la "via normale del Pisanino", tutta identificabile dai segni blu del sentiero di vetta. Si parte dal versante opposto a quello fatto per la salita, percorrendo un primo tratto di crinale per poi buttarsi giù (veramente ripido) dal Canale delle Rose.

Il Canale delle Rose si affaccia dal versante ovest della montagna, quello che da sulla Val Serenaia. Finito il canale, il sentiero passa per un breve tratto nel versante opposto, quello est, sino alla foce Altare.

Dalla foce Altare, riconoscibile per una targhetta commemorativa ed una statua della madonna, si può optare per una discesa alternativa (non segnata) dal Rio Sambuco. Noi invece proseguiamo seguendo i segni blu della "via normale".

Il percorso blu aggira gli Zucchi di Cardeto. A circa due o tre minuti dalla foce Altare si incontrano i famigerati tratti di traverso più o meno esposti. Per noi che abbiamo affrontato la Bagola Bianca, comunque, sono poca cosa.

Dopo circa un'ora il sentiero incontra il sentiero CAI 179. Il punto di incontro è sancito dalla scritta blu "Pisanino" su una pietra. Qui si va a destra e dopo un quarto d'ora circa si è a foce di Cardeto.

Da foce di Cardeto si prende il sentiero CAI 178 che con una discesa abbastanza ripida porta direttamente alla Val Serenaia, chiudendo l'anello.

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