Tempo  6 ore 42 minuti

Coordinate 1674

Uploaded 19 novembre 2018

Recorded novembre 2018

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1.471 m
947 m
0
2,7
5,4
10,89 km

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vicino Levigliani, Toscana (Italia)

Nota: itinerario alpinistico di livello F, senza bisogno di attrezzatura particolare.

Percorso ad anello veramente bello e con una vista mozzafiato. Partenza da Passo Croce seguendo i sentieri 11 e 129, che qui viaggiano insieme. Dopo circa quindici, venti minuti il 129 si sdoppia, un ramo prosegue con l'11 in direzione Fociomboli, l'altro scende verso il borgo abbandonato di Campanice. Noi andiamo verso Campanice seguendo una faggeta che scende di quota abbastanza tranquillamente.

L'arrivo al borgo è ben evidente perché di fronte a noi si presenta una chiesetta ancora intatta. Qui inizia il primo dei due tratti non segnati del nostro percorso. Giunti alla chiesa, bisogna proseguire dritti seguendo un muretto a secco che ci accompagna da destra.

Sul sentiero sono presenti degli ometti di pietra qua e là, ma tendenzialmente si va ad intuito o seguendo il tracciato GPS. Si passano due pietraie e, poco dopo aver passato la seconda, bisogna prestare attenzione alla nostra destra. C'è una vecchia stradina in pietra che non è facile da trovare. Nessun problema, comunque, neanche noi l'abbiamo trovata subito. Quando ci si sente persi, basta guarda verso destra in alto: la strada, dal basso, si presenta come un muro a secco.

Il sentiero termina all'inizio della cresta ovest del Freddone. Qui siamo ad una foce segnata da segni rossi. La cresta ovest è puramente alpinistica, da fare con l'attrezzatura adatta. Ma sarà oggetto di una prossima uscita!

Seguiamo i segni rossi che ci portano, scendendo, sul sentiero CAI 128. Si segue quindi il 128 per circa una mezz'ora con il Sumbra che domina a sinistra.

Ad un certo punto, il sentiero fa una vera e propria inversione a U. Qui la vista va dal Corchia sulla destra alla Pania, al Pizzo delle Saette sino al lago di Isola Santa sulla sinistra. In mezzo si distingue bene il campanile di Col di Favilla e il borgo di Puntato con fantastici interrazzamenti. Questo è anche in punto di inizio della cresta est/nord-est del Freddone. Sangue freddo, l'avventura sta per cominciare!

Poco dopo aver preso il sentiero di cresta (non segnato) di fronte a noi si presentano dei lastroni di roccia da superare in facile arrampicata. Gli alberi scompaiono e la vista può spaziare in un meraviglioso paesaggio! Da qui si vedono bene due cime, nessuna di queste è il Freddone, ma si vede bene cosa ci aspetta.

La salita alla prima delle due cime non ha un sentiero obbligato, io mi sono divertito a tirare dritto, ma si può tranquillamente zigzagare per rendere l'ascesa meno difficile. Il tratto più complicato è solo poco prima dell'arrivo.

Dalla prima cima (1327m) la vista è bellissima e, guardando la direzione da intraprendere sembra impossibile che ci si possa arrivare. Passo dopo passo, comunque, anche l'ascesa verso la seconda cima si fa (questo è il pezzo più complicato di tutto il percorso)! Ma qui si scopre che, in realtà, questa non è affatto una cima, e bisogna salire ancora!!

La cosa meravigliosa di questo itinerario è proprio questo: sali, pensi di aver superato il superabile, e poi scopri che le emozioni non sono finite! Questo sino a che non si raggiunge veramente la seconda cima (o antecima est) del Freddone. Giunti qui, è fatta, la croce di vetta si vede benissimo e il sentiero, ormai, diventa banale.

Dopo una foto a delle caprette di montagna e dopo esserci rifocillati per bene, lasciamo questa vetta, da cui si gode veramente una vista fantastica, e scendiamo nuovamente verso Passo Croce dalla via "normale al Freddone".

Il sentiero di discesa è segnato in blu e porta dietro ad una marginetta posta sul sentiero 11 per Fociomboli. Una volta giunti sullo sterrato, si sale per circa una ventina di metri e si arriva ad un altro ampio crocevia tra il 129 e l'11. Qui si scende e dopo poco siamo nuovamente al bivio per Campanice, dove si chiude l'anello.

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