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vicino Capanna Margherita, Piemonte (Italia)

Si abbandona la Capanna scendendo per lo sperone roccioso sino al livello del ghiacciaio del Lys. (3.650 m). Si raggiungono le pendici della Pyramide Vincent e si supera un tratto pianeggiante del ghiacciaio con molti crepacci. Con alcune diagonali si affronta il ripido tratto successivo sino a giungere ad un altro tratto in falsopiano quasi accanto al Naso del Lyskamm posto a sinistra. Continuando la salita sempre puntando al centro dell'ampio colle del Lys posto sopra di noi, si superano alcuni crepacci un po' più larghi in corrispondenza di altrettanti cambi di pendenza per giungere nell'ultimo tratto in falsopiano passando accanto al Balmerhorn alla destra dove si può ammirare la statua del Cristo delle vette sotto al quale è posto il piccolo bivacco. Si giunge infine sul colle del Lys, appena oltre il Lyskamm a sinistra. (4.248 m) Di fronte si nota la rocciosa Cresta Rey che conduce in vetta alla punta Dofour. Alla destra della Dofour invece si nota il cocuzzolo nevoso della punta Zumstein e, poco oltre il colle Gnifetti punto di transito della nostra pista con in evidenza la vetta della punta Gnifetti con la mastodontica sagoma rettangolare della Capanna Margherita. Discendendo brevemente, la traccia effettua un lungo traverso a mezzacosta sostanzialmente pianeggiante appena sotto alcuni saracchi della base della punta Parrot. Si giunge così linearmente sotto il colle Gnifetti e la Capanna Margherita. Aumentando ripidamente la traccia sale decisa verso il colle con alcuni tornanti fino al il raggiungimento del colle Gnifetti per poi effettuare la decisa deviazione verso destra e, salendo ripidamente per cresta, si raggiunge la vetta della punta Gnifetti. Panorama e soddisfazione assolutamente indimenticabili. La storia della costruzione della Capanna Regina Margherita è assai contesa tra ambizione, prestigio e sicuramente pochissimo rispetto per la Natura. Infatti l’impatto ambientale fu subito elevato a causa dell’uso della dinamite per spianare artificialmente la vetta. Nel corso dei decenni poi la capanna, da modesta costruzione in legno, fu radicalmente modificata ed ampliata nel 1980, rendendo il suo profilo riconoscibile da chilometri di distanza dalla pianura o dalle vette circostanti. La via di discesa segue fedelmente il percorso effettuato nella salita.

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