Tempo  9 ore 32 minuti

Coordinate 2643

Uploaded 16 settembre 2017

Recorded settembre 2017

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3.847 m
2.617 m
0
2,9
5,8
11,6 km

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vicino Tivoli, Piemonte (Italia)

Non sottovalutate questa montagna!
La Via Normale del Monviso è un'ascensione alpinistica in piena regola che presenta un notevole sviluppo, grande dislivello, quota elevata, numerosi passaggi esposti, tecnicamente facili solo per chi ha una certa dimestichezza con la roccia, pericolosi in caso di pioggia o gelo.
Questa via è molto sottovalutata e numerose sono le persone che l´affrontano senza le adeguate protezioni, ovvero slegati, senza caschetto e anche di fretta. Questo fattore è sicuramente la causa più importante e frequente degli incidenti, spesso mortali, che spesso si sentono circa questa salita. La presenza di altre comitive lungo il percorso aumenta il pericolo di caduta sassi, sempre e comunque altissimo. Il dislivello tiene conto delle numerose perdite di quota e altrettante risalite al ritorno. Non mi voglio dilungare sulla descrizione del percorso perché su internet ci sono molte descrizioni per lo stesso percorso. Elenco le fasi della nostra salita:
1° giorno, da Pian del Re (2020 m) al Rifugio Quintino SELLA (2640 m)
2° giorno, occorre fissare quattro punti essenziali; dal Rifugio Quintino Sella, (2640 m) alle ore 5.00, al Passo delle Sagnette, (2991 m - ore 1,15/1,30 dal Rifugio Sella) il grande ometto dell’ormai ex Ghiacciaio del Viso, (3300 m) Il Bivacco Andreotti, (3225 m) l'attacco della via segnalata con marche di colore giallo, (3400 m) e infine la cima del Monviso (3841 m - ore 3,30/4,00 dal Passo delle Sagnette; ore 4,45/5,30 dal Rifugio Sella)
La discesa si svolge seguendo esattamente il percorso della salita (ore 4,30/5,00 dalla vetta al rifugio Sella; ore 2,00 dal rifugio al Pian del Re).
La discesa dalla vetta del Monviso è, a mio parere, la parte più impegnativa e rischiosa di tutta la gita. Occorre essere bene attenti nei punti in cui si deve disarrampicare sulle rocce esposte per evitare di cadere. Nei punti più difficoltosi è comunque sempre possibile effettuare delle calate su anelli di fettuccia opportunatamente sistemati su massi e spuntoni rocciosi. Altra raccomandazione è quella di seguire fedelmente i bolli gialli e non affidarsi, se non si conosce più che bene la zona, alla percorrenza di tracce di sentiero che sembrerebbero permettere di aggirare i tratti di roccia all´interno di canaloni detritici con il rischio d´imboccare e percorrere quello sbagliato oltre a scivolare sui detriti. Purtroppo per noi le condizioni meteo non ci hanno permesso di ammirare il panorama, infatti, raggiunta la cima con un forte vento e nebbia, siamo immediatamente ridiscesi.

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